Cosa vedere alle Bermuda

Cominciamo dal nome

Ma si dice Bermuda o Bermude? Il dilemma è presto risolto si possono usare entrambi, ma la forma corretta rimane sempre Bermuda, al singolare. Anche se comunemente si utilizza Bermude in virtù dell’arcipelago. Cosa vedere alle Bermuda è riduttivo. Le Bermuda sono quanto di abbacinante e clamoroso si possa immaginare. I colori sono rumorosi, i suoni sono colorati.

Un arcipelago leggendario

Se ne sta placido, buttato a mare, nel cuore dell’Oceano Atlantico con un mazzetto di oltre mille isole tra le mani. Dall’Europa si affrontano molte ore di volo per raggiungerlo e si sfidano le storie e leggende di misteriose sparizioni di aerei e navi. Tutte questi racconti li leggi di nascosto prima di partire esattamente come ti informi di cosa vedere alle Bermuda, perché ne valga la pena di affrontare la possibilità di venir rapito dagli alieni o da forze del male per poter vedere tanta bellezza. E ti assicuro che vale ogni rischio.

Chi comanda?

Le Bermuda scalpitano per essere indipendenti ma oggi il suo autogoverno fa ancora parte del Regno Unito, ne sventola i colori e gli giura fedeltà, ma ha un cuore bigamo. L’America è a due ore di volo e lo coccola e lo influenza. E lui affettuoso ricambia. Anglo-americani dal caldo cuore nero. Troppa grazia per un’isola presidiata da alieni affamati di turisti.

Paradiso fiscale

Grazie allo status di paradiso fiscale, le Bermuda incorporano le più grandi compagnie di assicurazione Usa sulle quali regge il 65% dell’economia. Forse è proprio perché gira tanto denaro che i gusti delle Bermuda sono diventati cosmopoliti: si mangiano gli hamburger anche se si beve il tè alle 5 giocando a cricket, si mangia la tradizionale rum cake ma c’è anche un retaggio africano espresso in più del 50 % della sua popolazione. E con l’Africa arriva la musica: la musica nutre l’anima di questo arcipelago con molte manifestazioni e danze folcloristiche. Quindi né british né amerish nè black.

Case e strade

I tetti delle case sono fatti a gradini a scalare dal vertice e sono in limestone, una pietra bianca locale che si dice ha proprietà purificatrici. Infatti l’acqua piovana viene raccolta dallo scolo nelle cisterne dentro casa e usata ai fini domestici.  Non ci sono treni e le strade ferrate sono state trasformate in passeggiate da fare a piedi o in bicicletta godendo di scorci magnifici. Sulla cartina sono segnalati come railway trail walk or cycles.

Bermuda vip!

Le Bermuda hanno imparato come incuriosire il bel mondo e, con l’aria spavalda di chi sa piacere, si circondano sempre di nuovi, famosi amici. A est si trova il la famosa Tucker’s Town Road, la via dei vip. Ma per un turista rimane una sbarra che vieta l’accesso ai curiosi e proibisce la visita alle ville esclusive in affitto o di proprietà. Ci passano un sacco di vip, da Bloomberg a Michael Douglas persino la Regina d’Inghilterra con il Principe Carlo e Camilla.

Hamilton

Non bastano poche ore per conoscere a fondo il carattere e la tempra delle Bermuda, ma in pochi giorni potete apprezzare i suoi luoghi più a la page. Come Hamilton, la capitale dal 1840, considerata una sorta di City Londinese con la centrale cattedrale anglicana che stabilisce il limite massimo d’altezza dei suoi palazzi. Se questo edificio è il cuore pulsante, l’orario di punta è il suo tallone d’Achille: oltre 7 mila pendolari si mescolano al fitto traffico quotidiano.

Shopping and diving

Se siete votati allo shopping puntate dritto su Front Street: opulenza da non resistere alle vetrine. Se siete sub le Bermuda hanno fondali incredibili e molti galeoni affondati al largo delle sue coste. I suoi fondali sono stati il set del film The Deep.

Miss Alison Outerbridge

Un nome storico delle Bermuda è Miss Alison Outerbridge che accompagna la singolare “Ducking Cerimony” che avviene ogni giorno, da aprile a ottobre, nella vecchia capitale. A St. George infatti, in King’s Square, a mezzogiorno, una scenetta in costume commemora la punizione inflitta in passato alle donne pettegole, che Miss Alison interpreta con ironica maestria, alle adultere e a coloro che violavano le usanze coloniali. Svestiti i panni della linguacciuta e riemersa dalle acque del porto dove, secondo il copione, viene buttata, la ritroviamo dietro il bancone del vicino Visitor’s Service Bureau. Saprà consigliarvi il luogo migliore per trascorrere la giornata.

E un po’ di storia

Infine, se volete visitare le roccaforti della civiltà, quando sarete al cospetto di Fort St. Catherine, sulla punta a nord est o nel centrale Flatts Village, dove durante il protezionismo vivevano i contrabbandieri di tabacco e alcol, o ancora sulla Gibbs’Hill Lighthouse, la collina belvedere che ospita uno dei due fari, rammentatevi che le Bermuda hanno poche rughe. Il viaggio è finito ma dentro resterà la voglia di giocare a nascondino con le Bermuda.

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