Il mare di Lampedusa: tra storia, miti e pesci

Un’isola speciale

nel Mar Mediterraneo

Lampedusa è una sorta di zattera lunga 20 chilometri, sperduta in mezzo al mare Mediterraneo, un tempo rifornimento d’acqua delle navi fenicie e romane, rimasta per anni spopolata. Ma i reperti archeologici ritrovati sull’isola, testimoniano che nell’antichità. Lampedusa era verdissima, ricca alberi e foreste in cui scorrazzavano cervi, daini e cinghiali e costituiva una meta ambita. Di questi anni d’oro rimangono la Necropoli Ipogea e i resti delle vasche che servivano a salare il pesce e a produrre il garum, pregiata salsa (forse estratta dall’acciuga), famosa in tutto il Mediterraneo.

I periodi bui nel Mediterraneo

tra nobili e camerieri

Il mare di Lampedusa ha avuto anche anni bui: durante il Medioevo divenne zona di incursioni fino a quando, nel 1436, Alfonso d’Aragona, primo re di Napoli, la cedette al suo cameriere di corte, come regalo per la sua fedeltà. Doveva davvero trattarsi di un’isola poco ambita se Filippo IV di Spagna la regalò nel 1630 ai Tomasi (avi di quel Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del Gattopardo), nominandoli principi di Lampedusa. Questi nobili riuscirono a svendere definitivamente l’isola solo nel 1839 al re delle Due Sicilie, Ferdinando II di Borbone, il quale, dopo averla disboscata, ne fece una colonia agricola. I miti hanno lambito il mare di Lampedusa, in un fantastico mix di storia araba e europea, dando vita a numerose leggende. Si narra dell’Ariosto che ambientò a Lampedusa il cruento duello tra cristiani e saraceni in cui Orlando perse il suo leggendario cavallo bianco, da cui prese il nome l’odierna contrada Cavallo Bianco.

Un giro in paese

come muoversi

Il mare di Lampedusa è una meraviglia della natura, ma non si può dire altrettanto del paese. Le case del paese sono state costruite in modo caotico, dove le poche vecchie abitazioni sono lasciate andare o fagocitate dalla speculazione edilizia. Ha però un fascino particolare, profumi intensi e un giusto ritmo di vita. Ma basta lasciarsi alle spalle il borgo per trovare luoghi ancora speciali. Indispensabile però un mezzo di trasporto. Si può portare la propria macchina o noleggiarne una in paese, anche il mezzo più usato è senza dubbio il motorino, perché qui il sole picchia forte e le distanze sono limitate.

Dove dormire

tra fiori e cespugli

Brulla, arida, di selvaggia bellezza, l’isola ha un’unica strada che l’attraversa una pista assolata e polverosa che sa di deserto. Sparsi qua e là tappeti di timo, cespugli di mirto, lentisco, cisto, corbezzolo insieme ad arbusti e piante subdesertiche. Mentre in cielo non è raro veder volteggiare il superbo falco della regina o il gabbiano reale. Si dorme nei dammusi, abitazioni tipiche in pietra grezza, con dehor profumati di gelsomino e colorati di ibiscus.

Partiamo dal porto

un giro dell’isola

Il mare di Lampedusa è meraviglioso: il modo migliore per vederlo è dalla barca. Per fare il giro dell’isola in barca (quattro ore se il mare è calmo) si salpa dal porticciolo, animato dal movimento incessante dei pescherecci e gozzi rigorosamente bianchi, blu e rossi. Non è difficile noleggiarne una e prendere il largo. La prima baia che s’incontra è Cala Guitgia, sabbiosa e dall’acqua turchina, la più frequentata. Quindi un susseguirsi di punte e calette: Cala Croce e Cala Madonna, profonde come dei fiordi, raggiungibili anche a piedi, Cala Gaeta e Cala Galera con la sua bella grotta.

L’Isola dei Conigli

un mare pieno di vita

Il paesaggio mozzafiato di questo tratto di costa è l’Isola dei Conigli, inserita nell’area che si estende da Cala Greca al Vallone dell’Acqua, considerata riserva naturale, dove nidificano le tartarughe marine caretta caretta. A Cala Pulcino, una profonda insenatura inaccessibile da terra, l’acqua è immobile, calda e talmente cristallina da poter scorgere sul fondo branchi di aguglie. Doppiato Capo Ponente, il paesaggio diventa di una bellezza selvaggia, con le scogliere a picco e gli scogli di Sacramento e Faraglione detto la Vela, che al tramonto si colorano d’oro, regno sottomarino di murene, gronghi, spugne. Tornando verso il porto si può fare l’ultimo bagno tra le acque tranquille di Cala Grecale, Cala Calandra o Cala Creta, dove una sorgente di acqua salmastra, prima di raggiungere il mare, crea fanghiglie lattiscenti, o davanti a Punta Sottile, quella più a sud d’Europa.

Il mare di Lampedusa

meraviglioso sopra e sotto

Nel mare di Lampedusa nuotano forme di vita di ogni genere, code di pavone, alghe a palloncino, spugne, ricci, pesci pappagallo, e molti altri. Alla Secca di Levante, una piattaforma che emerge da un fondale di 50-60 metri, si incontrano dentici, cernie, ricciole, a volte razze e pesci luna. Anche l’ultimo scoglio italiano nel mare di Lampedusa, Lampione, abitato da centinaia di gabbiani, ha fondali con pareti a strapiombo ricchi di spugne giganti, trigoni e cernie brune. Si dice che il mare di Lampedusa sia uno dei dieci più limpidi del mondo, ricco di pesci di ogni genere e con i fondali di straordinaria bellezza che invitano a immergersi in ogni anfratto. Spiagge caraibiche, ma tutte italiane.

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