Cipro Nord, l’isola che non c’è

Afrodite nacque qui

Cipro nord respira e vive sospesa tra le rovine di un passato glorioso e il presente di una natura intatta e luminosa, con un mare da sogno dalle cui onde nacque Afrodite. E’ un’isola che non c’è, o meglio un vuoto geografico la cui assenza è delimitata su tre lati dal blu del Mediterraneo orientale e sul quarto dal verde d’una linea che un generale dell’Onu tracciò, quasi quarant’anni fa, su una mappa con la prima penna che gli capitò sottomano, che era, per l’appunto, verde.

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Un’isola, due stati

Tutto quello che si trova a sud di questa linea, città, strade, colline, ulivi, spiagge, uomini e donne e bambini, è segnato sugli atlanti come Repubblica Democratica di Cipro. Quello che si trova al nord è il nulla: chilometri quadrati di case e colline senza una patria, di porti senza navi, di aeroporti senza aerei, di alberghi senza ospiti, di città senza semafori e abitanti senza passaporto. In compenso due nomi: per chi vi abita Repubblica Turca di Cipro del Nord, proclamata nel 1983 e riconosciuta solo dalla Turchia. Per il resto del mondo, Territorio soggetto a occupazione militare.

Un’isola, due religioni

Essendo un vuoto è più facile raccontare ciò che non è: Cipro del nord non è niente di diverso da Cipro del sud, con l’eccezione che in quest’ultima si prega Cristo dei greci mente lassù ci si prostra ad Allah e i cittadini hanno sangue turco. Sempre uomini simili, uguali perché occupati dagli stessi invasori, dagli Egizi ai Fenici, ai Greci, ai Persiani, ai Romani, ai Bizantini, ai Francesi, ai Templari, ai Genovesi, ai Veneziani, agli Ottomani, agli Inglesi.

Un’isola, stessi uomini

Quest’isola non è mai stata indipendente se non una manciata di anni tra un invasore e l’altro. Una volta partiti gli inglesi, i greci e i turchi di Cipro, ovviamente disorientati, non trovarono di meglio da fare di quel che fanno tutti i gruppi etnici o religiosi rivali una volta lasciati liberi: odiarsi, finalmente in piena libertà. Dalle parole ai fatti: a un colpo di stato organizzato della Grecia ripose Ankara mandando l’esercito a occupare il nord per difendere la comunità turca. E l’Onu tracciò la famosa riga verde.

Nicosia o Lefkosha?

Oggi la Green line è percorribile da Lefkosha (Nicosia per i greci), da uno dei pochi varchi pedonali aperti. Non è così pittoresca: una valanga di bidoni di benzina, torrette, pneumatici, sacchetti di sabbia, gomitoli di filo spinato e muretti che taglia a metà i vicoli della città vecchia, gli hammam ottomani, le cattedrali, le case e decreta che il soggiorno è in Turchia, e la camera da letto è in Grecia e se vuoi telefonare da una stanza all’altra devi comporre il prefisso internazionale.

Cipro Nord non esiste

Come si vive qui senza esistere? Alla fine ci si adatta a tutto, anche ad avere il nemico per vicino di casa, a scrollare le briciole della tovaglia in territorio straniero, a respirare l’odio al posto dell’aria, a vivere in un mondo con tre punti cardinali dove non è contemplata l’esistenza del sud.

Il muro è un’attrazione per turisti

Il muro, anzi, si è reinventato ed è diventato un’attrazione: i turisti vengono a fotografarlo. Per gli altri, gli stessi che riescono a fare soldi in tempo di guerra mentre il resto del popolo muore di fame, la green line è semplicemente un buon business: qui tutto costa un terzo che dall’altra parte.

Vedere l’isola che non c’è

Non esserci e non vedere nulla. Eppure non è diversa, il mare è lo stesso, la terra è uguale, la gente pure, nonostante un Dio diverso. Cipro nord è fuori da ogni circuito turistico, nonostante un incredibile quantità di monumenti e rovine che testimoniano tutti gli ottomila anni di storia, solo per quella riga verde. Non si può visitare il nulla. E’ per questo che ci sono andata.

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2 Comments

… e infatti ce l’ho lì nelle mete che ogni tanto fanno capolino 🙂

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Vale la pena farci un giro!

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