GRAN CAYMAN: IL MARE E’ SERVITO

Gran Cayman è un’isola strana, si offre all’inizio con diffidenza, con il rigore dell’alone di ricchezza che la precede.  In realtà la simpatia della sua gente e la bellezza della sua natura ti offrono lo stesso calore del suo rum.

Una strada costiera ne segue l’intero profilo di Gran Cayman, fatta eccezione per il tratto che guarda quell’ampio golfo dalle coste coperte da mangrovie e paludi che qui chiamano North Sound. Dalla parte opposta, affacciata ovest e allungata da sud a nord, si trova una delle più belle spiagge dell’arcipelago: la Seven Miles Beach. E stavolta il nome non inganna. Sono sette miglia tonde di sabbia candida che si sposa dolcemente a un mare limpido e tranquillo.

Una spiaggia apprezzata anche dai locali. I caimaniani vanno lì al sabato o alla domenica, a trascorrere la giornata tra i numerosi, piccoli posti di ristoro che servono tra l’altro dell’ottimo pollo alla brace, e soprattutto in mezzo a tanta musica e gente piena di voglia di divertirsi.

Da vedere, sulla costa meridionale, nei pressi di George Town, anche quello che qui chiamano un po’ pomposamente il Pedro Saint James Castle. Si tratta in realtà di una semplice casa colonica edificata alla fine del Settecento, ma che per diverse ragioni occupa un posto importantissimo nel cuore dei nativi di Gran Cayman. Molte tappe importanti della vita del giovane paese sono passate infatti da qui: dall’istituzione del primo parlamento alla proclamazione della legge di abolizione della schiavitù.

La certezza è che la principale attrazione di queste isole è rappresentata dal suo mare. Se si dovesse definire una caratteristica distintiva delle acque delle Cayman sarebbe forse la limpidezza di cui si gode durante le immersioni, il colore particolarissimo dell’acqua. Grazie a questa peculiarità, sotto la superficie di questo tratto di mare si può assistere a spettacoli assolutamente sensazionali, anche sono per il fatto di poter abbracciare con lo sguardo immense estensioni di fondale. Il blu intenso del mare è di una brillantezza straordinaria, ed è indubbio che questo elemento arricchisce di grande fascino anche la più banale delle immersioni e rende più divertente e gratificante che altrove una giornata dedicata allo snorkeling. Del resto, acqua cristallina a parte, i fondali sono davvero scenografici, ricchissimi di vita corallina, di gorgonie, di spugne.

Una storia a cui è legata oramai indissolubilmente la fama di Grand Cayman è quella di Sting Ray City, la città delle Razze. Tutto avviene al largo del North Sound. Visto sulla cartina questo golfo appare aperto a nord: in realtà però una lunga e continua barriera corallina divide le acque della laguna interna da quelle esterne del mare aperto, agitate e profonde. Nella barriera si apre un passaggio, appena al riparo dalle onde, per anni e anni si sono fermate barche da pesca per pulire le reti prima di rientrare in porto. Ogni giorno diverse barche, sempre allo stesso punto. Tutti quei pezzi di pesce e di crostacei hanno richiamato una grande quantità di razze che alla fine si sono stabilite qui per poter approfittare ogni giorno del pasto gratuito. Un giorno un subacqueo si è immerso e si è reso conto della presenza di decine di queste creature, nient’affatto intimorite dalla sua presenza. Da quel giorno Sting Ray City è divenuto un appuntamento imperdibile per gli appassionati di mare, che trascorrono decine di minuti immersi a danzare sul fondo con queste socievolissime creature marine.

La profondità non supera i tre metri, e si tratta dunque di un’immersione davvero per tutti. Un luogo particolarmente piacevole, così anche per chi si accontenta di affacciarsi dalla superficie solo con maschea pinne e boccaglio.

Il mare, tanto mare e sempre mare. Ma in fondo proprio dalle bellezze del mare siamo stati richiamati per venire a trascorrere qualche giorno su queste bellissime isole.

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