ISOLE MERGUI: ISOLE DELLA PACE

Siete alla ricerca di un posto nuovo, ancora poco sfruttato dal punto di vista turistico, per sentirvi pionieri nella natura aspra e selvaggia non ancora addomesticata?

Cercate forse un luogo dove far pace con voi stessi, lontano da catene di fast food o discoteche luminose e rumorose vie ricamate di bancarelle?

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Vi offro non una, ma 804 terre emerse: l’arcipelago delle Mergui. Mare incantato, isole vergini, villaggi semplici e ambiente naturale praticamente intatto, sfilano tra i confini meridionali della Thailandia (non lontano dalla turistica Phuket) fino al cuore della Birmania Oceanica.

La chiusura totale dei territori costieri della Repubblica del Myanmar ha contribuito a preservare mare, cielo e terra.

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Solo da pochi anni le isole sono diventate accessibili (solo in barca e in virtù di pochi permessi del ministero del Turismo) per permettere alle misere casse del governo di raccogliere qualche dollaro e migliorare l’immagine internazionale del paese che da anni è una durissima dittatura militare.

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Il Myanmar da qualche anno ha rispristinato una graduale riapertura al turismo, tant’è che anche l’arcipelago delle Mergui, rimasto off-limits per decenni, comincia a vedere qualche barca solcare le sue acque.

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La popolazione locale è piuttosto pittoresca: i Moken, pescatori nomadi senza fissa…isola.

Chi sceglie questa destinazione dovrà essere preparato ad una sistemazione dignitosa ma semplice, ad una vacanza mare, mare e solo mare, a un contatto forte con la natura e con una cultura ancora non del tutto aperta al turismo, per non parlare dei costi che, per il momento, rimangono elevati.

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Bagaglio leggero e cuore aperto.

 

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