L’oasi rossa del deserto algerino, Timimoun

Una terra di mezzo

L’Algeria è una terra di mezzo, una sfumatura tra lo sterile deserto e le savane africane. Il suo deserto è un’incanto ed è in continua trasformazione: dalle pietre alla sabbia, fino alle alte montagne. Non è un viaggio semplice e comodo. Si rimbalza in jeep rigidissime, pieni di polvere e sabbia. Ma ciò che si vede dai finistrini ripaga ogni disagio. E quando da lontano intravedi le oasi del deserto algerino, ti si apre il cuore.

Ecco le oasi

Le oasi del deserto algerino non sono un generoso regalo della natura, ma il risultato di un’ingegnosa organizzazione dello spazio e delle risorse idriche, la realizzazione di sofisticate tecniche di ingegneria idraulica tramandate da millenni. Grazie all’uomo e al suo ingegno si formano atolli verdi di palme, lambiti da un mare mosso di dune, dove la vegetazione cresce e l’acqua scorre abbondante.

Timimoun

Anche l’oasi di Timimoun, che sembra sorgere dal nulla del deserto, sfrutta, con un antico sistema di canali, l’acqua proveniente dagli altipiani. La circolazione idrica è alimentata dalle foggare, tunnel sotterranei lunghi decine di chilometri scavati dall’uomo per catturare l’acqua imprigionata nel sottosuolo. Le foggare raccolgono l’umidità notturna e le piogge che cadono sulle montagne a nord e che, non trovando sbocchi al mare, s’infiltrano nella falda sotto la sabbia.

I giardini paradiso

Quando l’acqua così incanalata arriva nelle oasi, una grossa pietra a forma di pettine ripartisce il flusso che spetta a ogni orto-giardino (fellah). Un fitto dedalo di canali gira lungo i perimetri dei giardini fino a giungere alle colture da irrigare. L’agricoltura si struttura in piccole aiuole rigogliose, dette Jenna, che in arabo significa giardino-paradiso. Nulla è lasciato al caso: la vegetazione nelle oasi del deserto algerino si stratifica in tre livelli. A quello più alto le fronde delle palme come un ombrello riparano i frutteti dai pungenti raggi solari; sotto l’ombra degli alberi da frutto si trovano i più teneri ortaggi.

La vita vince sempre

Le oasi sahariane sono quindi dimostrazione di come l’uomo sia riuscito a vivere anche in situazioni ambientiali difficili, utilizzando i modo ingegnoso i principi sottili di umidità, fertilità e vivibilità. Un patrimonio di conoscenze e tecniche che le genti del deserto si tramandano da secoli. Un luogo magico, pieno di meccanismi semplici ed ingegnosi. La vita vince sempre, anche con la semplicità.

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