SANTO DOMINGO: A CACCIA DI TESORI COLONIALI

Si parla di Santo Domingo e subito si immaginano spiagge bianche, musica altissima, balli scatenati, rum a cascata e turismo di massa. In realtà, anche se il divertimento non guasta, l’isola offre molto di più. Basta visitare la capitale per rendersene conto.

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Cinque secoli di storia sfilano in Plaza de España, cuore del cinquecentesco centro coloniale in stile ispano-moresco di Santo Domingo, la città più antica del Nuovo Mondo, Patrimonio dell’umanità per l’Unesco. Tanto da vedere e da visitare a partire dall’Alcázar, il palazzo reale di Don Diego Colombo, figlio del nostro navigatore, alle mura di difesa contro il pirata Francis Drake che saccheggiò la città nel 1586.

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Una visita la merita anche Las Casas Reales, sede del primo tribunale delle Americhe, ora museo dedicato alla vita della capitale nel Cinquecento. A piedi si percorre la superba Calle de Las Damas, la più antica strada pavimentata del Nuovo Mondo, per incontrare la casa del Cardon, il primo edificio in pietra delle Americhe.

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In fondo alla Calle Conde, isola pedonale, spunta il campanile in mattoni rossi di Santa Maria la Menor, la prima cattedrale d’America, con la facciata in pietra, uno dei monumenti simbolo di Santo Domingo.

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Eppure, camminando per le viuzze tra balconi in ferro battuto lavorato, targhe in memoria di nobiltà tramontate, non si ha l’impressione di camminare in un museo. Forse perché dietro ai portoni istoriati, nei patios ombreggiati si scoprono studi di pittori, gallerie d’arte o caffetterie  con banconi pieni di torte e scaffali carichi di libri. Il preferito dagli artisti però è il Mesón de Bari, un piccolo locale colorato dove si gustano piatti della tradizione creola e, su richiesta, il sancocho, servito con salse piccanti.

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Per gli appassionati di architettura moderna il mio consiglio è di fare due passi a Gazcue, il quartiere dietro il Malecón, a ovest della zona coloniale, che conserva ancora elegantissimi esempi di eleganti ville costruite negli anni Trenta.

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Gli irridicibili degli shopping invece devono passare dal Mercado Modelo coperto, in stile Art Dècò, dove si trovano pietre semipreziose, caffè e sigari. Santo Domingo è il posto dove si fanno i migliori acquisti dell’isola. Trenta milioni di anni fa si sono cristallizzati gli insetti imprigionati dall’ambra più chiara e luminosa del mondo. Ogni pezzo è pregiatissimo ed è una lezione di paleontologia. Anche il larimar è isolano, una specie di turchese solitamente incastonato nell’argento.

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Insomma, vale sempre la pena schiodarsi dalla sdraio e accendere la curiosità. Si scoprono infinità di cose anche in luoghi dove la spiaggia sembra l’unica attrazione.

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2 Comments

Sono d’accordissimo con te! Bella la vita in spiaggia, ma pensare di trascorrere tutto il giorno al mare senza scoprire la cultura del luogo è riduttivo. Non ha senso allontanarsi così tanto se non si ha interesse per la storia e le tradizioni di un Paese.

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Giusto! Dopo due giorni di sdraio comincio a sentire la voglia di “sciabattare” in giro…

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