Alghero, perla catalana

Una identità catalana in territorio italiano

Sa Ligheri, L’Alguer, Alghero. E’ separata dall’Italia non solo geograficamente, tanto che “il continente” diventa un luogo remoto, nei racconti degli isolani. Non solo il mare quindi, a creare la distanza ci ha pensato soprattutto la storia. In questo borgo sardo si parla ancora catalano antico, e lo si insegna anche ai bambini sotto forma di filastrocche. La storia di Alghero comincia con la rotta lineare  percorsa dal conquistatore spagnolo nel 1354 Bernat de Cabrera a bordo di 46 galee e altre 11 navi in assetto da guerra, dalla cittadella sarda fino alla dirimpettaia Barcellona: dopo 5 mesi di assedio, el conquistador trasformò la sarda Sa Ligheri nella catalana Alguer.

Una storia spagnola

Da allora la storia della città si è intrecciata per quattro secoli con quella del regno di Aragona, che ha lasciato le sue tracce nei riti della Settimana Santa, nel doppio nome delle vie, negli orari spostati in avanti. Altra testimonianza ne è l’architettura del centro storico, un borgo compatto attraversato da carrer, vicoli stretti che finiscono nelle corti ornate da giardini e nelle piazzette ariose. Ci si perde, in questo dedalo tortuoso. Ma ritrovarsi è semplice tra da archi e campanili e corde tese tra i palazzi, sulle quali asciuga il bucato.

Origine spagnola ma cuore italiano

Ma è soprattutto negli abitanti che si trova l’eredità tramandata da Barcellona a “barcelloneta”, come loro chiamano Alghero. Catalani per un verso, sardi per l’altro. Gente di terra che si è trasformata in un popolo di pescatori di aragoste e coralli. Hanno origini catalane ma sono rimescolate con i sardi, in quanto a determinazione, non sono secondi a nessuno.

Alghero mediterranea

La mediterraneità della città fortezza, si scopre sul camminamento dei Bastioni dove la vista spazia dal lido di San Giovanni fino alla roccia di Capo Caccia. Pirati naturalmente non se ne vedono più e gli algheresi hanno riscoperto il loro affaccio sul mare e hanno trasformato i vecchi magazzini in bar e ristoranti, con i tavoli all’aperto. Per scoprire l’Alghero mediterranea basta fare un salto al mattino presto al mercato tra i banchi del pesce o al pomeriggio lungo il molo dove riposano ormeggiati i gozzi. Chi preferisce muoversi con calma, vada a scoprire la baia riparata di porto Conte, ideale per le immersioni.

 

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Si costruisce seguendo la tradizione

La storia, anche volendo, non la puoi buttare via. Così, chi vuole portare un vento di novità, ad Alghero, non può far altro che guardarsi indietro, cercando di recuperare la tradizione e ovviamente di reinterpretarla. Anche senza essere eco-integralisti, è innegabile il fascino di quei 75 chilometri di costa e di fondali protetti. Fa eccezione la zona tra la periferia della città e Fertilia, dove è colato un bel po’ di cemento negli anni dell’assalto edilizio e dell’edificazione selvaggia. Bella la passeggiata Barcellona: 400 metri di rambla e palme. E poi 600 metri di pista ciclabile, verde e panchine che congiungono il porto al lido di San Giovanni.

Alghero by boat

Per scoprire la baia del Corallo senza improvvisarsi lupi di mare, nel porticciolo turistico di Alghero proprio sotto i Bastioni si possono noleggiare imbarcazioni di ogni genere. In una giornata si può scoprire il tratto di costa che da Alghero, andando verso nord, conduce fino a Capo Caccia. Si incontrano il lido di San Giovanni, con le spiagge attrezzate e, a seguire, le dune naturali e la ricca vegetazione di pini e ginepri della spiaggia Maria Pia. Proseguendo la navigazione si supera Fertilia e in un rapido susseguirsi di scenari marini, la splendida spiaggia delle Bombarde dove una corrente rende l’acqua fredda e quella più tranquilla del Lazzaretto, in cui la macchia mediterranea si tuffa letteralmente in mare. E poi, ancora, la meravigliosa caletta della Dragunara, piccolissima e protetta da una cintura di rocce vulcaniche, dove l’acqua trasparente sfuma dal verde al blu, per arrivare a Capo Caccia. In qualsiasi stagione Alghero è una scoperta continua, fatta di scorci, rumori e profumi.

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