SAN BLAS: IN CROCIERA NELLE ISOLE DEI KUNA

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Poco lontano da Panama c’è un angolo di Caribe che ha mantenuto il suo fascino primordiale ed è ancora poco battuto dal turismo. L’arcipelago delle San Blas, chiamato nella lingua locale Kuna Yale, è un territorio politicamente autonomo, governato dall’etnia kuna, gli indios che vivono in questo eden naturale formato da 365 isole e cayos, piccoli affioramenti protetti dal reef corallino.

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Per i kuna, il rispetto dell’ambiente è quotidiana regola di vita. Per questo, le San Blas sono rimaste uguali a duecento anni fa, quando le popolazioni indie della terraferma decisero di colonizzarle, costruendo pochi villaggi di capanne e vivendo di pesca e del commercio di noci di cocco.

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Quella dei kuna è una società matriarcale, dove le donne si incaricano di perpetuare tradizioni e cultura: abiti, gioielli, ornamenti, sono il riflesso del benessere familiare.

La loro abilità artigianale spicca nelle Molas, coloratissimi panni ricamati con disegni fantasia, tra i più pregiati manufatti del Centramerica.

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Il collegamento fino al territorio Kuna Yala è assicurato da piccoli velivoli utilizzando le piste di El Porvenir e Narganà, ma il miglior modo per conoscere ed apprezzare le San Blas è navigare in catamarano o in barca a vela.

Gli itinerari toccano isole come Green Island, Cayo Holandés, il pueblo di Rio Sidra, Kuanidup e Chichimé, attraverso il passaggio Eden.

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Nell’arcipelago la navigazione è tranquilla, con ancoraggi in rade abbastanza riparate. L’unico problema sono i passaggi della barriera corallina che possono essere fatti solo da chi conosce bene i fondali.

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Esperti di tale navigazione sono gli italiani di Mondovela.  Allora, partiamo per il paradiso?

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