RODI: FARE BASE A LINDOS

Lindos è un incanto bianco circondato da mare e storia

Bello fare base a Lindos, storico borgo di marinai, una cascata di case bianche sovrastate dall’acropoli e qualche archontikà fortificato.La città di Rodi non è distante, le bellezze dell’isola sono tutte a portata di mano e qui si respira un po’ di Grecia, un po’ di Turchia e anche un po’ di Italia.

Anche qui, nel labirinto di vicoli candidi, scorrono le vite parallele del turismo di massa e di quello understatement. Tutti camminano insieme risalendo le bianche viuzze, senza preoccuparsi di darsi l’identità di viaggiatore o turista. Ma l’invasione delle gite organizzate è al mattino, e te ne accorgi perchè tutto è previsto: alcuni negozi aprono per poche ore inalberando finti pizzi greci made in Taiwan, si promuove animatamente la salita sull’acropoli a dorso di somaro (unico mezzo pubblico consentito, il villaggio è chiuso al traffico), gli asinai sono tutti muniti di paletta per pulire i vicoli e si scattano milioni di foto ricordo con signore strabordanti sulla sella di quei poveri animali.

Lindos è stato il  paradiso di artisti e rock star

Fino agli anni Cinquanta, Lindos era un paradiso anche se mancava tutto, dalle strade ai bagni privati. L’incanto era la sua posizione, fra mare e acropoli, e nell’architettura delle kapetaneika: case mediterranee con tetti-terrazza e scale esterne, abitazioni fortificate, giardini nascosti fra le mura (costruite più alte di un uomo a cavallo, per evitare che i turchi sbirciassero all’interno dove portare via le donne), pareti sommerse da piatti colorati, letti celati nel soufa, un soppalco di legno.

Tutto questo ha attirato una comunità di artisti e rock star come David Gilmour dei Pink Floyd. Alcuni hanno comprato casa, salvando dimore tradizionali dalla speculazione che negli anni Sessanta ha declassato gli archontikà in banali camere per turisti. Per fortuna molte kapetaneika intatte sono in affitto: Lindos è ora un borgo protetto, non si possono costruire alberghi, ma qualcuno già esiste come il lussuoso Melenos boutique hotel che si mimetizza tra il bianco.

Fare base a Lindos tra piccoli hotel e spiagge deserte

Nei vicoli ci sono moltissimi piccoli hotel con poche camere pieni di tracce di viaggi mediterranei, con mobili con intarsi in madreperla, pieni di dipinti di cavalieri arabi e porte intarsiate. Hanno tutti piccoli giardini, per fare colazione all’aperto con scale in pietra e alcuni una grande terrazza che guarda il mare.

Spesso le terrazze sono arredate con materassi a terra, bassi sgabelli blu per guardare il mare mentre si sorseggia una metaxa o un ouzo. I prezzi sono decisamente inferiori a quelli lungo le spiagge, attrezzati di lettini e animazione. Ma fare base a Lindos significa cambiare scorcio ogni giorno, vedere tramonti e panorami da punti cardinali diversi. Ogni giorno una nuova avventura in un luogo nuovo.

La storia incalza ogni passo lungo nel villaggio di Lindos, a partire dalla passeggiata lungo la penisola che chiude il paese (di solito un carnaio ma assolutamente da vedere), due ore respirando il vento che profuma di mare, fra bassi cespugli mediterranei, rocce bianche  che celano insenature, fino alla presunta tomba del tiranno Cleobulo. La storia è presente anche quando si cena a lume di candela nei ristoranti come da Mavrikos , sotto arcate di un edificio che risale agli anni Trenta, in piena occupazione italiana. Fare base a Lindos è comodo per raggiungere le spiagge migliori e alcuni villaggi dell’interno, come Asklipio, borgo insignificante ma con un gioiello prezioso, la chiesa Kimisis Theotokou (sulle cartine Kimisis Panaghia) che risale al  1060.

Da Lindos, in mezz’ora d’auto verso sud si approda a Glystra: acqua cristallina, scogli, qualche ombrellone, un baracchino di bibite e sole fino a metà pomeriggio. E poi Prasonisi, paradiso del surf, una lingua di sabbia che divide due spiagge simmetriche e termina con un promontorio inciso da baie e calette deserte.

Fino alla fine dell’isola di Rodi

L’isola di Rodi finisce qui, dove inizia la scoperta delle spiagge appartate della costa occidentale. A Kattavia, la deviazione per Pano Gialos, è il punto di riferimento per un rettilineo di sabbia che fronteggia Ktenies e altri isolotti disabitati. In riva al mare crescono ginepri rossi giganti, gigli della sabbia e asfodeli.

Lungo la statale si trovano calette isolate e pinete e macchia mediterranea fanno da sipario a queste insenature invisibili dalla strada.Le più belle sotto i castelli di Monolithos e Kritinia. Seduti tra le loro spettacolari rovine si ammirano tramonti interminabili sul mare aperto e sulle isolette battute da crociati e pirati.

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6 pensieri riguardo “RODI: FARE BASE A LINDOS

  1. Che bello rileggere di Lindos! CI sono stata nel 2008 e ne conservo un piacevole ricordo. E’ la parte di Isola meno ventosa ma con una baia calmissima che è una meraviglia: ricordo bagni lunghissimi al chiaro di luna e quel vento salato tipico delle notti d’estate. Grazie ancora per questo tuffo nel passato 😀

    1. Sapessi quanti tuffi faccio io con Lindos! E’ stato il mio primo volo aereo. Era il lontano 1991… Poi ci sono tornata un paio di volte e puoi capire perchè.

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