Rientro da un viaggio – quanto è difficile

Rientro anticipato

per forza maggiore

In questi giorni, a causa dell’epidemia che sta colpendo il mondo, mia figlia adolescente è stata costretta ad anticipare il rientro del suo meraviglioso anno all’estero. Era partita per il Texas con grande entusiasmo e qualche lacrima a luglio dell’anno scorso, pronta ad affrontare 320 giorni lontano da casa e dai genitori. Già sarebbe il rientro sarebbe stato difficile, ma è stato pesantissimo farlo con due mesi di anticipo.

Rientro da un viaggio

gioia e dolore

Così mi sono ritrovata in casa una figlia arrabbiata con il mondo senza alcuna voglia di rapportarsi con la realtà italiana della sua vita, ferocemente attaccata alle sue abitudini e amicizie, lasciate all’improvviso nel sud degli Stati Uniti. Ciò mi ha fatto riflettere molto sugli stati d’animo dei viaggiatori, di quei due sentimenti opposti che ci pervadono quando si affronta un viaggio, di qualsiasi destinazione o durata.

Perchè è così difficile

rientrare da un viaggio?

Se ci pensi riesci a sentire nello stomaco quella sensazione di felicità della partenza, prima di imbarcarti per un volo, con tutti i documenti di viaggio memorizzati nel cellulare. E purtroppo riesci a sentire anche la seconda sensazione, quella di vuoto e di malinconia del rientro. Ma cosa ti succede? Perché è così difficile il rientro da un viaggio? Che cosa ti ha cambiato questa esperienza e perché fai fatica a riadattarti alla vita normale?

La gioia della partenza

finalmente liberi

Gli addi alla famiglia possono essere tristi, ma l’emozione per l’inizio di una nuova avventura superano la pena. Hai inoltre avuto molto tempo per prepararti alla partenza: hai pianificato, hai fatto shopping, hai preparato bagagli e sei pronto ad ogni addio. Poi sei finalmente lontano, esplori, sperimenti e incontri persone interessanti. E arriva quella sensazione di libertà, di apertura. Affronti ogni giorno di viaggio con allegria e rafforzi la tua fiducia in te stesso, nelle tue decisioni e a volte scopri che sei capace di affrontare sfide inaspettate o situazioni difficili. E cresci, imparando da culture diverse, lingue diverse. E ti rapporti con altre persone e diventi più tollerante e comprensivo. In viaggio impari a fidarti anche degli estranei con una flessibilità inaspettata e diventi anche più paziente, quando le cose escono dal tuo controllo sorridendo agli imprevisti.

Il ritorno

rientro alla normalità

Mentre sei in viaggio pensi a casa, ti chiedi come stanno i tuoi affetti, li chiami, ma sono lontani. Piano piano la data del rientro ti coglie di sorpresa e ti ritrovi in aereo con le valigie fatte senza troppa cura, piene di ricordi e souvenir. L’avventura è terminata e, per quanto tu sia felice di rivedere famiglia e amici per raccontare loro le tue avventure, il bruciore del ritorno si insinua nello stomaco.

La sindrome da rientro

nulla è cambiato

Quando rientri nulla è cambiato: in tua assenza tutto è rimasto uguale. Sei tu che hai subito qualche modifica, qualche aggiornamento. E spesso ciò che trovi non ti basta più o non ti soddisfa più. A volte fatichi anche a raccontare il tuo viaggio, a comunicare agli altri quanto e come ti abbia cambiato. E’ difficile spiegare che la tua visione della vita è un po’ diversa da prima. A volte hai la sensazione che nessuno lo capisca.

Al rientro da un viaggio

semplicemente si ricomincia

Tutto ricomincia, lavoro, casa, routine. E tu ti senti un po’ isolato, perché viaggiare ti ha permesso di aprire la mente e conoscere nuove cose. Non significa che non stai più bene nella tua vita normale, sei anche felice di essere a casa, ma senti sempre il bisogno di fare qualche piccola modifica alla tua vita, perché alcune cose sono troppo strette, mentre altre non servono più. Passano i giorni e ricadi lentamente nelle tue vecchie abitudini, aggrappato disperatamente all’ultimo brandello della persona in cui ti eri trasformato, quella nuova parte di te che vorrebbe cambiare tutta la tua vita. E piano piano tutto ricomincia, fino al prossimo viaggio.

Capisco il suo disagio

avrò pazienza

Queste considerazioni mi avvicinano allo stato d’animo di mia figlia, che lotta contro il fuso orario, che con rabbia e delusione è stata costretta ad interrompere il suo grande sogno. Capisco la sua difficoltà a rivedersi in questa casa, in questa vita. Capisco la sua angoscia al pensiero di riprendere le vecchie abitudini, rivedere i vecchi amici e ritrovare i vecchi stimoli, ora che nulla di quello che aveva basta più. Piano piano passerà e anche lei, come tutti i viaggiatori, coltiverà quel pezzo di sé che migliora con il tempo e con i chilometri, per usarlo quando serve. Non mi resta che avere pazienza e rassicurarla promettendole che avrà di nuovo la possibilità di ritornare ad essere in viaggio e felice, con quella meravigliosa sensazione di apertura e libertà. Presto, quando questo incomprensibile delirio finirà. Magari andremo insieme.

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36 Comments

Povera, mi spiace molto! Mia sorella ha dovuto rientrare dall’erasmus ed il cambiamento di vita così improvviso non è facile da gestire. Chi più chi meno abbiamo dovuto tutti gestire nuovamente e diversamente le nostre vite!

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I problemi gravi sono altri, ma a 17 anni le rinunce pesano. Si ripartirà presto. Il problema è che esiste sempre un ritorno!

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Anche io faccio sempre fatica a rientrare alla vita quotidiana; l’unica cosa che mi fa andare avanti è ripensare al viaggio appena passato (per questo ho aperto i blog per continuare a viaggiare anche da casa) e pensare già ad un nuovo viaggio.

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In questo periodo sto pensando a una dozzina di viaggi…

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Ma tua figlia è bellissima! Una super gnocca! Comunque la comprendo, se fosse successo a me quando ero in erasmus l’avrai presa a malissimo. Anche perché tutt’ora lo ricordo come uno dei periodi più belli e formativi della mia vita! Ma con pazienza si riprenderà tutto quello a cui, purtroppo, ha dovuto rinunciare.

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Ha saltato la maturità americana, il ballo di fine anno, un importante torneo di tennis. A 17 anni fai fatica a comprenderne le motivazioni. Avrà moltissime occasioni nella sua vita: mi ha già detto che non farà l’università in Italia. Per me viaggiatrice grande gioia, per me mamma grande dolore!

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Comprendo benissimo lo sconforto di tua figlia, viveva un sogno da cui si è dovuta svegliare piuttosto bruscamente! Mi dispiace tanto

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I problemi di questo periodo sono ben altri, ma è difficile far digerire a una diciassettenne la fine di un anno che progettava da sempre. Pazienza, avrà altre occasioni!

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E’ davvero difficile riadattarsi alla vita di tutti i giorni, fingere che sia tutto come prima, perché inevitabilmente il viaggio per quanto breve o lungo che sia stato porta sempre degli sconvolgimenti nella vita.

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Si torna sempre con un pezzettino in più e hai bisogno di un pezzettino in meno

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Io capisco benissimo quel senso di malessere del rientro e soprattutto la visione che cambia mentre tutto, a casa, rimane uguale. La vivo ogni volta che rientro in Italia dopo mesi. Io vado avanti mentre in Sicilia di rado vedo qualcosa cambiare…

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Già. Chi viaggia però cambia sempre in meglio. Non sempre ciò che rimane uguale è bene.

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Dev’essere bruttissimo cambiare programmi. A me di solito non dispiace rientrare anche se poi ho subito un altro viaggio prenotato, per cui rientrare mi serve solo x prendere aria.

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Ripartiremo presto!

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Capisco benissimo noi eravamo a Bali a poco più di metà del nostro viaggio di 4 mesi nel sud est asiatico. E’ stato un rientro difficile e ancora più difficile accettare di rinunciare al nostro sogno.

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Capisco che i problemi in questo momento siano ben altri, ma ogni ritorno ha gioie e tristezze. Mi dispiace per il vostro viaggio. Sarà bellissimo ripartire!

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Il rientro stordisce sempre. Hai ragione quando dici che al rientro noi siamo cambiati ma a casa è tutto invariato. Credo sia proprio quello…

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A ogni viaggio si cambia. Un piccolo pezzo si aggiunge e un pezzo lo si lascia là.

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Per me i rientri sono sempre difficili, soprattutto da certi luoghi. Quando rientro da Tenerife, per esempio, devo avere la certezza di poterci tornare presto.

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Si aggiungono mattoni di esperienze ai bagagli dei ritorni. Sono sempre pesanti ma costruiscono grandi cose.

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Mi dispiace per tua figlia :(( Però forse, in un modo che ora non può capire, anche questo le insegnerà qualcosa. Da dei piani andati in fumo può sempre nascere qualcos’altro di ignoto… nuovi pensieri, progetti… chissà.

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Sicuro. Sta già guardando le università del nord Europa. Ormai me la sono giocata…

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Hai detto una cosa profondamente giusta: quando si rientra da un viaggio, noi siamo cambiati, ma a casa è tutto uguale. Il vero trauma è questo.

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Vero? E’ la cosa che più mi sconvolge. Ma com’ero prima di partire?

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Mi dispiace per tua figlia: la capisco perché quella sensazione di vuoto che si prova al ritorno da un viaggio l’hai descritta in maniera molto vivida. Poi quando sei adolescente le cose a volte sembrano peggio di quello che sono in realtà. Non deve essere facile per te come genitore affrontare la situazione generale di questo periodo, e in più la tristezza di tua figlia per il rientro anticipato.

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I viaggi finiscono sempre con un po’ di tristezza. Ma è ancora più triste non poter partire. Ma stiamo bene e questo è importante.

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hai una figlia bellissima! mi dispiace molto che questa emergenza mondiale abbia messo fine a questa meravigliosa esperienza!

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Hai detto bene. E’un’emergenza e a lei passerà e ricomincerà a viaggiare. Molta altra gente soffre e farà fatica a riprendersi. Ma ripartiremo tutti!

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Credo che le tue riflessioni siano perfette per una ragazza come tua figlia che era partita per il Texas per fare un’esperienza di vita e non un semplice viaggio. Io invece , sono elettrizzata durante i preparativi per la partenza e l’organizzazione del viaggio, assaporo ogni istante del viaggio e me lo godo intensamente e poi ritorno alla mia vita serenamente in attesa – certamente – di un altro viaggio che è bello proprio pechè poi si ritorna

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Certamente, ripartirà e ripartiremo. Le emozioni dei ritorni che ho descritto però rimangono.

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Non oso immaginare il suo disappunto, la sua delusione per quello che doveva essere il suo primo “volo” lontano dal nido. Spero che la tua bellissima ragazza riuscirà presto a rifarsi, tornando in Texas con un nuovo modo di guardare la vita e di affrontare il Mondo.

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Sicuramente ripartirà! E’ un dolore passeggero! Il mio intento era ripercorrere le tappe del ritorno da un viaggio comuni a tutti i viaggiatori. Sono emozioni uniche.

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Purtroppo dobbiamo capire il momento. Mi rendo conto che rientrare 2 mesi prima è stato duro, ma in fondo necessario. Dobbiamo pensare positivo perché certamente torneremo a viaggiare di nuovo!

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Non è tanto per il suo dolore, in questo momento c’è chi sta soffrendo davvero. Volevo solo condividere alcune emozioni, comuni a tutti i viaggiatori, su come ci si sente rientrando da un viaggio. Ti senti anche tu così? Riaprtiremo presto…

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“Quando rientri nulla è cambiato: in tua assenza tutto è rimasto uguale. Sei tu che hai subito qualche modifica, qualche aggiornamento.” Questo riassume tutto 😉
Ho vissuto leggendo, esattamente le emozioni che descrivevi… non è certo facile ma ognuno di questi momenti riempirà di contenuto il resto della sua vita… e della vostra. Grande fortuna per lei aver avuto, seppur interrotta, questa esperienza.. che sarà la prima di una lunga serie mi sa di capire… well done.
Ciao

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Questo è nulla rispetto a ciò che stanno vivendo in certe zone d’Italia. Ripartiremo tutti, in un modo o nell’altro.

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