LE MALGHE DELLA CARNIA

Agli inizi del Novecento le malghe della Carnia erano circa 250, oggi sono ridotte a una cinquantina. Le malghe dei casari sono il cuore di un’economia di montagna basata sulla lavorazione del latte. Chiuse in inverno, si rianimano d’estate. Per tradizione la bella stagione comincia il 13 giugno, giorno di Sant’Antonio, quando inizia il trasferimento del bestiame dalle stalle di valle a quelle di oltre i 1500 metri, e termina l’8 settembre, Natività della Vergine, giorno che segna l’inizio della discesa dai monti.

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Negli alpeggi gli animali pascolano bradi, si nutrono solo dell’erba e dei fiori dei prati, e producono latte sempre più abbondante, dal quale si ricava burro di affioramento sopraffino, ricotta freschissima o affumicata e profumati formaggi. Vere leccornie, imbattibili per qualità e prezzi, a disposizione di chi ama la montagna delle comode passeggiate a piedi con soste nelle malghe (alcune si raggiungono anche in auto), che offrono gustosi assaggi e, a volte, anche un alloggio, sia pure spartano.

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Ma a valle e nei borghi di montagna, ci sono alberghi e locande accoglienti e non privi di rustico fascino. La Carnia è un po’ un mondo a parte anche nel panorama del Friuli. A ridosso del confine austriaco, vi si può ritrovare lo spirito e la bellezza della montagna autentica. Un territorio incontaminato, ricco di fiumi e laghetti alpini, di fitti boschi e di prati profumati, da scoprire a piedi, a cavallo o con affascinanti trekking in quota.

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I prodotti sono genuini e unici: il prosciutto affumicato di Sauris, cjarsons, sorta di agnolotti dal ripieno dolce e salato (di cui esistono decine di tipi), frico (nelle due varianti: fritto e cucinato con altri ingredienti) e gli stessi formaggi di malga, che si trovano solo in estate.

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Lo spirito di una vacanza in queste montagne, all’insegna del buon cibo e del buon vino, è sintetizzato nella scritta che compare su un muro del borgo antico di Tolmezzo, porta della Carnia, una cinquantina di chilometri a nord di Udine “meno internet più cabernet”.

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