BAHAMAS: ELEUTHERA, MAI ‘NA NOIA

Eleuthera è una sottile striscia di terra a forma di mantide religiosa, larga poco meno di  8 chilometri e lunga 180,  solcata al centro da colline ricche di terra rossa ideali per la produzione di ananas. Si dice che va bene per tutti: a Eleuthera ci sono spiagge per chi fa snorkeling, per chi fa surf, per i collezionisti di conchiglie e per chi non vuole fare assolutamente nulla. Ognuno avrà la sua spiaggia preferita e potrà sceglierla tra tante: ne ha circa 120 chilometri ma è soprattutto il paradiso per chi ama il mare, la natura incontaminata e soprattutto la privacy. E’ tagliata in due da un’unica strada che la percorre da nord a sud e la rende facilmente visitabile. Ha inoltre tre aeroporti, per arrivare il prima possibile sulla spiaggia preferita.

Eleuthera è circondata da barriere coralline, e proprio per questo offre immersioni e snorkeling eccezionali. A nord c’è il Devil’s Backbone, una zona marina con un’ampia barriera corallina a filo d’acqua nota per la sua pericolosità e responsabile di numerosi naufragi. Lo stretto canale tra i coralli è considerato uno dei dieci migliori posti al mondo per le immersioni. Nella vicina Buttonwood Beach sono esplorabili dei relitti, tra i quali anche un treno. E per i più temerari c’è la concreta possibilità di fare quattro chiacchiere subacquee con gli squali, accompagnati da guide esperte. A proposito di pesci, Eleuthera è famosa per la pesca d’altura o subacquea e offre numerose possibilità di noleggio barche con guida e attrezzatura compresa.

Il lato caraibico dell’isola ha il classico mare calmo e ventilato, ideale per la tintarella estrema ma, in caso di noia, si presta per la vela, il windsurf e il kayak.  E se il mare stanca ci sono numerosissimi percorsi attraverso i campi e i boschi per un sano jogging, trekking e mountain bike. Dalla strada principale partono moltissimi sentieri facilmente praticabili. Il lato Atlantico dell’isola è battuto da vento e onde e, da nord a scendere, ci sono diverse spiagge ideali per il surf: Surfer Beach e Holiday Beach sono le più famose. Non hai mai provato il surf? Molti maestri attendono l’onda giusta sulla spiaggia per impartire lezioni memorabili. Ma anche i golfisti hanno qui pane per i loro denti: un unico campo ma una volta classificato tra i migliori del mondo. E’ il Robert Trent Jones, a picco sul mare.

E per gli esploratori? Agenda fittissima. Cominciamo dal basso, da Hatchet Bay Cave, una grotta che si estende per un miglio sotterraneo e poi dall’alto a The Cliffs, altissime scogliere dove onde gigantesche si rompono su fondali di corallo. Una visita merita il Rock Sound Ocean Hole, un lago salato interno collegato da passaggi sotterranei al mare. Dato che pare sia senza fondo e senza pericoli, molti si tuffano nelle sue acque da una scogliera alta circa 20 metri per sconfiggere la noia.

The Glass Window Bridge è il punto più stretto dell’isola, dove si passa in macchina a senso unico alternato ed è obbligatorio fermarsi per qualche foto. Da una parte ci sono le acque turchesi e calme dei Caraibi, dall’altra le turbolenti e scure acque dell’Atlantico e finiscono per unirsi vorticosamente proprio sotto il ponte.

Con uno slancio di cultura andiamo a visitare le Preacher’s Cave, che fornirono rifugio ai primi coloni europei di Eleuthera e furono utilizzate come chiesa. Per un incontro con la natura andiamo a fare il bagno alle Queen’s Baths, un gruppo di piccole piscine naturali scavate nella roccia: con la bassa marea puoi fare il bagno con moltissimi allegri pesciolini.

L’eco turismo è in crescita sull’isola. La Leon Levy Native Plant Preserve è un parco nazionale nei pressi di Governors Harbour: i visitatori possono camminare per chilometri di sentieri per vedere le orchidee, le piante medicinali e gli alberi che hanno fatto la storia dell’isola. The Island School e il Cape Eleuthera Institute  organizzano escursioni giornaliere per visionare da vicino il loro lavoro per salvaguardare l’ecosistema tropicale e marino di Eleuthera.

Ma anche le cittadine valgono una visita. Partiamo da Gregory Town, sede del Festival annuale del’ananas, famosa per i negozietti di artigianato e soprattutto per il Thompson’s Bakery, importante forno famoso per la produzione delle torte di cocco e ananas di Eleuthera.

Spanish Wells è un villaggio di pescatori a nord di Eleuthera con belle case ottocentesche color pastello. Governors Harbour ha un grande porto storico, case coloniali davvero originali e una grande biblioteca. Il venerdì sera le strade del lungomare si riempiono di gente per la festa settimanale della frittura di pesce. A pochi minuti di acquataxi da Eleuthera si arriva a Harbour Island, dove ci sono hotel a cinque stelle, negozi e avvistamenti vip.

E dopo tutto questo sport e visite cosa c’è di meglio del relax e della buona musica? E che musica! Eleuthera è praticamente casa per Lanny Kravitz e Mariah Carey. Lanny Kravitz frequenta i locali dell’isola dove si fa musica, in particolare il Daddy Joes’s e non è raro trovarlo a tavola o sul palco.

Eleutera è l’isola delle mille possibilità, dove la noia non esiste. La maggior parte dei luoghi che vi ho raccontato sono naturali, senza guardiani o guide, raggiungibili in autonomia e offerti ai visitatori come gioielli senza allarme, nella speranza che vengano trattati con il rispetto che meritano. La mancanza di turismo di massa ha salvaguardato fino ad oggi la loro bellezza e pulizia e anche se Eleuthera merita qualche attenzione turistica in più, merita anche che tutto rimanga esattamente com’è: selvaggio e puro.

E se poi tutta questa natura e purezza vi ispirano sentimenti profondi e desiderate coronare il vostro amore sulle bianche (o rosa) spiagge di Eleuthera, la mia amica Tia vi aiuterà senz’altro, organizzando per voi il più romantico dei matrimoni. Chiedete e sarà celebrato!

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