Le miniere di Iglesias – tesori di barite

Sardegna: non solo mare

i tesori delle miniere

Se ti dico Sardegna, a cosa pensi? Io immagino subito spiagge, sabbia calda e acqua trasparente. La mente va immediatamente alla movida della Costa Smeralda, alle coste caraibiche di Costa Rei o alla sabbia bianca di Stintino. In realtà c’è tanto altro! In Sardegna ci sono tesori nascosti o meglio, sotterrati. Nel cuore profondo della Sardegna ci sono le miniere di Iglesias, con la loro storia e i loro percorsi intricati sotto la superficie. Sotto la movida e gli ombrelloni ci sono scure gallerie dove uomini e donne hanno lavorato duramente. E alcune di queste gallerie nascondono meraviglie.

Sorprese in miniera

un tesoro di barite

Una preziosa perla conservata nel ventre della terra è la Grotta di Santa Barbara, nella miniera di San Giovanni (qualche chilometro fuori da Iglesias). Sicuramente è una tappa imperdibile e vale davvero la pena rinunciare ad una giornata di mare per una visita nel Sulcis Iglesiente. Ci si arriva per mezzo di un trenino percorrendo le viscere dell’antica miniera, nella penombra e nell’umido della profondità delle montagne sarde. E’ una grande cavità, di circa 8 mila metri quadri, nelle viscere della montagna, a 207 metri di quota, senza aperture naturali all’esterno.

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500 milioni di anni

portati molto bene

La sua eccezionalità scientifica sta anche nel fatto che nasce circa 500 milioni di anni fa, quando la terra era sommersa dalle acque. La grotta è tappezzata internamente di cristalli di barite color bruno scuro: è un minerale rarissimo e molto ambito dai collezionisti, disposti a pagare anche 200 euro per decimetro quadrato. Ciò purtroppo non ha reso immune il sito dalle visite di ladri.

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Una cattedrale

nelle miniere di Iglesias

La barite si è depositata sui precedenti ammassi della calcite mammillaria quando ancora l’ambiente era sommerso: la terra è emersa circa 35 milioni di anni fa. Poi piano piano si è svuotata, generando stalattiti e stalagmiti di notevole grandezza e bellezza, colonne di calcite bianca, eccentriche di aragonite e calciti a “canne d’organo”. Non posso immaginare il viso stupito del minatore che, negli anni 50, ha scoperto per puro caso questa cattedrale naturale: probabilmente, con il fiato corto, avrà pensato al lavoro di un architetto pazzo, guidato da un progetto celeste.

Meraviglie da prenotare

… con molto anticipo!

Visitarla è semplice ma richiede un po’ di pazienza poiché necessita di prenotazione e non sempre ci sono disponibilità soprattutto in periodi di alta stagione. Ma il piccolo sacrificio viene ripagato abbondantemente una volta arrivati davanti alle meravigliose formazioni calcaree. Non dimenticate una felpa: all’interno non si superano i dieci/dodici gradi, una bella differenza di temperatura con la brezza tiepida dell’estate sarda.

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