I segreti di Samanà – sabbia bianca e piantagioni

Andiamo a Samanà

a scoprire i suoi segreti

La penisola di Samaná si protende nell’Oceano: una virgola di verde della Repubblica Dominicana orlata di spiagge bianche. Un vero paradiso naturale. Già in passato molti tentarono si scoprire i segreti di Samanà: era rifugio dei pirati che si nascondevano nel fitto della rigogliosa natura, in grotte nascoste e foreste di palme. Intricati nascondigli protetti da una fonda laguna. Oggi Samanà rimane una meta gettonatissima da turisti di tutto il mondo, fatta di spiagge selvagge e foreste pluviali.

Il vecchio aeroporto

nuove costruzioni

Samanà è piena di palme e le rasentava anche l’aereo quando atterravi al vecchio aeroporto El Portillo, sulla pista in riva al mare con la torre di controllo di legno blu.  Ma negli ultimi vent’anni Samanà ha corso molti pericoli. Lo scenario è stato modificato con oltre duecento costruzioni: una sfilata di alberghi villaggi turistici, marine e una nuova strada che in un’ora e venti minuti collega la capitale con la penisola e soprattutto un nuovo aeroporto che ha soppiantato El Portillo. Ora atterrano charter e per Samanà è tutto diverso. Molti segreti di Samanà sono stati svelati.

Lontano dalla mondanità

vicino alla natura

Puerto Plata e La Romana, le Rimini della Repubblica Dominicana (che tutti chiamano Santo Domingo come la sua capitale), sogno esotico a ritmo di merengue tutto compreso, sono a soli 200 chilometri al di là delle montagne. Ma un mondo di natura e buongusto le separa dai segreti di Samanà: 60 chilometri di spiagge bianche, lussureggianti piantagioni di caffè e cacao sulla costa nord.

Chilometri di spiagge

mare cristallino

Nel mondo poche spiagge hanno acqua così trasparente e sabbia così bianca: un centinaio di spiagge, color crema sulla costa nord, di sabbia candida su quella orientale interrotte da gruppi di scogli a sud. Selvagge, da scoprire a cavallo o a piedi, in perfetta solitudine. Finalmente si nasce ecologisti in questo fazzoletto proteso nell’Atlantico. O lo si diventa.

Regole edilizie

rispetto per la natura

Tra i segreti di Samanà ci sono anche poche ma ancora inflessibili regole edilizie. In quest’angolo di gusto francese e tropicale non si può costruire una casa più alta di una palma, o con più di 25 camere a ettaro, a meno di 60 metri dal mare. Costruendo si devia una strada per non abbattere un magnifico mango. Un rispetto della natura che ha coinvolto i pescatori: ogni anno tra gennaio e aprile, la baia diventa una nursery dove le balene con la gobba, alimentate di abbondante plancton, allattano i loro piccoli.

I colori di Samanà

rubati alla terra e al mare

E’ la terra che crea il colore di Samanà. Ambrata come le resini fossili, turchese, venata di bianco e di grigio come il Larimar, una pietra preziosa che si trova solo qui. Designer di tutto il mondo ricercano il ritorno alle origini nelle strutture e nelle materie: legno, corallo. I toni sabbia e ocra si alternano a fiammate color fuscia nel cemento e nell’argilla. Il colore è protagonista nella piccola chiesa di Notre Dame de Lourdes, giallo e blu intenso, e delle case in affitto della penisola.

Las Terrenas

e le sue spiagge

Gli appartamenti in affitto sono in posti spettacolari in un raggio di pochi chilometri dal villaggio Las Terrenas, la Saint Tropez dominicana: sulla collina che spazia a 360 gradi sul mare o a pochi chilometri dalla spiaggia bianca, dove galoppano cavalli e approdano barche in legno cariche di pregiato tonno dalle pinne gialle. All’orizzonte il mare dalle mille sfumature d’azzurro. Una strada, una fila di casette colorate lungo la Calle Principal, un centro commerciale incastonato come un corpo estraneo: Las Terrenas è tutta qui. Poco più in là Playa Las Bailenas, davanti a tre grandi scogli, che sembrano cetacei, paradiso dei subacquei e Playa Bonita, tra le più belle di Samanà. Attorno, piantagioni di alberi di cacao carichi di frutti rossi, una delle ricchezze della Repubblica Dominicana.

In giro per la penisola

tra cocchi e pescatori

Las Terrenas è una buona base di partenza per esplorare la penisola. In auto con i guas guas (motocarri locali) si raggiungono le spiagge a oriente. La strada attraversa una natura trionfante, bananeti, cespugli di croton, cascate di bouganvillee, felci gigantesche. Una sterrata scende al El Valle: sulla spiaggia solo orme di uccelli e gusci di cocco, un baracchino di pescatori di aragoste frequentato da rari velisti che approdano qui.

Il Salto del Limon

un tuffo nelle cascate

Si arriva al Salto del Limon, uno dei segreti di Samanà più spettacolari, partendo dal villaggio di El Cafè, nel cuore della penisola, dove si noleggiano i cavalli, si monta in sella e si avanza nella giungla per tre ore tra piantagioni di cacao, caffè, stelle di Natale alte 3 metri. E si prosegue a piedi per l’ultimo tratto: davanti agli occhi, una parete d’acqua che precipita per 40 metri da una cresta alta 300 metri sul livello del mare, formando una piscina naturale dove è possibile fare il bagno. Lo spettacolo è grandioso: a destra la piccola Isla del Limon lambita dalle acque dell’Oceano Atlantico, a sinistra le creste delle colline ricoperte di palme.

Un paradiso per i divers

a caccia di galeoni

I subacquei non si perdono un’immersione a Capo Cabron, sull’estrema punta orientale della penisola. A 6 metri di profondità si scopre una torre sottomarina alta una cinquantina di metri, ricoperta di coralli e rifugio di pesci multicolori. Più al largo sono decine i relitti di galeoni, soprattutto spagnoli, che hanno fatto naufragio in queste acque insidiose.

Escursioni via mare

mare e storia

Da Samanà, città moderna annunciata dal ponte avvenieristico che attraversa la baia, partono le barche per Cayo Levantado, l’isolotto di fronte, una sfilata di spiagge bianche lungo il mare turchese, ormai troppo frequentato. A pochi chilometri da Samanà, trovi un luogo di importanza storica, la Bahia de Las Flechas: qui, nel gennaio 1493, avvenne il primo scontro tra gli uomini di Cristoforo Colombo e gli Indios Taino che popolavano l’isola. Cartelli indicatori segnalano il luogo, che vale una sosta per la spiaggia di sabbia bianca orlata da moltissime palme.

Il Parco Naturale di Los Haitises

la foresta pluviale

Una strada nella foresta porta a Sanches antico capolinea della ferrovia. Oggi è una sonnolenta cittadina da cui si parte per l’escursione del Parco Naturale di Los Haitises, una distesa di piccoli promontori carsici coperti da una fitta foresta pluviale e da un intrico di mangrovie e liane, popolate da uccelli. Nel XVI secolo gli Indios Taino, per sfuggire agli spagnoli, si rifugiarono nella giungla tropicale e nelle caverne, riuscendo a far perdere le proprie tracce. La barca si insinua tra i canali, passa accanto ai piloni dell’ottocentesca ferrovia sospesa sul mare che trasportava banane, cacao, noci di cocco oggi occupati da gabbiani e pellicani. Si scoprono qui le suggestive grotte dalla sabbia bianca come la San Gabriel, la più bella con grande stalattite e la Linea con le pareti decorate da incisioni rupestri. Qui scopri il maggior numero di segreti di Samanà.

Gli ultimi segreti di Samanà

saranno davvero gli ultimi?

Spingendosi verso oriente si scopre Las Galeras, un villaggio tra palmeti, mucche al pascolo, uccelli colorati, piantagioni di cacao e felci gigantesche. Il top della giornata qui è l’arrivo dei pescatori, una festa intorno alle barche cariche di tonni dalle pinne gialle. A bordo di altre imbarcazioni, di legno a colori vivaci, si naviga fino alle spiagge più belle, come El Rincon, l’angoletto, una striscia di 4 chilometri di spiaggia deserta riparata dalla barriera corallina, o la spiaggia Playa Colorado e per una solitudine a due la minuscola Playta.

 

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34 Comments

Fantastico, praticamente un angolo di paradiso! Ci andrei subito e spero un giorno di farlo… tra l’altro ci sono tante cose da vedere e attività da fare. Wow!

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Aspettiamo che la situazione mondiale si plachi e poi ci regaleremo tutti un bel viaggio!

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Che sogno, ancora di più in questo momento! Non avevo mai considerato questa tipologia di viaggio tuttavia sempre fattibile anche in maniera ecosostenibile e con attenzione verso la natura. E soprattutto la natura sembra ancora pristina!

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La zona di Samanà è molto attenta all’ecologia. C’è anche un bellissimo hotel sugli alberi. Qualche insetto, ma bellissimo!

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Sia le tue descrizioni che il tuo reportage fotografico mi hanno letteralmente fatto innamorare di questo posto. Sarà che adoro in particolar modo lo stile di questi edifici, e le spiagge di sabbia fine e bianca…. un luogo dove vorrei trovarmi proprio in questo momento. Lontana da ogni preoccupazione.

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In questo momento andrei ovunque, anche a sdraiarmi nel parco davanti a casa!

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Spiagge bianche, mare cristallino, palme… Samanà è proprio il posto in cui avrei bisogno di andare in questo momento! E che meraviglia il Parco Naturale di Los Haitises!

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Le mangrovie del parco valgono il viaggio. Sono bellissime.

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Non l’avevo mai presa in considerazione ma, leggendo il tuo racconto e guardanto le foto, già non resisto al suo fascino! Bravissimi ad imporre regole edilizie e salvaguardare la natura e le balene. Meraviglioso, davvero.

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Ci sono zone con molti turisti ed altre più selvagge. Bisogna solo scegliere che tipo di vacanza fare.

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Un luogo a dir poco meraviglioso e coloratissimo. Voglio assolutamente andarci, sperando che prima o poi torneremo a viaggiare tranquillamente. In particolare, mi ha colpito il Il Parco Naturale di Los Haitises…

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Il Parco Naturale è molto bello. Le mangrovie sono bellissime. Speriamo di ricominciare a viaggiare presto.

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Che posto bellissimo e che case colorate meravigliose! Io ancora aspetto di trovare il mio pezzetto di paradiso, con acqua trasparente e sabbia bianca, da attraversare a cavallo, come nei bei filmoni romantici anni 70. Con questa terribile situazione italiana, una prospettiva del genere di assoluta libertà sembra impossibile da rivivere, ma ce la faremo, speriamo prestissimo!

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Presto avremo tutti i piedi tra la sabbia bianca dei nostri sogni. Non vedo l’ora!

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Mi hai fatto fare un tuffo nel passato! Sono stata lì ormai 13 anni fa e sono contenta che siano riusciti a preservarla un po’. L’unica escursione che non ho fatto è quella alla cascata che deve essere invece molto piacevole!

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Soprattutto a Samanà stanno mantenendo regole abbastanza severe per l’edilizia. Speriamo duri! La cascata è una vera chicca!

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Bellissimi i galeoni affondati! Prenderei il brevetto per immergermi più per guardare vecchia roba affondata che i pesci! 😀 Sembra una zona molto carina, con le casette colorate, le mangrovie… e va beh, le spiagge belle ci sono un po’ ovunque! Sembra che tu l’abbia girata parecchio! 🙂

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Ho girato molto la Repubblica Dominicana soprattutto quando la mia bimba era molto piccola. E’ facile trovare case in affitto per lunghi periodi ed è molto comoda da girare. Inoltre il mare è molto bello. Basta non andare in zone esageratamente turistiche.

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Ho sempre immaginato la Repubblica Dominicana come un agglomerato di villaggi vacanze. Quanto mi sbagliavo! Questo piccolo angolo dell’isola è davvero un paradiso!

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Un po’ lo è, ma ci sono sempre luoghi poco frequentati dai turisti in gita. Soprattutto dove ci sono meno comodità e discoteche. Vai dove ti porta il silenzio e la natura…

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Non sono da vacanze mare e spiaggia ma per un posto così partirei all’istante. Per me che adoro le architetture tipiche, vedere queste casette colorate e tutte armoniose tra loro, è uno spettacolo.

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Oltre alle casette non c’è molto. Ma la natura ha “architetture” straordinarie in questa lingua di terra.

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Ma che ,meraviglia! Credimi, non so cosa dare per essere lì in questo momento… delle spiagge davvero da urlo!

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Andrei ovunque in questo momento!

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Ok, sto quasi per piangere perché questo articolo è un vero sogno. Il posto che hai raccontato è un sogno. Uno di quelli in cui vorresti spendere almeno metà della tua vita, lontano da tutto. Bllissimo.

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E’ un viaggio semplice e tranquillo. Quello che serve dopo un anno di lavoro.

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Il tuo bellissimo articolo mi ha riconciliato con la Repbblica Dominicana che avevo considerato troppo sfruttata (e male) dal turismo di massa. La mia esperienza di dieci giorni all inclusive nella Rimini dei Caraibi è stata così deludente che non avevo più nemmeno pensato di tornarci. I colori accesi delle case e la consapevolezza che un turismo sostenibile esiste mi hanno fatto venire voglia di una seconda chance

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Anche io mi sono ritrovata tra i balli di gruppo e le intossicazioni da rhum nei villaggi dominicani. Esiste però qualche angolo ancora puro. A Samanà ci sono.

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Che meraviglia, mi fai sempre sognare i paradisi che racconti! La Repubblica Dominicana è tra le idee di vacanze invernali che mi frullano in testa da un po’ (nel ballottaggio l’anno scorso ha vinto Cuba). Avevo visto la zona di Bayahibe, per potere visitare Isla Saona, ma Samanà è splendida! La cascata è spettacolare. Secondo te, volendo visitare sia la zona di Bayahibe (soprattutto per le escursioni al rio Chavon e Isla Saona) e magari aggiungere qualche giorno a Samanà quale sarebbe il tempo minimo indispensabile? Purtroppo, non avendo mai molti giorni a disposizione, la mia è sempre una corsa contro il tempo…

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Il mare di Bayahibe è molto bello, trasparente e caldo. Tieni presente che l’escursione alla Saona e a Rio Chavon (se riesci falle entrambe con barche private e non con le caricate di turisti e rhum dei villaggi turistici – vai al porticciolo e contratta) durano una giornata. Quindi dovrai considerare almeno 4 giorni a Bayahibe. Se ti sposti ti serve almeno una giornata e un’altra per ritornare a Bayahibe (gli aeroporti sono diversi). Per vedere qualcosa di Samanà ti servono altri 3 giorni. Insomma: almeno 10 giorni. Sarà davvero una corsa contro il tempo!

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Gentilissima, ne terrò conto!

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Che posto da sogno! Non ne avevo mai sentito parlare ma se si potesse comprerei un biglietto aereo e partirei subito! Grazie per avermelo fatto scoprire 🙂

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Che posto meraviglioso mi hai fatto conoscere con questo post. Grazie. Mi ha colpito e ora è nella mia lista dei Must DO. Grazie grazie grazie.

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Se riesci, vai a dormire nella foresta sugli alberi qualche notte. E’ un’esperienza bellissima!

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