Le mie battaglie con i germi negli hotel

Viaggio che fai, batteri e virus che trovi…

Diciamocelo, viaggiare è meraviglioso ma abituarsi a nuovi spazi e a nuovi target di pulito, “toccare con mano” altre culture e abitudini ci espone a potenziali virus, batteri e germi. Già il volo aereo promette bene: l’aria pressurizzata contiene ozono, gas diversi e soprattutto è l’ambiente ideale per la propagazione di virus. Non sono ipocondriaca, ma spesso si scende dall’aereo con il mal di gola o il raffreddore. Ma non si è al riparo da patologie da viaggiatore quando si scende dall’aereo. Non basta lavare le mani. Si arriva a destinazione e si comincia a pensare a come individuare e combattere i germi negli hotel (ostelli o appartamenti).

Pulisco solo io?

Alzi la mano chi non è mai stato colpito da una di quelle fastidiose patologie del viaggiatore, dalla dissenteria alla bronchite. Come rendo l’ambiente delle mie vacanze un po’ più sano? Anche se apparentemente è pulito, in realtà non lo è mai e quindi comincia la mia lotta allo sporco, il mio combattimento contro i germi negli hotel. Partiamo quindi dal presupposto che tutte le camere sono un focolaio di virus, che le persone che le hanno occupate possono aver lasciato ricordi invisibili, che molto spesso hanno la poca illuminazione naturale e circolazione d’aria e che l’uso continuo dei condizionatori rende l’aria impura. Mi chiedo sempre cosa nasconde tra le tende, tra le pieghe della testata del letto, sul materasso… Prima di disfare i bagagli ho alcuni controlli e contromisure rituali da mettere in atto per ridurre ogni rischio.

Biancheria del letto

Germi e batteri proliferano tra le lenzuola. La biancheria viene lavata, ma cuscini e materassi no. I cuscini e i piumini vengono ricoperti da lenzuola e federe pulite, che bastano, anche se debolmente, a schermare il contatto con precedenti ospiti. Ciò che non viene lavato così spesso è il copriletto che mi preoccupo di togliere quanto prima. Allontanata quella grossa spugna batterica mi concentro sui cuscini: spesso ne verifico le condizioni e altrettanto spesso utilizzo quello di scorta, decisamente meno utilizzato.

Salviettine disinfettanti

Sono piccole, occupano poco spazio ma risolvono molto. Disinfetto gli oggetti di uso comune, quelli che vengono spesso dimenticati anche dalla cameriera più solerte. Un esempio? Il telefono, le maniglie delle porte, gli interruttori della luce, la maniglia del frigobar e il telecomando della televisione (quest’ultimo non viene mai pulito). Non serve un gran lavoro: bastano cinque minuti e un paio di salviettine per rimuovere una buona percentuale di batteri negli hotel.

Sole e aria

La luce del sole e il ricambio di aria riducono la carica batterica: quando possibile spalanco le finestre e arieggio la camera. Lo faccio anche quando fuori fa freddo. Il ricambio di aria è un vero toccasana per chi ci deve dormire mentre le nanoparticelle delle luce solare uccidono il 90% dei batteri.

Cimici dei letti

Non è necessario trovarsi in posti sperduti nel mondo, non deve venirci il dubbio della presenza di cimici solo se si tratta di una bettola di un quartiere popolare. Le cimici proliferano anche tra i disinfettanti e le pulizie giornaliere. Quando arrivo, controllo il materasso, soprattutto sugli angoli per cercare le macchie tipiche delle simpatiche bestioline. Rischi anche di portartele a casa come un vivente souvenir. Non sono solo i batteri negli hotel a spaventare: anche ospiti striscianti e succhianti.

Tanti piccoli particolari

Tralascio i vari commenti sulle moquette, sulle situazioni dietro ai wc o ai bidet (se ci sono) o addirittura sotto i letti. Mi è capitato di dormire in posti assurdi, umidi e infestati da insetti. Mi è capitato di chiedere delle ciotole d’acqua da mettere sotto i piedi del letto per evitare la compagnia notturna di insetti vari, come mi è capitato di dover cacciare (e liberare sano e salvo) dalla stanza un topo. Certo nei viaggi bisogna adattarsi, ma se si può limitare il disagio e il contagio, tanto di guadagnato! E voi? Vi fidate o ci date dentro con le pulizie?

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7 Comments

Il copriletto è il mio più acerrimo nemico, così come i divani, i puff, le sedie rivestite. Mia figlia Sto arrivando! che no deve assolutamente utilizzarle. Anche le tende non vengono mai lavate ma solo spruzzate di profumi vari… mi p capitato spesso di farmi cambiare stanza anche per via della puzza di fumo, stanza che risultava per ” non fumatori”!!

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In questo periodo le attenzioni devono essere raddoppiate!

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Ciao Paola questo post è attualissimo oggi ! Devo dire che non sono maniacale come lo sei tu , anche perchè se penso non viaggerei più.
Per fortuna da quando viaggio non mi è mai successo niente .
Però concordo con il copriletto che anch’io lo tolgo sempre, apro le finestre e pulisco il water 😉

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Non sono proprio maniacale, ma ho viaggiato molto anche per lavoro e spesso ho avuto sorprese molto spiacevoli. Ormai la supervisione della stanza è un rito!

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Per fortuna non siamo le uniche che ispezionano la stanza prima di disfare le valigie…oltre alla citata moquette che ormai dovrebbe essere bandita per legge (ahimè si trova ovunque), la cosa che odio di più è il copriletto o quella fascia che mettono sul letto assieme ai cuscini decorativi. Ogni volta che entro in una stanza io devo spostarli e lasciarli li fino alla partenza…anche se ogni giorno vengono riposizionati esattamente come la prima volta! Per fortuna non ci sono capitate situazioni sgradevoli ma a volte le camere sono piene di polvere o si percepisce proprio che le finestre non sono state aperte…

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Facendo un giro di controllo all’arrivo si evitano molte spiacevoli sorprese. Io ne ho avuto alcune terribili! Ma magari li racconterò in un post!

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Io si figurati il mio stato

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