ALTO ADIGE: LA VALLE AURINA, SULLE CIASPOLE TRA NEVE E CIELO

Si raggiunge la Valle Aurina lasciando la Val Pusteria all’altezza di Brunico e si entra dopo 15 chilometri in val di Tures, diretti a Campo Tures, dove un confortevole albergo e centro benessere può rappresentare una buona base per le varie escursioni.

La cittadina è dominata da un maestoso castello, alto su uno sperone roccioso. La possente fortezza, costruita intorno al 1250 dai signori di Taufers merita una sosta per la ricchezza degli arredi originali e le camere dei principi rivestite di boiserie: 35 stanze, in inverno da visitare ben coperti, perché il castello è privo di riscaldamento

La valle più selvaggia e meno antropizzata dell’Aurina avvolge subito il viaggiatore nell’ovattata magia della sua natura. Non ci sono percorsi creati ad hoc per muoversi con le racchette, ma ci si può avventurare un po’ ovunque. Oltre a seguire i sentieri estivi delle alte vie, si può andare nei cami: quasi tutte le baite tra i 1700 e i 2500 metri d’altitudine sono infatti raggiungibili in poche ore di cammino.

Lieve come un pizzo, la neve s frangia sui rami delgi abeti mentre un gruppo sale in fila indiana e in silenzio sopra la Riva di Turres, sino alla malga Kofler. E lascia sul manto candido la larga impronta delle ciaspole. L’arrivo alla malga è emozionante: due casette di legno dominano una vasta radura innevata e solo le tracce leggere di qualche animale selvatico violano la perfezione abbacinante del panorama. La vista spazia sulle valli sottostanti. Le valli Aurina e di Tures s’incuneano profonde tra il monte Spicco e le vedrette di Ries, fino ai confini con l’Austria, a due passi dai monti dolomitici e delle famose stazioni sciistiche della val di Fassa e della Pusteria.

Punteggiate da baite, da piccoli borghi con case di pietra dai tetti spioventi, da chiese rosa o bianche dai campanili appuntiti. Tra queste cime altoatesine, molte intorno ai 3000 metri, c’è anche la Vetta d’Italia, che segna ufficialmente il punto più a nord della Penisola.

E’ una zona di ghiacciai, di neve sicura ad alta quota sino a tarda primavera, poco affollata e per niente mondana, particolarmente adatta per una vacanza all’insegna della natura e di sport alternativi al solito sci da discesa: soprattutto fondo, itinerari facili tra le malghe in quota, da percorrere anche con le ciaspole, e, in marzo aprile, sci alpinismo, fermandosi in rifugi ben attrezzati.

E dopo tanta fatica vale la pena provare qualcuno dei ristoranti tipici della zona come lo Steinhauswirt di Cadipietra, dove tutto il menù è a base di patate e funghi, oppure l’Alte Muhle a Campo Tures, che propone tutti i piatti della tradizione altoatesina. Ah! Ricordate di togliere le ciaspole prima di entrare!

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