Il profumo dell’incenso – ma l’incenso da dove arriva?

Un profumo familiare

riti e magia

Siamo tutti abituati a sentire il profumo dell’incenso, lo riconosciamo immediatamente, durante le feste religiose, le lezioni di yoga o nei negozi di articoli orientali. Il suo aroma ci evoca sensazioni diverse: per alcuni è un fastidio, per altri un modo per far riaffiorare ricordi. Magari ricordi di viaggi, in Oriente o in Medio Oriente, dove l’incenso brucia in mille angoli e ovunque il suo profumo ci riempie le narici. Tutti lo conoscono, ma in pochi sanno da dove viene.

foto da Pixabay

Profumo dell’incenso

curativo e terapeutico

Il profumo dell’incenso è utilizzato per diversi riti e attività in diverse credenze religiose, ma in comune per tutte ha la vicinanza con l’aria, la leggerezza delle nuvole e il profumo intenso legato alla purificazione soprattutto perché è sprigionato da una combustione. L’aromaterapia lo utilizza per diverse proprietà, tra le quali proprietà antisettiche, antinfiammatorie e anche antidepressive. Con il profumo dell’incenso si alleviano anche malattie polmonari, come l’asma o alcune allergie. Durante alcune attività fisiche, come lo yoga, si utilizza per i suoi grandi poteri rilassanti.

foto da Pixabay

Direttamente dal Medio Oriente

la sua storia

Sono pochissimi i luoghi al mondo in cui cresce spontaneo l’albero dell’incenso. Uno di questi è la Regione di Dhofar, nell’Oman meridionale. Usato Egitto, in Palestina, Israele e nell’antica Roma a scopi rituali, l’incenso viene venduto da 7000 anni il suo commercio ha sempre avuto il Dhofar come punto cardine. Da qui, le carovane di dromedari viaggiavano attraverso la Mesopotamia, la Siria, l’Egitto, fino al porto di Gaza, dove il prezioso carico veniva imbarcato sulle navi che lo trasportavano in Grecia e a Roma. Questo mercato era talmente fiorente che, nel I secolo d. C., il controllo dell’incenso aveva fatto dell’Arabia meridionale la regione più ricca della terra.

foto da Pixabay

La pianta “sacra”

coltivare l’incenso

La Boswellia Sacra, l’albero dell’incenso è piccolo e cresce con uno o più tronchi che si ramificano gìà a partire dal terreno fino ad allargarsi come un cono rovesciato. La particolarità è la corteccia, che si sbriciola come cartone e può essere rimossa o tagliata con molta facilità. La pianta dell’incenso raggiunge l’altezza di 5 metri e cresce in un habitat limitato, appena al di fuori del campo di azione dei Monsoni ma battuto in estate da venti freddi che mantengono miti le temperature. 

Foto da Wikimedia

Come si raccoglie l’incenso

profumo dell’incenso in perle

Gli alberi dell’incenso vengono incisi dai raccoglitori ogni anno all’inizio di aprile, non appena la temperatura comincia a salire: il primo taglio consiste in un livellamento della corteccia dei rami più grandi e del tronco. Con quest’operazione trasuda un liquido bianco e resinoso ti viene lasciato asciugare per almeno due settimane. Il secondo taglio produce la prima resina, di qualità inferiore, mentre dopo altre due settimane inizia la raccolta vera e propria con il terzo taglio che lascia scivolare la resina migliore di un bel color miele. La raccolta dura circa tre mesi, e da ciascun albero si ricavano circa 10 chili di incenso.

Foto da Wikimedia

Profumo dell’incenso dall’Oman

sempre più raro

La regione di Dhofar in Oman produce ogni anno 7000 tonnellate di incenso, ma con il prezzo sempre più basso sul mercato mondiale e la crescente scarsità di manodopera il rischio di comprometterne la raccolta è molto alto. In ogni caso e per il momento, il profumo dell’incenso continua a inebriare le menti dei pochi eletti che compramo quelle piccole pietruzze ambrate.

foto da Wikimedia
Share



23 Comments

Amo il profumo dell’incenso ma ammetto la mia ignoranza in materia: non sapevo che esistesse un albero dell’incenso perché per qualche motivo credevo che fosse la stessa cosa del palo santo (altro aroma che mi piace davvero molto). In inverno uso anche un profumo – non per l’ambiente, proprio per la persona – a base di incenso perché lo trovo molto caldo e avvolgente.

Reply

Prima di andare in Oman ignoravo le origini dell’incenso. Onestamente non ci avevo mai pensato!

Reply

Grazie per il tuo post!
Buona serata e buona domenica!

Reply

Grazie a te per averlo letto. Buona domenica anche a te!

Reply

Ti dico la verità, non sono tra gli eletti che amano alla follia l’incenso, ma come sempre sono rimasta incuriosita da quello che racconti (imparo sempre qualcosa di nuovo, e questo mi piace troppo)! Non sapevo che l’Oman fosse il primo produttore d’incenso al mondo, e che la sua pianta fosse così piccolina. E mi ha stupito anche che da una sola se ne ricavino solo 10 kg. Non è poco?

Reply

10 chili a stagione. Le coltivazioni sono immense e l’incenso omanita costa sempre di più. Infatti, troppo spesso, viene “tagliato” con elementi sintetici che provocano bruciore al naso e, ad alcuni, mal di testa.

Reply

Personalmente non amo l’incenso, mi dà fastidio, ma mi sono sempre chiesta come venisse prodotto. Davvero interessante il tuo articolo, non sapevo che provenisse da un albero.

Reply

L’incenso omanita è molto delicato. Quello che da molto fastidio è quello con componenti sintetici. Anche io non sapevo da dove arrivasse l’incenso, prima di andare in Oman!

Reply

Molto interessante! Non ho mai amato particolarmente l’aroma dell’incenso, ma riconosco che gli aromi orientali sono imbattibili. Mi piacerebbe molto vedere una pianta dal vivo… Così come serbo da anni il desiderio di andare in Oman.

Reply

In Oman potrai vederle se farai un giro anche in montagna. Sono grandi cespugli: sentirai che profumo!

Reply

Devo ammettere che ho un rapporto di amore e odio con l’incenso. Non mi dispiace quando faccio yoga ecc ma non lo sopporto quando è troppo o fuori luogo in un negozio o casa

Reply

Non tutti lo sopportano, ma l’incenso puro è molto raro. Di solito viene mescolato a sostanze sintetiche che ne cambiano la profumazione.

Reply

Nice macro photographs

Reply

Thank you!

Reply

My pleasure, you’re welcome!

Reply

Adoro. Prima lo bruciavo spesso in casa, avendo il salone grande Si spargeva l’essenza su tutti i piani di casa senza risultare pesante. Poi ho perso l’abitudine, e non so nemmeno perchè…

Reply

L’incenso omanita è in grani e sta diventando sempre più caro. Ma è il più buono.

Reply

A prescindere che l’odore dell’incenso mi da mal di testa se è troppo intenso, adoro il suo aroma. Ho trovato molto interessante la narrazione della sua storia e dei suoi poteri.

Reply

Prima di andare in Oman non sapevo da dove arrivava l’incenso. Il suo profumo piace anche a me: di solito il mal di testa viene con l’incenso sintetico.

Reply

Molto interessante la storia dell’incenso, non sapevo nulla a riguardo (nemmeno che l’incenso provenisse da una pianta) quindi ho letto con piacere questo tuo post. Ultimamente ho perso l’abitudine di accendere in casa qualche bastoncino di incenso, ma il tuo blogpost mi ha ricordato dell’esistenza di questo buon profumo che mi è tornata voglia.

Reply

Ti confesso che prima di andare in Oman ero convinta che l’incenso fosse un legno. Io lo uso spesso a casa: mi rilassa molto.

Reply

Ogni volta che penso all’incenso mi vengono in mente le parole di un salmo che paragona la preghiera che sale al cielo al fumo dell’incenso. Sarà proprio questa leggerezza e la capacità galleggiare nell’aria che lo rendono così mistico. Grazie per le belle informazioni che non conoscevo

Reply

L’incenso si avvicina a tutte le religioni proprio per questo motivo: è leggero come una nuvola e come una nuvola va verso il cielo. Questo essere etereo e leggero lo avvicina a Dio. La Bibbia descrive il profumo dell’incenso come il profumo di Dio. Insomma, l’incenso è la cosa naturale più vicina alla religione al mondo.

Reply

Aspetto la tua opinione!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Share
Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: