Alchimie francesi, il Pastel, blu di Guascogna

La Francia blu

Per immergersi nel colore si parte da Tolosa, a meno di due ore dall’Italia, per inoltrarsi in questa terra tra Pirenei e Mediterraneo, zona definita “la Toscana di Francia“. Un po’ è vero, ma bisogna ricordarsi che questa è Guascogna, terra morbida, patria di D’Artagnan e di cibi gagliardi come i moschettieri. A Tolosa è concentrato il maggior numero di industrie aerospaziali francesi: forse per questo la gente è abituata a guardare in alto, verso il blu, sorseggiando un pastis dentro a pasticcerie anni ’50 dove si vendono caramelle alla violetta, fiore emblema della città. In questa zona si lavora il Pastel, magico blu di Guascogna.

Albi, la città blu

Se ci allontana un po’ dal vento di Tolosa si arriva ad Albi, capitale del commercio di pastel, città elegante e silenziosa, di mattoni rossi e di gatti albini. Il pastel qui colora le volte della trecentesca cattedrale di Santa Cecilia e le pareti di molti hotel e negozi. Blu ovunque, dappertutto, anche a tavola nei ristoranti e nelle trattorie.  Blu nelle pasticcerie. Da vedere c’è moltissimo, castelli, musei e mulini pastellier, tutto blu, il colore della profondità, della sensibilità, una meta per un weekend dalle mille sfumature cerulee.

La magia del Pastel

C’è qualcosa di alchemico nella produzione del pastel. Qualcosa di sospeso tra cielo e terra, perchè è grazie all’aria che la miscela di pastel diventa blu, ma è dalla terra che il pastel nasce: dalle foglie di una pianta modesta, diffusa fin dal Duecento nel Midi francese, ma anche in Gran Bretagna e in Italia. Si chiama Isatis Tinctoria. Le foglie vengono raccolte circa sei volte da giugno e novembre e, anticamente ma anche oggi con tempi ridotti, vengono lavate, frantumate e depositate in un recipiente, la cuve.

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Una lunga lavorazione

Il prodotto di partenza deve essere abbondante, tenendo presente che per ottenere due chilogrammi di pigmento è necessaria una tonnellata di foglie. E nella cuve che si preara la cuvée de pastel, composta dalle foglie macerate in una soluzione d’acqua. Con questa pasta vegetale si plasma la cocagne, una pallina che essicca all’aria per 4-6 settimane.

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Da verde a blu

La cocagne dopo essere stata spezzettata, viene fatta bollire in acqua e ammoniaca: sulla superficie si coaugula una schiuma, la fleurée de pastel, che depositandosi forma l’agranat, un granulato di pastel da diluire in acqua per tingere i tessuti. A contatto con l’aria si colorano per ossidazione, diventando prima gialli, poi verdi e infine blu. Con il pastel si tinge di tutto, lino, seta cuoio e si ottengono prodotti per le belle arti e persino vernici per le carrozzerie.

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