VIETNAM DEL NORD: 10 COSE DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE

Torniamo in Vietnam, nel nord. Cosa ci aspetta? Cosa fare? Al nord assolutamente questo:

1- L’incontro con gli Hmong bianchi del villaggio di Phi Hày, vicino a Lau Chau. E’ davvero emozionante vederli camminare avvolti nei loro abiti nero-blu, rasserenati da un sincero animismo religioso e protetti da una lingua che nessun piano di assimilazione forzato è riuscito ad estinguere. Ad ammirarli e studiarli, arrivano viaggiatori e etnologi: sbarcano da queste parti con carta, penna e macchine fotografiche, cercando conferme scientifiche ai tratti comuni di questa etnia con popoli della Cina e della Birmania e se ne vanno con più dubbi di prima: “perché i Hmong”, recita una leggenda locale, “vengono da un paese ricoperto di neve, dove l’inverno dura un anno e mezzo”. Forse è il Tibet…

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2- Una sosta al confine tra Vietnam e Cina, a Lao Cai: è una frontiera che ha fatto storia. I frontalieri ormai guardano annoiati i commercianti che varcano il confine con la Cina, ma da quel confine arrivarono gli aiuti  che permisero ai vietnamiti di sconfiggere e umiliare l’esercito francese, ponendo fine al conflitto indocinese. Più tardi, nel 1979, fu un luogo di cruenti combattimenti tra vietnamiti e cinesi per il controllo della Cambogia.

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3- Noleggiare un motorino e gustarsi tutta la zona vicino al Lai Chau, ricco di natura e cultura, popolato da numerose e diverse etnie. E’ anche zona di trekking, tra monti e risaie a terrazza. E magari fermarsi a bere qualcosa in uno degli improbabili locali del centro.

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4- Guardare l’alba che sorge alle spalle del Fansipan, lungo la strada per Sapa. Scarpe comode e grande fiato per ammirare questa incantevole zona con i raggi traversi dell’alba orientale.

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5- Una visita al mercato di Thuan Chau, primo grande rendez-vous di Thai neri, ma ci sono un po’ tutti, molte etnie vietnamite pronte a contendersi i pochi metri quadrati del mercato settimanale come se non ci fossero altri posti per incontrarsi. L’atmosfera è gioiosa e divertente. E quando è l’ora arrivano anche le donne Dao e Hmong, turbanti rossi e blu, gerle sulle spalle, bimbi portati nei fagotti, lobi dilatati dagli orecchini e piastre d’argento dell’indocina francese su cuffie e giubbini.

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6- Un’escursione in moto ai villaggi della minoranza Lu, alle porte di Tam Duong. E qui si torna indietro nel tempo, si passeggia tra donne vestite finemente, coperte di preziosi ricami, con i denti laccati di nero, simbolo di bellezza.

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7- L’acquisto di abiti tradizionali nei villaggi: serve a sostenere il lavoro tessile delle donne. Lo consiglio vivamente, soprattutto perché sono abilissime tessitrici e ricamatrici.

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8- Andare a Dien Bien Phu cercare i ricordi della famosa battaglia contro i francesi.

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9- Una passeggiata tra i villaggi dao e hmong che si trovano a pochi chilometri a nord di Sapa. Non ti senti forestiero: sorrisi e cortesia tra turbanti blu degli hmong e rossi dei dao.

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10- La tappa al mercato domenicale di Bac Hà, dominato dai Hmong “bariolés”, i più estremi e chiusi alla modernità. Qui si vendono tutti i tipi di spezie, tabacco, cibo, tessuti e artigianato, tassativamente prodotti nella zona. E’ però anche il luogo preferito degli abitanti della zona per sedersi e mangiare e chiacchierare e trascorrere la domenica.

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2 Comments

Che voglia di Vietnam!!! Tu in che periodo ci sei stata?

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Ci sono stata sempre in agosto. Due volte: la prima in un tour al nord e la seconda al sud, a distanza di dieci anni. E non c’è due senza tre!

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