Il tiro con l’arco in Bhutan

Un popolo di tifosi

Se ti capiterà di camminare per le strade di Thimphu o qualche altra piccola città dei 20 distretti limitrofi, non potrai fare a meno di notare di come lo sport nazionale del Bhutan faccia parte della vita quotidiana della popolazione. Qualcosa di strano? No, anche noi viviamo con il calcio ovunque, giornali, televisione, abbigliamento, associazioni sportive, eccetera eccetera… La cosa particolare è che in Bhutan si vive con il tiro con l’arco nel cuore.

Tutti prendono la mira!

Prima ancora che uno sport, il tiro con l’arco in Bhutan, chiamato datse, è una mania nazionale, proprio come il calcio da noi. Non c’è giovane, vecchio, donna o bambino che non si diletti con quest’arte nobile e antica. L’attitudine a esercitare la propria abilità nella mira è così spiccata tra i bhutanesi che, durante le soste, vi capiterà spesso di sorprendere l’autista e la guida che vi accompagnano a sfidarsi, anche solo tirando sassi contro un tronco d’albero eletto a bersaglio.

Le regole del gioco

Il tiro con l’arco in Buthan ha comunque regole precise: l’oggetto da colpire non è il tipico bersaglio a cerchi concentrici disposto a 50 metri, ma una tavola di legno conficcata nel terreno a ben 140 metri dal punto di tiro. Se la freccia rimane conficcata nella tavola, l’arciere guadagna 2 punti, se si avvicina a una distanza stabilita (la lunghezza di una freccia) 1 solo punto.

Un popolo di ultrà

Sono previste sfide individuali e a squadre, e ogni città, paese, villaggio ha la sua formazione locale di tiratori scelti. I giorni per gli allenamenti e le competizioni del tiro con l’arco in Buthan sono naturalmente il sabato e la domenica, quando i bha cho, i campi di gara, si affollano di tiratori di ogni età. Durante le competizioni sono incredibili le urla dei tifosi: mentre l’arciere tira la squadra opposta urla, canta e balla per spostare la freccia.  Canti tradizionali e danze continuano anche dopo la vittoria.

Tradizione e tecnologia

Contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, non si usano archi tradizionali fatti di bambù, ma gioielli di balistica in fibra di carbonio e materiali compositi ad alta tecnologia.  Il fascino delle gare di tiro con l’arco in Bhutan, tuttavia, rimane intatto nei rituali e nei costumi che si indossano durante le tenzoni nelle danze eseguite dalle sostenitrici che ciascuna squadra porta con sé, e nelle manifestazioni di pacifico scherno che si rivolgono i membri delle squadre opposte quando uno di loro colpisce o manca il bersaglio.

Terra di saggezza e moderazione

Le meravigliose contraddizioni di questo paese si riflettono anche nel suo sport: il progresso fortemente legato alla tradizione perché non diventi un abuso. La libertà di spingersi nella tecnologia e nella moderna civiltà ancorati alla catena del folclore che modera e misura.

E’ il minimo per un paese così arretrato che però non permette per legge il fumo per strada. E non perché gli studi moderni decretano gli effetti nocivi del fumo passivo, ma semplicemente perché è peccato secondo le rigide regole buddhiste. Il Buthan è un miracolo di saggezza e moderazione.

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