Scappo e mi sposo: i documenti per un matrimonio all’estero

Grande fuga romantica

Se stai leggendo queste righe significa che sei interessato ad un matrimonio diverso, lontano dalla tradizione. E’ un’avventura incredibilmente bella, io stessa l’ho vissuta in prima persona. Il romanticismo è alle stelle, la felicità è palpabile ma c’è il rovescio burocratico della medaglia. Per essere valido devi scegliere il posto giusto e soprattutto preparare i documenti per un matrimonio all’estero. Il romanticismo si raffredda e la felicità ha un colpo di frusta: ma davvero è così difficile?

Dove mi sposerò?

Che sia in un igloo di ghiaccio, su una spiaggia tropicale o in elicottero il primo passo è quello di informarti presso l’Ambasciata o il Consolato del paese che hai scelto circa la validità del tuo matrimonio. Non tutti i paesi del mondo, infatti, effettuano cerimonie legalmente riconosciute. A volte si tratta solo di “finte” cerimonie dopo aver contratto regolare matrimonio nel comune di residenza in Italia. Perchè la tua cerimonia sia unica e reale bisogna informarsi sulla necessità di documenti per un matrimonio all’estero. Ti consiglio di iniziare almeno sei mesi prima della partenza, poiché le cose da fare sono molte e spesso l’iter burocratico è tortuoso e lento. Controlla prima di tutto il tuo passaporto: deve necessariamente essere valido e controlla la sua scadenza compatibilmente alle richieste del paese del matrimonio.

 

Matrimonio civile o religioso?

La Chiesa è ovunque e quindi non è un problema se vuoi sposarti con rito religioso in un altro Stato o Continente. Dovrai però contattare il rappresentante religioso del posto ed accordarti con lui per le formalità del matrimonio. Ti chiederà, oltre alla documentazione legale, il nullaosta del tuo parroco, che attesti la possibilità di impartire il Sacramento, confermando l’avvenuto Battesimo e Cresima. Solitamente il nullaosta viene concesso dopo aver frequentato il corso pre-matrimoniale.

Quali documenti?

Informati in primo luogo se il Paese in cui ti andrai a sposare richiede un periodo di permanenza minimo prima del matrimonio, anche solo per espletare le pratiche legali del posto, in modo da poter organizzare il viaggio secondo i giusti tempi. In Italia sei facilitato dal fatto che per il matrimonio all’estero non sono necessarie le pubblicazioni e ciò ti eviterà di dover prenotare con largo anticipo per richiederle con il tuo lei/lui in comune.I documenti per un matrimonio all’estero richiesti possono variare ma di solito si tratta di certificati anagrafici e relativi ad un eventuale divorzio. E’ possibile che ti richiedano il certificato di nascita o addirittura l’estratto di nascita, il certificato di stato libero e quello di residenza. Fino a qui nessun problema, il tuo Comune di residenza (o di nascita per il primo certificato) te li fornirà in pochi minuti. Il certificato di stato libero non sostituirà il certificato vedovile (sempre in comune) o la sentenza di divorzio. Per i divorziati infatti si rende necessario fornire anche la sentenza di divorzio in originale, richiedibile presso l’archivio del Tribunale nel quale è stato decretato.

Traduzioni

Tutti i documenti per un matrimonio all’estero sono da tradurre nella lingua del paese scelto. Alcuni Uffici Anagrafe sono organizzati in tal senso e possono fornire documenti redatti su modelli plurilingue previsti da Convenzioni internazionali, ma la maggior parte vi rilascerà un documento scritto solo in lingua italiana. Sempre e solo in lingua italiana sarà anche l’eventuale sentenza di divorzio. La traduzione non può essere libera, ma deve comunque essere autenticata da un traduttore autorizzato. Si possono quindi percorrere due strade: affidare tutti i documenti ad un service di traduzione o risparmiare qualche soldo richiedendo direttamente al Tribunale della vostra città il nominativo di un traduttore autorizzato.

Apostille

Una volta tradotti i documenti andranno apostillati… Personalmente anche solo la parola “apostille” mi dava ansia! Ho però scoperto che non è una cosa così terribile. Nei Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione de L’Aia del 5 ottobre 1961 è legale l’utilizzo di documenti redatti in altri paesi aderenti con un’unica formalità: l’apposizione della “postilla” (o apostille). Ciò sostituisce ogni legalizzazione presso le rappresentanze consolari ma ci si può recare nell’ufficio competente per ottenere il meraviglioso “timbro”. Per quanto riguarda i documenti rilasciati dal comune, ti devi armare di pazienza e fare la fila nell’Ufficio preposto presso la Prefettura mentre per i documenti ottenuti dal Tribunale il “timbro” è da richiedere all’Ufficio Legalizzazioni del Tribunale stesso.

E i costi?

Un percorso accidentato e contorto quindi, senza contarne i costi che possono variare dai 100 Euro a salire. Ogni documento sarà in bollo, la traduzione si paga cara e ogni 10 righe andrà apposto un ulteriore bollo e anche le apostille hanno un costo. Quindi pazienza e denaro nonché qualche giorno libero dal lavoro per le code tipiche degli uffici italiani. Diciamo che non potrai spendere meno di 300 euro per tutti i documenti per un matrimonio all’estero.

Calma e rassegnazione

Ti consiglio vivamente, mentre attendi in Prefettura o in Tribunale di viaggiare con la mente al luogo meraviglioso in cui ti sposerai ed immaginare con quale gioia consegnerai la documentazione così duramente ottenuta al Ministro degli Affari Esteri del luogo o al Console… e subito ti sentirai meglio. Calma, pazienza e rassegnazione!

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