ZAMBIA: AFRICA PIU’ CHE ESTREMA

A volte in Zambia non bastano le emozioni, i colori e i suoni. C’è chi cerca di più, che non si accontanta di incontrare vis-à-vis coccodrilli e leopardi. C’è chi ha bisogno di far circolare l’adrenalina e cerca qualcosa di più forte di un leone ingrifato che gira tutta la notte intorno alla tenda, ruggendo come un forsennato.

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Per un centinaio di dollari si precipita per un centinaio di metri verso un abisso di basalto, legati e imbracati a un filo elastico  direttamente dal Victoria Bridge: e ciò può dare una scossa alla routine della vita quotidiana. Peccato però andare a cercare questo genere di emozioni in un luogo in cui di scosse e scossoni ce ne sono a volontà.

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Comunque se neanche i tramonti sulle liti spaventose degli ippopotami vi bastano, in Zambia c’è pane per i denti aguzzi di ogni irriducibile dell’estremo. A poca distanza dalle Cascate Victoria, si può praticare l’abseiling cioè scendere a picco per una cinquantina di metri in corda doppia nei profondi canyon scavati in milioni di anni dal fiume Zambesi.

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Oppure scegliere l’highwiring e lanciarsi a volo d’angelo imbracati su una carrucola che attraversa le gole da parte a parte, lungo un sottile cavo di acciaio, attraverso l’abisso.

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E se proprio non basta vi consiglio il Gorge Swing: un salto nel vuoto all’indietro da un trampolino in caduta libera per oltre 50 metri, trattenuti solo da un’imbracatura e una corda d’acciaio distesa su una gola profonda più di 100.

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Esageriamo? Un volo in microlight, un deltaplano biposto a motore, per sorvolare le Cascate Victoria.

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Sarà, ma io continuo a preferire i leoni ingrifati.

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