AFRICA: TANZANIA, SAFARI AL SELOUS

La Tanzania vanta due dei parchi più grandi e remoti del Continente Nero,  la Selous Game Reserve e il Ruaha National Park , gli ultimi polmoni di natura veramente incontaminata rimasti nella regione. E continueranno ad esserlo grazie alla presenza sul territorio di pochi campi tendati, costruiti abbinando allo stile elegante e raffinato un bassissimo impatto ambientale con l’uso di materiali naturali quali erbe e legno del bush, pietre e graniti locali.

L’Impala Lodge Selous Camp sorge su un promontorio dove si accampavano i safari dei grandi cacciatori del secolo scorso. Il campo, come tutti nel sud, non è cintato e consiste in sei tende montate su una piattaforma, tutte molto confortevoli con verande di legno di canfora, arredate con pezzi d’epoca e dotate di bagno e doccia calda. Al centro del campo è situata la capanna principale dove ci si trova a fine giornata per un drink e dove sono serviti breakfast e cena. Dopo il tramonto, per ovvi motivi di sicurezza, è severamente vietato muoversi da soli. Si è accompagnati dappertutto, a qualsiasi ora, da un guardiano masai armato di lampada e lancia. Può sembrare folcloristico, ma in realtà i masai sono gli unici disposti a dormire all’aperto in mezzo al bush, circondati dalle fiere, perché la notte è il dominio degli animali feroci. Dal fiume salgono gli ippopotami, dalle radure arrivano gli elefanti e di tanto in tanto ci si sveglia con un leopardo in veranda.

La giornata inizia con un safari sulle acque del Rufiji. Difficile da spiegare la bellezza di questo fiume avvolto dalla nebbiolina azzurra dell’alba. Gli enormi ippopotami si avvicinano e nuotano sotto la chiglia della barca, quando si infuriano si alzano sulle zampe posteriori, allargano le fauci e caricano. Stesso discorso per i numerosi coccodrilli, anche loro facili da avvistare così come la stragrande maggioranza degli animali che s’incontrano lungo il corso d’acqua (impala, gnu, giraffe, elefanti). Si parte di mattina in barca e ci di ferma su un’isoletta nel mezzo del Rufiji a fare una ricca colazione all’inglese circondati da gru e cicogne e poi si raggiunge una riva dove si sale su una jeep per un safari all’interno, questa volta alla ricerca dei grandi predatori.

Nel pomeriggio si passa all’escursione a piedi, o si attende il tramonto nel miglio safari style, sprofondati in una comoda poltrona con un fresco drink tra le mani in compagnia di centinaia di pellicani rosa.

Il Selous Safari Camp ha anche una singolarissima versione del fly camp africano, per inoltrarsi nel bush africano. I clienti sono portati con le barche in una radura sul fiume , dove sono state erette piccole tende con zanzariera. Qui si attende l’ora viola, il momento magico, quando il sole cala dietro le lontane montagne e le acque del fiume riflettono lo spettacolo del cielo infuocato.

Una visione unica cui segue un’ottima cena cucinata sul fuoco e una notte indimenticabile sotto le stelle. La mattina tutto si ripete, con un’altra alba salutata dal verso delle aquile pescatrici, altri avvistamenti e altre emozioni. Il fascino di questi accampamenti isolati in mezzo al bush è proprio il fatto che spesso sono gli animali a visitare le persone e non viceversa.

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