VIETNAM: ITINERARI HO CHI MINH, UN PRESIDENTE DI CULTO

Nessun vietnamita che capiti ad Hanoi si perde il classico tour dei luoghi santi di Ho Chi Minh, padre della patria morto nel 1969 e tuttora venerato da una percentuale significativa degli abitanti del paese. Oggi come oggi non è più chiaro se tale tour sia ispirato da una genuina idolatria oppure si sia trasformato in un’escursione turistica, per quanto imprescindibile. Tuttavia nessuno si sognerebbe di snobbarlo.

hanoi4

La peregrinazione, ovviamente aperta anche a tutti gli stranieri, comincia nel mausoleo dove è conservata la salma dello “zio Ho”, affettuoso soprannome datogli dal popolo, come se non fosse mai deceduto, di fronte al quale si compie un rapido passaggio, sospinti dalle guardie in alta uniforme.

hanoi2

Nella cripta è vietato portare macchine fotografiche, videocamere, telefoni cellulari e altri gadget elettronici, né è possibile reperire in commercio cartoline con l’immagine della teca di cristallo nella quale è racchiuso il corpo dello statista, quasi a volerne negare la morte.

hanoi5

Una volta usciti la visita prosegue nei giardini del palazzo presidenziale, costruito nel 1906 come residenza del governatore dell’Indocina e oggi utilizzato per le cerimonie ufficiali.

hanoi6

Sul retro dell’edificio, si entra nella semplice dimora in stile contadino che Ho Chi Minh si fece costruire nel 1958 ai bordi di un laghetto artificiale, e che utilizzò sporadicamente come abitazione fino alla morte. La casa, pulitissima e presidiata da guardie in uniforme candida, è in realtà una palafitta a due piani, con, al livello superiore, un piccolo studio e una camera da letto.

hanoi7

La terza e ultima tappa del tour presidenziale è il museo di Ho Chi Minh, un imponente palazzo all’interno del quale architetti di grande inventiva (anche se di dubbio gusto) hanno creato un percorso ideale nella vita del leader, illustrando i momenti salienti della sua carriera, con diorami, giochi di luce, oggetti personali, e documenti esposti in modo tale da dare al visitatore l’impressione di trovarsi in un luogo a metà tra una discoteca degli anni ’70 e un padiglione di Disneyland.

hanoi3

Vale la pena, però, seguire il corteo di questo “pellegrinaggio”. Le radici di un popolo si conoscono partecipando alle loro tradizioni, respirando la stessa aria e le stesse emozioni, vedendo con gli stessi occhi, quelli del cuore.

Share



Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: