Cambiamenti climatici e viaggi

I luoghi da vedere prima che scompaiano

Se ne parla di continuo: il riscaldamento globale sta modificando il clima terrestre e sta già provocando fenomeni di grande intensità e frequenza ai quali non mai avevamo assistito prima. I cambiamenti climatici compromettono gli ecosistemi e la biodiversità che sono alla base della vita e modificheranno a breve in modo definitivo alcuni luoghi cari a tutti. Il discorso è ampio e complesso, ma siamo tutti speranzosi che si possa, con sforzi comuni, mettere un freno a questa situazione, anche se sarà molto difficile per chiunque fare rinunce e limitare sprechi.

Grandi cambiamenti

Il mondo si scioglie, affonda o brucia

Dalla fusione di calotte polari, alluvioni, ondate di calore alla siccità che porta a incendi immensi (come quello ancora in corso in Australia), i cambiamenti climatici si stanno manifestando in un grande ventaglio di modi diversi e terrificanti. Temo che presto vedremo la devastazione e la scomparsa irreversibile di alcune mete nonché la sparizione dei siti naturali più belli e cari a tutti i viaggiatori.

Cambiamo modo di viaggiare

e andiamo a vedere…

Mi rendo conto che incoraggiare i viaggiatori a visitare alcuni luoghi a rischio di sparizione sia avvilente e amaro, ma penso che potrebbe servire a tutti rendersi conto di quanto stiamo rischiando di perdere, vivendo in prima persona gli effetti dei cambiamenti climatici. L’esperienza diretta può aiutarci e prendere una posizione adeguata e cominciare a fare qualcosa di più tangibile. Vediamo insieme quali sono questi luoghi meravigliosi in via di sparizione.

Venezia

Il cambiamenti climatici colpiscono anche a casa casa nostra, considerato il fatto che viviamo in una penisola esposta al mare che si sta irrimediabilmente alzando. Venezia “galleggia” sulla laguna veneta. Dal medioevo è a rischio affondamento, soprattutto per il terreno instabile su cui è costruita e sulle fondamenta in legno erose dall’acqua salata dei suoi edifici. Oltre a tutti questi pericoli strutturali, si aggiunge ora il problema dell’innalzamento dell’acqua, che provoca, ogni anno in maggior misura, delle pericolose acque alte. Vederla è importante, perché è una città speciale, sopravvissuta nel tempo a guerre e carestie e ora rischia di perdersi nel mare. E sarebbe un danno immenso per l’umanità intera.

Le Alpi

Grandi sciatori e alpinisti cominciate a tremare. Le cime innevate delle Alpi si stanno inesorabilmente sciogliendo. Le temperature di questa zona d’Europa è già aumentata di qualche grado ed è in continuo aumento. I danni saranno terribili e devastanti, come frane e cascate di fango. Il paesaggio, tanto amato dai vacanzieri invernali, potrebbe cambiare rovinosamente nel giro di qualche decennio. Fare una vacanza sulla neve, tra i boschi alpini ci farà pensare a quanto perderemo, a quanto poco rimarrà ai nostri figli.

Ghiacciaio Franz Josef

Il Ghiacciaio Franz Josef è  lungo 12 chilometri ed è situato sulla costa occidentale dell’Isola del Sud, in Nuova Zelanda. E’ uno dei ghiacciai che sta subendo più modifiche al mondo per i cambiamenti climatici. Si sta spostando di qualche centimetro al giorno, con un ritiro totale di circa 3 chilometri nel giro di circa 40 anni. Il ghiacciaio è sempre molto frequentato da turisti, per le sue grotte, i crepacci e le lunghe gallerie. Purtroppo lo scioglimento alza la soglia di pericolo per gli scalatori, per i distacchi e la caduta di massi.

Il Glacier National Park

E’ uno tra i parchi più affascinanti degli Stati Uniti e si trova in Montana. Attualmente conta circa 26 ghiacciai attivi, mentre un tempo ne aveva più di 130. E’ ormai destinato a scomparire nel giro di pochi anni, insieme alla sua flora e fauna.  E’ un parco decentrato rispetto alle mete turistiche solite, e, per un viaggiatore intraprendente, sarebbe molto bello spingersi quasi fino al Canada per vedere che cosa stiamo definitivamente perdendo.

Etiopia

L’Africa sta pagando caramente le conseguenze dei cambiamenti climatici. L’aumento della temperatura provoca una riduzione delle precipitazioni e di conseguenza una grande siccità. L’Etiopia è un paese ricchissimo di storia e di grande bellezza ma anche di grande povertà. La sua popolazione è per la maggior parte fatta di contadini e pastori: negli ultimi anni la siccità ha devastato le colture ed ha ucciso il bestiame. Gli etiopi stanno lasciando il paese per poter sopravvivere, abbandonando quindi un luogo storico, meraviglioso per i turisti amanti del trekking. Bisogna visitare l’Etiopia prima che muoia, perchè è un luogo meraviglioso e semplice e non esiste nulla di simile al mondo.

L’Amazzonia

Ci stiamo giocando il “polmone del mondo”. I cambiamenti climatici e gli speculatori stanno distruggendo una delle zone più importanti della terra. La foresta pluviale amazzonica si espande su nove nazioni ed è visitabile dal Brasile, dal Perù, dalla Bolivia e dal Guatemala. L’ecosistema della foresta è delicatissimo e anche un minimo aumento della temperatura causerebbe gravissimi e irreparabili danni. Bisogna andare a vederla, respirare la sua aria e vedere chi ci vive e come ci vive. Bisogna attraversare il suo fiume e guardare le sue rive così piene di vita. Dobbiamo renderci conto che i cambiamenti climatici non solo minacciano la vita di milioni di specie animali e vegetali, ma mettono a rischio l’aria che respiriamo.

Le Maldive

Ci si va per riposarsi su atolli paradisiaci. E’ uno dei luoghi più sfruttati turisticamente nell’Oceano Indiano. Sono atolli meravigliosi e pieni di tesori, ma anche i più bassi al mondo: solo 1 metro circa sopra il livello del mare. L’innalzamento dei mari, che erode le coste del mondo, rischia di far scomparire tra i flutti queste spettacolari isole. Inoltre, il riscaldamento dell’acqua deteriora e arresta lo sviluppo dei coralli, provocandone anche la morte. Farci una vacanza può renderci più consapevoli di quanto stiamo disturbando e distruggendo. Perdere le Maldive non significa solo perdere un paradiso per vacanzieri vip: nei villaggi turistici si nasconde una popolazione che lavora e che, quando le isole non esisteranno più, verrà smistata in territori stranieri disperdendosi e perdendo la sua identità. Sotto il mare moriranno chilometri di barriere coralline, fondamentali per la vita di molte specie di pesci.

Le Seychelles

Come le cugine Maldive, anche alle Seychelles non si respira aria di tranquillità in fatto di cambiamenti climatici. Il pericolo dell’innalzamento del mare incombe, per il basso livello in cui si trovano. Alle Seychelles si perderebbe una fitta foresta primordiale unica al mondo, oltre che a spiagge e panorami da paura. Facciamoci un giro e riempiamoci gli occhi: forse per quel mare, per i suoi coralli, che sono a rischio sbiancamento, e per quelle meravigliose foreste varrebbe la pena di fare qualche rinuncia.

Miami

Per quanto gli Stati Uniti non siano poi così sensibili al tema dei cambiamenti climatici, anche le coste americane sono a rischio affondamento: tutte risentono dell’innalzamento del mare e della conseguente erosione. Lo stato più a rischio è sicuramente la Florida: bisogna visitarla, perché perderemo Miami, le Everglades e Key West. Andiamoci in vacanza e sarà evidente quanto mancherà al mondo questo stato mondano e profondamente naturale, con una zona paludosa di grande importanza ecologica.

La Grande Barriera Corallina Australiana

L’Australia è ultimamente devastata da gravi incendi dovuti, oltre al dolo, alla siccità. Nel Queensland  la Grande Barriera Corallina forma uno dei più grandi ecosistemi del pianeta, visibile anche dallo spazio. Lo sbiancamento del corallo per l’aumento della temperatura marina sta colpendo anche questo colossale monumento naturale e vivo. Le alghe ricoprono gli alberi corallini e inizia così lo “sbiancamento” che distrugge definitivamente il corallo. Con esso non muore solo la parte di una struttura millenaria, ma molti altri esseri viventi e pesci che vivono e si nutrono intorno alle barriere. Le conseguenze saranno disastrose: la catena è inesorabile, dai pesci agli esseri umani il passo è breve. L’Australia è una buona meta per quest’anno, anche per chi desidera fare vacanze di volontariato ed aiutare a ripristinare quanto andato a fuoco.

Mar Morto

Non vedi l’ora di andarci per farti fotografare mentre galleggi senza fatica sulle sue acque, così salate da non permetterti di affondare. Il riscaldamento globale fa si che ogni anno il mare si ritiri: a oggi abbiamo già perso un terzo delle sue acque salate. Il problema è molto serio e pare che non ci siano soluzioni per evitarne la completa evaporazione. Andiamo a galleggiare quindi e proteggiamo questo luogo magico e meraviglioso.

Vai ovunque

ma con rispetto

Ma ovunque tu decida di andare questa estate, che sia dall’altra parte del mondo o nelle spiagge della tua regione, tieni sempre presente che tutto è legato ad un delicato ecosistema. Oltre al grande inquinamento che determina tutti i problemi che riguardano i cambiamenti climatici, esistono molte altre attenzioni che siamo ormai tutti moralmente obbligati a porgere al nostro pianeta. Bastano pochi gesti, minimi cambiamenti nelle abitudini per fare qualche piccolo passo avanti.

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35 Comments

Amara riflessione, seppur reale. Viaggiare rispettando l’ambiente deve diventare un mantra e non si deve mai smettere di ricordarlo non solo a noi stessi, ma anche agli altri viaggiatori. Il “non lo sapevo” non è più una scusa accettabile. Speriamo di non dover assistere alla scomparsa di questi luoghi.

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Ancora peggio del “non sapevo” c’è il “non è vero”. Alcuni posti sono ormai condannati: diamoci da fare per salvarne altri.

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Noi ormai da qualche anno abbiamo deciso di dare priorità ai paesi che perderanno le loro bellezze a causa del cambiamento climatico, pur essendo consapevoli che il nostro stesso andare a visitarli… che tristezza e che rabbia che mi fa venire pensare a tutto quello che potrebbe essere fatto e che invece passa in secondo piano rispetto al guadagno!

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E’ un turismo tristemente comune. Guardi l’orizzonte, la montagna, la spiaggia sapendo che la prossima volta nulla sarà come prima. Lo trovo avvilente e crudele.

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Questo pezzo deve essere letto e riletto, per non dimenticare che è fondamentale invertire la rotta, anche se ancora troppi lo negano, è tutto tristemente vero.

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Negare è ormai impossibile. I 18 gradi di oggi a Milano sono una grave conferma.

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Great collection of wonderful places to travel!

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Articolo tristissimo ma più che necessario. Tanti non si rendono conto e non fanno nulla, neanche nel loro piccolo, per cambiare le cose. Io ci provo ogni giorno a migliorare sotto questo aspetto ma è demoralizzante accorgersi di quanto danno abbiamo già fatto. Inesorabile l’uomo distrugge tutto e distruggerà se stesso, il pianeta seppur ferito resisterá ma non l’uomo

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Forse l’unica soluzione è proprio l’estinzione del genere umano. Speriamo non si arrivi a tanto.

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Condivido i tuoi pensieri in pieno. Questo è un argomento che mi sta molto a cuore e che, quando ci penso, mi fa un pò soffrire. Capisco che oramai alcuni eventi sia impossibile fermarli, ma possibile che la gente ancora non si renda conto di quanto siano dannosi certi comportamenti? E che a volte basterebbe semplicemente un briciolo di attenzione in più?

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Non bastano le sole attenzioni. Purtroppo ci sono troppi interessi economici. Ma noi andiamo avanti con le briciole di attenzione.

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Questo articolo è di una tristezza incredibile, ma è la dura verità. Quante meraviglie stiamo distruggendo, e per cosa poi? Condivido le ultime considerazioni, facciamo sempre troppo poco, in pochi!

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Sono fiduciosa nelle capacità e possibilità degli esseri umani. Spero che presto tutti si concentrino su questa disastrosa situazione. Intanto facciamo poco in tanti…

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Mi si spezza il cuore al pensiero di quello che abbiamo già perso (come la finestra azzurra a Malta) e di quello che stiamo per perdere. Nel mio piccolo cerco sempre di viaggiare in modo sostenibile per non aumentare il già pesante carico di Madre Natura ed esorto tutti i miei amici a fare lo stesso.

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Fortunatamente sempre più persone si stanno accorgendo della gravità della situazione. Bisogna continuare a diffondere e fare di più.

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Purtroppo era inevitabile che l’abuso e lo sfruttamento non responsabile della terra portasse a questo. È corretto sensibilizzare tutti e credo altresì che molti, nel proprio piccolo, abbiano iniziato nel concreto a fare qualcosa. Il problema grosso è che al momento siamo una goccia in un oceano fatto di interessi ancora troppo forti rispetto al preservare la nostra Terra.

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Confidiamo nel genere umano. Speriamo che gli interessi si rivolgano a qualcosa di ecosostenibile. E speriamo nelle prossime generazioni.

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Questo articolo mi fa stringere il cuore di angoscia, epoure bisogna dirsi con onestà dive stiamo andando se non cambieremo i nostri stili di vita, ĺa nostra economia.
un altro triste esempio sono le Cascate Victoria, ne sono rimasta incantata solo 6 anni fa e ora si stanno seccando.
Non solo stiamo perdendo tanta bellezza, ma stiamo mettendo in pericolo la nostra sopravvivenza.

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Anche io ho visto le cascate Victoria qualche anno fa. Non voglio pensare che si siano ridotte a pochi rigagnoli di acqua. Voglio sperare che si possa fare di più, tutti.

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Ho visitato il Glacier e Maldive e Seyshelles ma quello che dispiacerebbe più perdere è la mia amata Florida!

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Speriamo in una soluzione, con una collaborazione mondiale. Anche se sarà difficile per tutti dover rinunciare a qualche privilegio o fare qualche sacrificio.

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Il tuo articolo è davvero un punto di riflessione profondo e importante e come te condivido la paura dei cambiamenti climatici e le terribili conseguenze sui delicati ecosistemi del nostro pianeta. Spero non sia davvero troppo tardi e che la crescente presa di coscienza della popolazione mondiale possa invertire la direzione di questo processo avviatosi dopo secoli di incuria..

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Abbiamo usato i colori più belli del mondo negli ultimi 50 anni. Lasceremo solo colori scuri alle prossime generazioni. Speriamo che riescano a riaccenderli.

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Sono stata in Australia a vedere la Grande Barriera Corallina ormai ben 12 anni fa e ti posso dire che già allora lo sbiancamento era in corso. Credo che a questo punto sia rimasto ben poco, purtroppo! Avvilente davvero!

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E’ dolorosissimo pensare a quanti segni negativi lasceranno le generazioni degli ultimi 50 anni. C’è da sperare in una svolta: dobbiamo tutti darci da fare.

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Questo post mi ha fatto riflettere sul fatto che senza andare troppo lontano anche nel nostro Paese ci sono luoghi che stanno scomparendo a causa dell’innalzamento del mare o dello scioglimento dei ghiacci. Ci sono ghiacciai, ad esempio, che 20 anni fa erano bellissimi e ora sono solo dei pezzi di ghiaccio sottili e sporchi. Davvero un peccato. Un danno di cui non riesco a non sentirmi in parte responsabile.

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Siamo tutti un po’ responsabili. E tutti responsabilmente dobbiamo fare qualcosa.

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Fai bene a cercare di sensibilizzare sul cambiamento climatico. Purtroppo, a parte Seychelles e Maldive, centinaia di isola nel Pacifico sono minacciate dall’innalzamento dei mari, Tuvalu, Vanuatu, la Micronesia solo per fare alcuni esempi. Addirittura alcuni governi hanno acquistato dei terreni in Australia per trasferire la popolazione un domani.
Senza contare il permafrost che si scioglie in Alaska e Canada e fa sprofondare e deformare le case.
Tutti possiamo fare qualcosa, anche se sono piccoli gesti hanno valore.

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Ormai qualsiasi gesto ha valore. Dobbiamo sensibilizzare le prossime generazioni, dare l’esempio e cercare di trasmettere l’amore per la terra. Che viaggiatori saremmo altrimenti?

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Condivido i tuoi pensieri . Effettivamente pensiamo sempre al domani come qualcosa di immobile, ma effettivamente o ci si da un’inversione di rotta o sarà la fine. LA tua prospettiva mi spaventa, ma so che è la realtà, purtroppo.

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Le soluzioni a questo problema non possono essere esclusivamente affidate ai viaggiatori: il problema è più profondo e grave, purtroppo. Le conseguenze le vediamo ogni giorno al telegiornale. Speriamo cambi qualcosa.

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Ignoravo che il Mar Morto fosse in pericolo. Ci sono stata un paio di anni fa e galleggiarci è stata davvero un’esperienza pazzesca.

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La cosa preoccupante è che, al momento, non ci sia una soluzione per evitare l’evaporazione. Speriamo che qualcosa cambi.

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Da sempre attenta alle questioni climatiche, al momento programmare viaggi in aereo mi mette un poco di ansia. Pur sapendo che le lunghe tratte in autobus non sono meglio, intendiamoci.
Oltre a rispettare ciò che circonda anche in viaggio, come hai giustamente sottolineato, credo sia importante rircordarci dell’importanza di tutte quelle piccole cose che contribuiscono, almeno un poco, a tutelare l’ambiente. Dalla borraccia per l’acqua passando per un set di posate da viaggio sino alla scelta di camminare qualche centinaio di metri in più, insomma, ci sono davvero un sacco di modi per fare la differenza. Piccola o grande che sia.

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Anche solo evitare la cannuccia del cocktail è un piccolo gesto. Ultimamente ho comprato su Amazon i “coprivaligie” in stoffa per evitare la cellophanatura durante i viaggi lunghi. Mi piangeva il cuore abbandonare tutta quella plastica in giro per il mondo!

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