Mangiare in Corea

Mangiare dall’altra parte del mondo

I viaggi in paesi lontani e diversi dal nostro ci portano a doverci adeguare a regole ed alimenti diversi. Il nostro palato può non essere abituato a colori e sapori, ma anche questo fa parte della scoperta e dell’avventura: mangiare cibo del posto. Mangiare in Corea è stato pieno di imprevisti e travagliato: ci si avvicina al cibo con diffidenza, lo si porta alla bocca curiosi e si scopre subito se il gusto è piacevole. A nulla servono colori, forme e odori ad anticipare ciò che il palato decreterà. A volte la sopresa è grandiosa altre il disgusto ti permane per giorni.

Si parte dallo street food

Il  veicolo più semplice e immediato per avvicinarsi alle tradizioni gastronomiche è senza dubbio lo street food. Mangiare in Corea per le strade è semplice e gradevole. Come in tutto il resto del continente asiatico, le bancarelle che vendono cibo lungo le strade o i marciapiedi sono parte integrante della cultura locale e il pasto, consumato in piedi, all’angolo della strada piuttosto che sotto l’ombra di un albero, è un rito profondamente radicato nelle consuetudini dei coreani.

I Coreani: bongustai dell’oriente

L’indaffarato manager di Seoul compie ogni giorno lo stesso gesto del contadino che lavora nelle vicine risaie. Il cibo, per questo popolo, è davvero importante. Anche come rito sociale, come pretesto di viaggio, di scoperta. Ogni regione, ogni provincia, ogni villaggio ha le sue specialità e i coreani impazziscono per i weekend gastronomici durante i quali percorrono, proprio come gli italiani, la penisola in lungo e in largo a caccia di ristorantini e prelibatezze.

Assaggiare tutto

Tutto sommato mangiare in Corea è piacevole. Eccezion fatta per la profusione di verdure fermentate (i vari tipi di Kimchi), di alghe e di pasta di pesce. L’uso della soia nella marinatura e dell’olio di sesamo per la cottura arrotonda e ingentilisce i sapori meno consueti. Il re della gastronomia coreana è indubbiamente l’aglio, usato nella maggior parte dei piatti, a tal punto che anche i vicini cinesi li chiamano “i mangiatori di aglio”. Altro ingrediente fondamentale è il peperoncino rosso che, però, fa parte dei costumi locali solo dal Cinquecento, quando fu introdotto dai missionari portoghesi.

Cenare al ristorante

Mangiare in Corea in un ristorante è facile ed economico: i ristoranti sono talmente numerosi (ma talvolta non riconoscibili per chi non sa leggere le scritte in coreano) che anche il viaggiatore più sprovveduto, dopo essere entrato per sbaglio in una banca o nell’ufficio di un notaio, finisce invariabilmente col trovarne uno. In genere, si distinguono per l’ottimo livello generale e per il buon rapporto qualità-prezzo. Se a Seoul i locali più eleganti possono essere davvero cari, nel resto del Paese è difficile spendere più di 15 euro a testa.

Cenare con calma

La cena, proprio come in Italia, non è una faccenda breve: le portate sono numerose e i piatti principali sono circondati da una tale profusione di contorni da rendere difficile la scelta. Nei ristoranti della capitale si può decidere di mangiare con tavoli, sedie e posate, all’occidentale, o seduti per terra attorno ai tradizionali tavolini bassi, usando le bacchette oppure, come permette il galateo locale, anche le mani. Nel resto del Paese la scelta invece è spesso limitata allo stile tradizionale. Se si vuole assaggiare un po’ di tutto vale la pena ordinare l’hanjonshik, una specie di piccolo banchetto che riassume i pilastri della gastronomia coreana: un oceano di piatti, piattini e tazzine che traboccano di ogni ben di Dio.

Un’occhiata la menù

Tra le pietanze più tradizionali e gustose, il mandu, ottimi ravioli cotti al vapore o saltati in padella ripieni di carne e verdura; le bindae-duk, squisite frittelle di farina di fagioli e verdure miste, il pibimpap, una specie di insalata di riso e verdure; il bulgogi e il kalbi, fettine marinate e cotte a tavola su speciali fornelli; e il sangye-tang, zuppa di gallina al ginseng. Gli appassionati di pasta saranno felici di assaggire l’ottimo chop-chaj, spaghetti di farina di fagioli o di patate con verdure e carne, saltati in padella con soia e insaporiti con kochijung, una pasta di fagioli e peperoncino. Si può accompagnare la cena con il vino di prugne, piuttosto dolce e servito fresco. Per finire, una tazza di soo jung-wa, uno squisito drink digestivo, a base di zenzero e cannella.

Ci si abitua a tutto

Finita la cena, vi sentirete pronti ad affrontare un nuovo giorno in Corea, consapevoli e avezzi a sapori sconosciuti. Mangiare in Corea non vi sembrerà più un ostacolo, un freno ad un viaggio meraviglioso. Dopo qualche giorno, gestirete piccole stoviglie e salsine come consumati viaggiatori. E sopporterete meglio l’aglio, soprattutto quello che mangiano gli altri!

 

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