UZBEKISTAN: PERCHE’ ANDARCI?

Già il nome è difficile da pronunciare: Uzbekistan, quasi uno scioglilingua che sa di frullato tra Russia e Medio Oriente. Lo immagini sul tabellone del Risiko, o in un punto imprecisato dopo la Turchia, vicino a tutti quei paesi che finiscono con “stan”.  Pochi ci vanno, pochi lo propongono o ci organizzano qualche giorno di vacanza. E invece è una vera scoperta. “A occidente Roma, a Oriente Samarcanda“: è uno dei più famoso proverbi del Medioevo asiatico a testimoniare quanto la città più evocativa e misteriosa del mondo antico fosse nota e importante.

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Samarcanda fa parte della storia, contraltare d’Oriente alle fortune dell’impero romano, ma si colloca anche nel mito e nella fantasia di scrittori e viaggiatori come luogo di esotismo e leggende, incrocio di carovane e faro delle civiltà dell’Est. Oggi Samarcanda si trova in Uzbekistan, paese costellato di rovine e siti archeologici che appassionano studiosi del mondo intero.

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Un viaggio da fare toccando le più importanti mete del turismo archeologico. Partiamo dalla capitale Tashkent, ricca di luoghi di culto, giardini, fontane. Il paesaggio è antico ma la città è viva e allegra, centro culturale e universitario, pieno di giovani assetati di arte e divertimento.

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Se tempo e voglia lo consentono a solo un’ora di volo o cinque di treno si arriva da Tashkent a Nukus, la porta del deserto che fino a qualche anno fa era il lago di Aral. Nukus ha diversi musei da visitare tra i quali il cimitero delle navi e un museo che illustra la storia e l’evoluzione del Mar d’Aral.

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Ad un paio d’ore di auto si arriva a Khiva, antica fortezza, magico luogo da visitare al tramonto o all’alba per gustare i colori del fango dell’antica cittadella Ichon Qala e delle piastrelle turchesi del Kalta Minor, il minareto. Altra tappa è senz’altro la sacra città di Bukhara, centro dell’artigianato tessile uzbeko, costellata di edifici millenari.

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Il fulcro del viaggio è ovviamente Samarcanda, la città che Tamerlano nel XIV secolo volle far risorgere, dopo che Gengis Khan a capo dei mongoli aveva distrutto la più antica Afrasiab, la rivale di Roma. Di Tamerlano si può visitare anche il luogo natale, Shakhrisabz, per poi proseguire a Termez, con le preziose testimonianze di epoca ellenistica e buddista. A Samarcanda si respira la storia, si raccolgono sorrisi e souvenir e si chiacchiera allegramente.

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E’ un viaggio faticoso ma facile. Il cibo è buono ed economico. Ci sono ottimi ristoranti e lo street food è delizioso. Nei bazar puoi mangiare a qualunque ora. Gli hotel sono ovunque e di ogni categoria e servizio. Oltre alle attrattive storico-archeologiche, il viaggio in Uzbekistan ricompenserà dei piccoli disagi logistici con la scoperta di un artigianato tessile tra i più apprezzati del mondo: l’arte orientale del tappeto e del ricamo raggiunge in questa terra altissimi livelli per alcuni dei suoi prodotti più preziosi.

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Spero di avervi convinto. Prenotiamo?

 

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4 Comments

Che meraviglia. Proprio un fascino medio orientale

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Di più. È il fascino delle leggende.

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WOW, ci hanno sempre ispirato un sacco tutti i paesi che terminano per …STAN, prima o poi riusciremo ad andarci 😉

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Pensa che mi ci hanno trascinato. Poi è stata una rivelazione. Il Risiko non sarà più lo stesso!

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