AFRICA: INVITO A CENA CON ELEFANTI

Alcuni mi chiedono che gusto ci sia nel passare una notte nella savana, in un campo tendato, svergliarsi all’alba e viaggiare chilometri in scomode jeep, solo per vedere degli animali.  Non è facile spiegare le sensazioni, il felice turbamento che si provano in Africa. E’ impossibile trasmettere lo smarrimento dello spazio, del silenzio e l’armonia con cui si accorda il cuore immediatamente. Non c’è nulla di nuovo. Sono coscienze antiche.

In Africa non è cambiato nulla. Questa è la novità. L’Africa è ancora uguale a quella dei safari adrenalinici di Hemingway, che osava guardare negli occhi un elefante pronto a caricarlo. Ora in Africa ci vanno quelli come me, i cacciatori senza fucile, per i quali le prede sono le emozioni forti. Dove ci si risveglia con un elefante vicino alla veranda del campo tendato o si naviga in fiumi andando quasi a sbattere contro gli ippopotami. Al limite del rischio, ma senza pericolo vero, grazie ai ranger. In Africa la natura è forte e meravigliosa, ma anche crudele, i leoni inseguono una preda, l’atterrano e la sbranano.

In Africa non ci vai per caso. In Africa vanno gli amanti sinceri della natura e trovano la vera Africa nei campi tendati, nei safari all’alba, con tutte le emozioni che offrono e che ci si porta dietro tutta la vita. Perché un safari è osservare, prostrarsi in silenzio ammirato alla potenza della natura. Il rumore del silenzio interrotto dal vento che ti soffia sulla macchina fotografica è un suono prodigioso. Passare una giornata con una famiglia di leoni, osservarli giocare insieme, seguirli nella caccia accompagnati da guide-naturalisti è un’esperienza unica. Proprio come partecipare in prima persona ad un documentario.

Dormire in un campo tendato, addormentarti con il rumore della savana al tramonto, svegliarti all’alba insieme alla natura pronto per partecipare alla sua festa, ti riempie di gioia infinita. E il risultato non lo puoi descrivere.

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