Sotto il mare delle Filippine

Un tuffo nel blu

Che tu sia un cacciatore di relitti o un amante delle stelle marine, le Filippine sono un grande parco acquatico per chi ama esplorare i fondali. Certo è privilegiato chi si immerge con pinne e bombole, ma anche i gli appassionati dello snorkeling potranno godere di uno straordinario spettacolo. Il periodo migliore per le immersioni va da febbraio a giugno, quando si ha la massima visibilità subacquea. Il mare delle Filippine è davvero uno dei più belli al mondo.

Ogni giorno uno spettacolo

Le acque tiepide delle Filippine custodiscono giardini di corallo, eserciti di pesci, relitti di galeoni spagnoli, giunche cinesi e navi giapponesi e americane della Seconda Guerra Mondiale. In questa mecca per subacquei, le barriere coralline, costituite da ottocento specie di corallo, si estendono per 40mila chilometri quadrati e forniscono l’habitat a circa duemila specie di pesci. Il mare delle Filippine è un enorme palcoscenico dove, ogni giorno, va in scena un immenso e silenzioso carnevale danzante tra gorgonie e guizzi di pesci.

A caccia di tesori

Esplorare gli abissi per ammirare pesci napoleone e pesci pappagallo o per fotografare i coralli non è però l’unica attività di chi indossa maschera pinne e bombole. Nel mare delle Filippine infatti ci si immerge anche per cercare tesori sommersi: per più di due secoli i galeoni spagnoli carichi d’oro, perle e gemme preziose hanno percorso la rotta tra Manila e Acapulco, in Messico, e in queste acque hanno spesso fatto naufragio a causa dei tifoni o delle secche coralline. Non esiste nessuna legge che proibisca di cercare i vascelli sommersi: se se ne trova uno, però, bisogna informare il Museo Nazionale e se c’è qualcosa da recuperare, lo scopritore avrà diritto ad una parte del bottino.

In visita ai relitti

Le acque più infide per queste navi commerciali furono quelle di Samar, Luzon meridionale e Cantaduanes. Frea le aree a più alta densità di relitti della Seconda Guerra Mondiale vi sono le acque tra Busuranga e Culion, nell’arcipelago delle Calamian, dove nel 1944 si inabissò una flotta di 12 navi giapponesi. Invece sul fondo di Subic Bay, a Luzon, ci sono almeno 20 navi mercantili e militari.

Anche senza bombole

Tre relitti di navi giapponesi giacciono tra i 30 e 40 metri di profondità al largo dell’isola di Malapascua, mentre la vicina Gato Island offre un labirinto di grotte abitate da serpenti di mare. Di fronte al Pearl Farm Beach di Samal a 30 metri di profondità c’è un altro relitto giapponese. Anche le acque di smeraldo della Baia di Taytay, nella quale si trovano Apult e Flower Island, sono la destinazione ideale per chi vuole nuotare fra centinaia di pesci tropicali.

Tesoro trovato!

Il tesoro c’è, esiste e accontenta tutti coloro che si avventurano nei fondali del mare delle Filippine. Il tesoro rimane negli occhi e nel cuore, luccicante di turchese intenso dell’Oceano Pacifico, verde smeraldo della giungla e rosso fuoco dei giardini di corallo.

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