Turismo e animali: viaggiare in modo etico

Una gita allo zoo

il miei sogni in un delfinario

Non sempre l’unione turismo e animali è una accoppiata felice. Io, per esempio, appartengo ad una generazione border line, quella educata da genitori che pensavano che il massimo del divertimento per i propri bambini fosse portarli allo zoo o al circo. E io mi ci rivedo, negli anni ’70 a girare tra le gabbie degli animali o applaudire a elefanti inchinati alla frusta di un domatore. Mi rivedo ad invidiare la mia amica, perchè era stata a vedere i delfini in un delfinario, ed aveva persino una foto appesa sul frigorifero, mentre io i delfini li avevo visti solo in televisione.

foto da Pixabay

Nuove consapevolezze

occhi e cuore

Poi sono cresciuta, ho cominciato a leggere, a guardare documentari e a viaggiare, ma soprattutto, mi sono accorta della tristezza negli occhi degli animali dietro alle sbarre o limitati da catene. Il mio cuore si è gonfiato di compassione per tutto ciò che negli anni ottanta è uscito sull’utilizzo degli animali per la moda e per il turismo. Turismo e animali è diventato il titolo di un mercimonio che ancora funziona, perchè troppi turisti sfuttano più o meno consapevolmente, il lavoro degli animali, senza pensare alle sofferenze che possono arrecare.

immagine da Wikimedia

Turismo e animali

troppe foto sui social

Le foto di turisti con animali selvatici in cattività sono sempre troppo presenti sui social media. Un semplice scatto sorridente, un solo tocco di un dito, e i viaggiatori pubblicano la loro vicinanza con animali esotici in modo che il mondo possa vederli e invidiarli, contribuendo a incrementare il mercato di piccoli esseri, anche se spesso in modo inconsapevole. Dietro a quello scatto si nasconde una grande sofferenze e condizioni di vita misere. Se non si ha la certezza del rispetto per la vita dell’animale, è meglio fotografare solo i panorami.

immagine da Pixabay

Gli elefanti thailandesi

abusi senza fine

Una delle grandi attrazioni asiatiche è lo spettacolo degli elefanti nel nord della Thailandia. Qui il connubio turismo e animali è sempre molto sentito: centinaia di turisti si accalcano per vedere gli elefanti che scrivono sulle lavagne, lanciano freccette o calciano palloni. In alcuni casi i mahout (la persona che si occupa dell’elefante) pungulano i poveri animali perchè sollevino allegri turisti con la proboscide per il magico scatto. Finita l’escursione, tutti a casa, mentre gli elefanti rimangono, pronti per un nuovo spettacolo. Nel frattempo vengono incatenati, pungolati, picchiati perchè il loro lavoro sia perfetto e d’effetto. Quando saranno vecchi, verranno destinati al trasporto, anni da trascorrere con un cesto sulla schiena per giri divertenti (solo per i turisti) nella giungla. A 40/50 anni si spera che il povero animale muoia, altrimenti passerà gli ultimi anni in catene, chiuso in una stalla.

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Gli orsi del circo russo

dolore in cambio di spettacolo

Guardare gli orsi del Circo del Bolshoi è un vero spettacolo. Goffe ballerine impellicciate e sorridenti che seguono con occhi innamorati il loro addestratore. Ma dietro c’è un dolore e una violenza incredibile. I cuccioli devono imparare a camminare su due zampe, a dimenticare la natura di quadrupedi, umanizzarsi per divertire. Vengono così legati per il collo, costretti a stare in piedi per evitare lo strozzamento, per giorni , settimane. E poi botte, elettricità, scottature, privazioni. Ma gli applausi scrosciano e i soldi riempiono le casse del circo.

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Tigri e leoni

come gattini

Non è una novità che i turisti amino farsi fotografare con animali selvatici. Ero molto giovane quando ho visto la prima tigre utilizzata come modella. I suoi occhi me li ricordo ancora, senza vita e senza volontà, confusa da qualche barbiturico per farla stare buona. I cuccioli vengono allontanati dalle mamme troppo presto ed esibiti per gli ospiti della Thailandia, Messico, Asia e America Latina. Troppo spesso non sopravvivono, ma che importa? Un nuovo cucciolo è pronto per i selfie! Un vero spasso è anche camminare con un leone, accarezzarlo come un gattone. Questi felini sono spesso tenuti in gabbie minuscole, troppo abituati all’uomo per ritrovare la loro indole selvatica, immemori della dignità e libertà che meritano. E quando invecchiano vengono venduti all’industria della caccia, come facili e costosi trofei, uccisi per altri turisti.

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Allegre scimmiette

senza allegria

In Thailandia molti macachi vengono addestrati fin da piccolissimi a comportarsi come essere umani per alimentare l’industria che prevede grossi incassi per il turismo e animali. Vengono tenuti in catene, affamati e picchiati solo il divertimento dei turisti che pagano per vederli andare in bicicletta o danzare a ritmo di musica. Ma la violenza è anche dare loro cibo non adatto, come ho visto fare tanti anni fa nella foresta delle scimme di Ubud, in Indonesia, dove tutte le povere scimmiette venivano alimentate con qualsiasi tipo di cibo e soprattutto in quantità esagerate, riempite fino a vomitare.

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Borsette e scarpe ambulanti

e lacrime di coccodrillo

Vuoi provare l’emozione di vedere da vicino uno coccodrillo in scaglie e ossa? I coccodrilli sono stati allevati per la loro pelle e carne per molti anni. Ora è possibile per i turisti visitare le strutture sovraffollate e antigieniche in cui cercano di sopravvivere guadagnandosi i pasti con tristi spettacoli. I coccodrilli sono molto sensibili allo stress e si ammalano con facilità in queste condizioni di vita, contraendo infezioni spesso mortali. Inoltre, a causa dello spazio limitato, si combattono a vicenda arrivando a ferirsi gravemente o addirittura uccidersi.

immagine da Pixabay

No grazie!

il caffè rende nervosi gli zibetti

In Indonesia si produce una prelibatezza chiamata Kopi Luwak: per realizzarla si utilizzano chicchi di caffè mangiati e poi esplusi dagli zibetti. Questo caffè speciale ha un valore immenso e può costare fino a 100 euro a tazza. Se gli escrementi degli zibetti vengono raccolti in natura, non viene causato alcun danno a quei poveri animali. Ma alcuni coltivatori di caffè hanno iniziato a catturare gli zibetti facendoli mangiare spasmodicamente per avere più prodotto da vendere. I turisti possono visitare le gabbie e nutrire gli zibetti. Il loro sembra un gesto benevolo nei confronti di quei poveri animali, in realtà è una crudeltà perpretata per interesse. E i turisti ne sono complici inconsapevoli. Gli zibetti soffrono moltissimo la cattività oltre che per l’ipernutrizione. Si ammalano spesso, si automutilano per lo stress. Se comprate il Kopi Luwak fate sempre attenzione che i chicchi siano raccolti in natura.

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Lasciamo in mare

a chi appartiene al mare

I delfini in cattività trascorrono la loro vita in spazi troppo piccoli per loro. L’acqua in cui vivono viene trattata con sostanze chimiche aggressive come il cloro che possono causare irritazioni alla pelle e agli occhi. Possono soffrire di scottature solari e ulcere gastriche, così come altre malattie legate allo stress. Alcuni sono allevati in cattività, altri sono presi dalla natura, con catture al limite della violenza. In alcuni paesi caraibici, come il Messico, l’Honduras o altre piccole isole, nuotare con i turisti è un’attività molto richiesta: il viso sorridente di questi animali è in realtà un ghigno stressato e costretto, mentre tu puoi vivere benissimo senza farti trainare a nuoto agganciato alle loro pinne. In Russia e in Cina i delfinari sono un’attrazione richiestissima: delfini e orche vengono catturati sistematicamente.

Immagine da Pixabay

Tartarughe e razze

spettacoli e cene

Alle isole Cayman o ad Antigua puoi fare il bagno con le razze: farfalle marine che ti accarezzano con le loro ali. Piacevole e soprattutto estremamente instagrammabile. Sono attrazioni che avvengono in natura, con animali completamente liberi, ma purtroppo abituati all’uomo e snaturalizzati. Alle Cayman puoi visitare centri di recupero di tartarughe marine dove i turisti possono tenere in mano piccole tartarughe, coccolarle, farle cadere ferendole a morte e trasmettere malattie. Le tartarughine annaspano di continuo, prese dal panico, in queste basse piscine alla portata delle mani di tutti. Non è vita per quelle piccole bestiole che si vedono inserite anche nei menù del ristorante del rifugio.

immagine da Pixabay

Cosa posso fare

per non cadere in queste reti?

Non esiste un’attrazione con gli animali che non preveda una “violenza” sull’animale: gli animali non sono nati per lavorare, ma per stare liberi in natura. Gli animali andrebbero osservati in libertà, nel loro habitat. Dobbiamo sempre e comunque mettere in dubbio le condizioni e il trattamento degli animali, quando li vediamo esposti per guadagno: rispetteranno le sue reali esigenze? Li nutriranno adeguatamente? Dobbiamo soprattutto capire se alcuni comportamenti sono contro-natura, come ad esempio riuscire a fare delle foto di giorno con un animale notturno, oppure accarezzare un predatore selvatico. E se assistiamo a spettacoli e esibizioni, dobbiamo chiederci come vengono addestrati questi poveri animali.

immagine da Pixabay

Vacanze etiche

turismo e animali felici

Viaggiare è meraviglioso, non esiste modo migliore per crescere e capire tante cose. Spesso però i turisti trascinano abitudini e difetti che prendono piede: quando viaggiate, lasciate in pace gli animali. Evitate di cedere a spettacoli di rettili o fotografie con cuccioli di ogni specie. Non aiutate ad incrementare un mercato così vergognoso. Restiamo al nostro posto, rispettando gente e animali. Il mondo è di tutti, per chi ha mani, pinne o artigli.





30 Comments

Il tuo è un articolo dalle verità un po’ scomode che molta gente preferisce far finta di non vedere. Purtroppo sono ancora in molti a considerare gli animali alla strgua di merce o di oggetti da sfruttare.

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Non hai idea delle litigate che faccio ogni anno in vacanza…

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Che dispiacere leggere queste notizie ma penso che il tuo articolo sia molto importante per rendere il turismo stesso più consapevole nei confronti degli animali che non devono diventare un’attrazione turistica

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Purtroppo non è sempre più difficile fermare questo commercio. A volte sembra di non far nulla di male nel guardare o fotografare, ma i danni che possiamo procurare sono enormi.

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Complimenti un bellissimo articolo. Una tematica che anche a me sta molto a cuore, gli animali vanno rispettati nel loro ambiente naturale. Dovremmo tutti fare un turismo responsabile e bisognerebbe sensibilizzare maggiormente le persone a questo!

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Spesso non ci pensi e non ti sembra grave accarezzare un animale selvatico. In realtà il danno è enorme, ma non se ne parla.

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Grazie. C’è assoluto bisogno di post come questo. Più consapevolezza, più presa di coscienza da parte nostra e forse le sorti degli animali cambieranno. Di tutte le storie che presenti, quella degli zibetti è quella che mi colpisce di più, sia per lo sfruttamento che per il motivo per cui l’animale viene sfruttato. è davvero cattiveria priva di senso.

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Se ti capiterà di comprare il Kopi Luwak in Sri Lanka, fai attenzione che provenga da zibetti liberi e non in cattività. Lo pagherai probabilmente il doppio, ma non sarai complice di tante crudeltà.

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Articolo interessante e da divulgare perché, se è vero che negli ultimi anni se ne parla molto di più, evidentemente non è ancora abbastanza. Ho vissuto tre anni in Thailandia e conosco bene il fenomeno dello sfruttamento degli elefanti e delle tigri. Confesso che mi è capitato di vederli spesso in qualche parco visitato con i bambini. Non eravamo lì per quello, ma ci siamo trovati ad assistere anche a questo. Ormai in quel paese vengono inserite attrazioni per animali in tutti i parchi destinati ai bambini. Dopo essermi documentata sono diventata molto più selettiva nel scegliere i luoghi da frequentare.

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E fai bene! Anche io sto lontana da questi luoghi dove l’attrazione è una povera tigre visibilmente sedata per i selfie con i turisti. È ingiusto e molto crudele. Ai bambini è meglio spiegare che le tigri si aggirano nella giungla libere, non negli zoo in catene.

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Ti dico la verità, quando sono stata in Giappone mi sono trovata a visitare lo zoo e quasi da subito, me ne sono pentita. Si vedeva che gli animali soffrivano, erano agitati e nervosi. Un’esperienza che sicuramente non rifarei. D’altra parte a Tenerife ho fatto un’escursione in barca per ammirare le balene nel loro habitat naturale e da lontano. Quella è stata una bella esperienza.

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Gli animali nel loro habitat hanno una poesia diversa. Sei tu che entri nel loro mondo, con rispetto e con la dovuta distanza, ed è l’unico modo giusto.

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Un articolo che ho letto tutto d’un fiato e che ritengo sia doveroso: spesso il turismo si basa sulla presenza di animali “comodi per le fotografie”, come le molte scimmie o gli elefanti che hai detto e il turista si bea di certe cose quando in realtà è solo una sofferenza per l’animale stesso. Brava, hai tutto il mio supporto!

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Gli animali vengono utilizzati troppo spesso per il nostro divertimento. È un dovere fermare questo mercato inutile e ignobile.

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Non avevo mai pensato a quanto effettivamente il turismo.legato agli animali sia.forte. Ame piace molto andare allo zoo o nei parchi per ammirare animali e pesci negli acquari. Sarebbe bello vederlo tutti liberi nel loro habitat naturale ma magari anche se sono tenuti negli zoo chi si cura di loro a parte avere un lavoro, li ama e condivide con loro una parte di vita e li salva dai bracconieri

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Non si possono salvare gli animali dai bracconieri chiudendoli in gabbia. In gabbia devono andarci i bracconieri! In ogni caso, zoo a parte, ci sono molti altri modi per sfruttare gli animali, come il circo ad esempio, oppure in tutte quelle attività che ho descritto, che sembrano innocenti ma che, in realtà, incrementano un mercato di sfruttamento incredibile.

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Come sai adoro l’Africa e i safari e sono gli animali in libertà quelli che vedo volentieri e che fotografo; sono anni ormai che non vado in uno zoo, anche se devo confessare di aver visitato l’Oceanarium di Lisbona solo pochi anni fa!

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In Africa non ti hanno mai proposto di accarezzare un leone o farci addirittura una foto? Sembra una cosa innocente, ma quel leone, troppo abituato ai turisti, quando invecchierà verrà mandato in qualche riserva e cacciato per divertimento. Una foto o una carezza sembrano cose piccole, ma in realtà provocano danni enormi.

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Hai detto bene, Gli animali sono nati per essere liberi, nella natura selvaggia, Non per essere schiavizzati da colui che Si ritiene “essere superiore”. Ma non me la prendo solo con chi viola la libertà di queste povere bestie, mi indigna molto di più chi paga per vedere questi scempi. Allibisco quando vedo foto con scimmiette legate ad una catena. ma come Si fa a a pagare per assistere a simili nefandezze?

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Ho visto gente in Thailandia pagare per farsi prendere noci di cocco dalle scimmiette legate alla catena. Non mi stupisco più di nulla. Sali da solo a prendertela!

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Quanta commozione nel leggere il tuo articolo ! E quanta tristezza nella consapevolezza che l’uomo Continua ad essere terribilmente crudele con gli altri esseri viventi che popolano il pianeta. Noi turisti, hai ragione, dobbiamo viaggiare con maggiore consapevolezza e senso etico perché queste pratiche so combattono dal basso se cala la richiesta su ferma l’offerta

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Stiamo tutti lontani da animali da “turista”. Forse li lasceranno in pace…

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Non sono mai stata amante di questo tipo di turismo: sin da piccola odiavo il circo, era per me una sofferenza vedere gli animali in cattività, a scuola ci insegnavano che gli animali erano liberi e dotati di istinto e non capivo perchè ci si ostinava a renderli simili agli umani. Non posso che appoggiare ogni singola parola presente nel tuo post.

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Spesso anche azioni che ci sembrano innocenti, come accarezzare un cucciolo sono dannosissime. Gli animali vanno sempre rispettati per la loro natura.

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So many beautiful animals to see ~ thanks for sharing

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Thank you!

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Ti dico la verità non sono arrivata fino in fondo perché non mi avrebbe retto il cuore a leggerlo tutto sto articolo. Però ti ammiro tanto per aver fatto conoscere questa triste realtà.

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C’è un mondo di sfruttamento per i turisti: uomini, donne, bambini e animali. Non c’è rispetto, non c’è umanità.

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Un articolo molto interessante che mi ha tristemente ricordato situazioni che conoscevo già. Non metto piede in un circo da quando avevo circa 10 anni… Mi è rimasto impresso lo sguardo triste e sofferente di una tigre e la vista di un leone maschio malato e spelacchiato (la sua criniera era molto diversa da quella che siamo abituati a vedere di solito). Per lo stesso motivo non vado mai a visitare zoo o delfinari o posti simili. Hai evidenziato bene la sofferenza degli animali in situazioni dove la maggior parte della gente si diverte senza riflettere.

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Basta solo accarezzare un animale selvatico per segnargli la vita: non sarà mai più selvatico e ne cercheranno altri per farli accarezzare. È un giro vizioso e poco etico. Bisogna sempre riflettere prima di coinvolgere animali nelle foto o nelle vacanze.

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