Vacanze a Rodi – l’isola dei Cavalieri del Mare

Rodi è un’isola dalla doppia vita

vacanzieri di ogni genere

Le vacanze a Rodi assumono diversi significati in relazione a ciò che si cerca. Da una parte ci sono quelli che sbarcano dai charter per chiudersi nei restort tutto compreso, località come Faliraki dove il cemento prevale sul mare, convinti che questa sia la vera Grecia. Molti non si spostano mai da quelle baie all inclusive perdendosi la vera magia di questa isola. Ciò si contrappone alla vita di chi preferisce trascorrere le vacanze a Rodi nelle strade strette della vecchia città bizantina, medievale e ottomana. Poi gira con ogni mezzo per tutta l’isola, o sulle spiagge deserte della costa occidentale. Il turismo di massa e quello snob conducono, sulla stessa isola, vite parallele che possono non incrociarsi mai, perché hanno tempi, luoghi e riti diversi.

 

Rodi e il suo porto

per esplorare il mare

Rodi ha uno dei porti più importanti porti del mare Egeo toccato da yacht, traghetti e aliscafi diretti alle piccole isole vicine, Symi, Halki, Tilos, Nysiros. Se trascorri le vacanze a Rodi ti consiglio  di fare una gita verso queste isole minori ci fa vederla da un altro punto di vista: dal mare è una meraviglia vedere torrioni, cupole, minareti che spuntano dalle mura. Ed è sempre un’emozione avere uno sguardo d’insieme sulla città e la sua architettura, fatta di edifici cristiani e islamici. Il porto di Mandraki  è quasi il centro della città come la sua Paralia, il lungomare.

I tramonti di Rodi

vacanze in città

Calamitati dalla magnificenza della città medievale, spesso si trascura una passeggiata lungo la Paralia, da fare al tramonto perché a quell’ora, con la luce rossa, le facciate degli architetti italiani risaltano. Durante le vacanze a Rodi ti consiglio a tutti di passare un paio di notti in questa città perché l’escursione proposta dal villaggio turistico non può bastare: è una città troppo famosa eppure piena di segreti.

Dormire a Rodi città

vicino al mare, vicino alla storia

Vicino alle arcate in pietra di Porta d’Amboise, baluardo difensivo dei Cavalieri del Mare, c’è il Rodos Park Suites, unico albergo di lusso della città. La vecchia città è a due passi, uno degli scampoli medievali più intatti d’europa. Basta salire sulla Torre dell’Orologio per vederla dall’alto o fare il giro degli spalti sbiciando dentro i cortili e dei giardini storici ma privati per rendersi conto di ciò che Rodi nasconde agli occhi distratti dei turisti mordi e fuggi.

Camminare in città

dove e quando

Un paio di scarpe comode e la città vecchia è da esplorare a piedi con orari precisi. Al mattino sono da evitare Sacratous, Ippoton, Aristotelous, invase da una marea di turisti di gruppo che diventano un’onda alluvionale i giorni in cui attraccano le navi da crociera. Mentre Ippoton si svuota solo alla sera e acquista magia grazie alle luci sapientemente sommesse, le altre vie tornano alla normalità nel pomeriggio. Così si procede senza sgomitare lungo Socratous, fino allo storico caffè turco fino alla Moschea di Solimano e al palazzo dei Gran Maestri dei Cavalieri di Rodi.

I vicoli di Rodi

gli hotel nascosti

Nei carrugi medievale si nasconde un hòtel che è un fenomeno di costume più che un albergo: il Marco Polo Mansion che appartiene a un artista italiano. La sua casa galleria è diventata parte dell’hotel, tre camere di suggestione ottomana e un cortile fiorito. Molto carino il S.Nikolis, che ha alcune bellissime suite ma le altre camere sono normali e un po’ datate. Non ci sono alternative alle pensioni per i giovani globe-trotter, tranne le camere semplici ed economiche del Pink Elephant.  Ci sono anche due piacevoli stanze con terrazza all’Auberge, celato da un’antica corte.

Perdersi nelle stradine

salire e scendere

Bisogna aver voglia di camminare parecchio per girarsela tutta, fino al cuore della città medievale, a due passi da piazzette piene di incanti. Possiamo trovare anche un lauro gigantesco, palazzetti dove si arrampicano gelsomini e ti fa pensare anche la chiesa di Santa Caterina: il suo nome turco significa “nicchia di preghiera”, perché qui si inginocchiò Solimano per ringraziare Allah della conquista di Rodi. A distanza di cinquecento anni, capiamo ancora il perché di quel ringraziamento.

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