I libri della Mauritania

Andiamo a Chinguetti

I libri della Mauritania sono a Chinguetti, città sommersa, circondata dal mare di dune gigantesche dell’erg Ouarane, che la proteggono dal futuro. Sono mosse dall’incessante harmattan, il torrido vento sahariano, infinite quantità di sabbia fine e impalpabile si spostano modificando il paesaggio giorno dopo giorno. Proprio tra le sue montagne di sabbia, Chinguetti, settima città santa dell’Islam, nasconde un tesoro di valore assoluto: i libri della Mauritania, migliaia di antichi manoscritti, che giacciono nelle sue biblioteche e nelle sue case.

Un vero tesoro storico

Un patrimonio di cultura e tradizione, storia e scienza, fragilissimo come solo le pagine manoscritte di migliaia di volumi possono esserlo. I libri della Mauritania sono carte ingiallite, sottili pergamene, foglie di pelle di capra e di gazzella, testimonianze uniche spesso inesplorate, di civiltà, tempi e luoghi lontani e misteriosi.

Arrivano da lontano e dal passato

I libri della Mauritania hanno percorso il Sahara lungo le via carovaniere e hanno attraversato i secoli, sopravvivendo ai travagli storici di questo angolo di Africa. Arrivano dal tempo delle carovane transahariane che attraversavano il centro della Mauritania: percorrevano in un mese la pista tra la Mauritania e Timboctù, attraversavano le oasi sull’altopiano dell’Afrar, Oudane e Chinguetti, punti di riferimento per i commerci e gli scambi e crocevia di popoli e di culture, luoghi di incontro tra uomini di fede, filosofi, scienziati. Le carovane, oltre al sale, minerali preziosi, avorio, schiavi, trasportavano anche un bene preziosissimo, pagato letteralmente a peso d’oro e che poteva valere anche dodici cammelli a pezzo: i libri. Viaggiavano appesi alle selle dei cammelli, protetti da grandi sacche di cuoio.

Le Università della sabbia

Percorrevano le rotte del Sahara diffondendo cultura e conoscenza di popoli diversi e rappresentavano un elemento di grande prestigio per le famiglie maure e le carovane a cui appartenevano. Attorno a queste biblioteche itineranti le famiglie marabuttiche crearono una fitta rete di scuole. Ed è così che nel cuore del deserto, negli accampamenti, sotto le tende, nacquero le Mahadara, cioè le Libere Università della Sabbia. Libere non solo perché nomadi, ma anche per la libertà di pensiero, di discussione e di dibattito che in esse vi si esercitava. Per più di otto secoli le Mahadara furono raffinati luoghi di cultura; le ultime di cui si ha notizia risalgono agli inizi del Novecento.

Dove sono finiti tutti i libri?

Ma oggi dove sono i libri della Mauritania? Si parla di circa centomila volumi che risalgono a un periodo compreso tra gli inizi del quattordicesimo e del primo decennio del ventesimo secolo e che oggi rischiano di andare perduti per sempre, vittime del tempo, del clima e, soprattutto dell’incuria dell’uomo. La Mauritania ne conserva il numero più grande: circa 40mila. La maggior parte di questi manoscritti è dispersa nelle case dei privati, discendenti di quelle antiche famiglie carovaniere , sia a Chinguetti, sia nelle altre città del paese. Un sapere messo in pericolo dall’acqua, dal fuoco, dalle termiti e dalla sabbia che giace quasi dimenticato, mangiucchiato dai topi, in casse o bauli, o impilato su scaffali impolverati. Opere eccelse, copiate, studiate, commentate, decorate che spaziano tra i campi del sapere, dalla filosofia all’astronomia, dalla matematica alla medicina, dalla farmacopea alla grammatica, dalla logica al diritto islamico. Numerosissime sono le copie del Corano, così come i commenti, le analisi e le interpretazioni dedicate al libro sacro. Chinguetti fu infatti un famoso centro islamico: nelle sue scuole coraniche insegnarono eruditi del sapere religioso e delle lettere arabe, e ai suoi allievi, a migliaia arrivarono dall’Africa intera.

Sono testimonianze da salvare

Ma nonostante gli sforzi, polvere e abbandono rischiano di far scomparire per sempre un tesoro inestimabile. Chinguetti come Timbuctù, è stata dichiarata dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”. Ma questo non ha cambiato il destino poco glorioso delle sue leggendarie città, dei suoi abitanti e dei suoi tesori. Le sabbie del Sahara stanno soffocando case, moschee e manoscritti. Nel più grande deserto della terra, i popoli nomadi che lo percorsero scrissero le loro civiltà e ne conservarono gelosamente i testi. Oggi questi capolavori si sbriciolano tra le sabbie. E’ importante salvare i libri della Mauritania, perché sono la testimonianza di una raffinata cultura africana precedente alla colonizzazione europea. Ma soprattutto perché sono la sola, insostituibile memoria di un capitolo della storia universale.

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