SARDEGNA: IGLESIAS E I SUOI TESORI DI BARITE

Siamo abituati alle spiagge, alla sabbia sottile e l’acqua trasparente. Ma in Sardegna ci sono tesori nascosti o meglio, sotterrati. Una preziosa perla conservata nel ventre della terra è la Grotta di Santa Barbara, nella miniera di San Giovanni (qualche chilometro fuori da Iglesias). Sicuramente è una tappa imperdibile e vale davvero la pena rinunciare ad una giornata di mare per una visita nel Sulcis Iglesiente.

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Ci si arriva per mezzo di un trenino percorrendo le viscere dell’antica miniera, nella penombra e nell’umido della profondità delle montagne sarde. E’ una grande cavità, di circa 8 mila metri quadri, nelle viscere della montagna, a 207 metri di quota, senza aperture naturali all’esterno.

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Oltre a ciò, la sua eccezionalità scientifica sta anche nel fatto che nasce circa 500 milioni di anni fa, quando la terra era sommersa dalle acque.

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Internamente è tappezzata di cristalli di barite color bruno scuro: è un minerale rarissimo e molto ambito dai collezionisti, disposti a pagare anche 200 euro per decimetro quadrato. Ciò purtroppo non ha reso immune il sito dalle visite di ladri.

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La barite si è depositata sui precedenti ammassi della calcite mammillaria quando ancora l’ambiente era sommerso: la terra è emersa circa 35 milioni di anni fa. Poi piano piano si è svuotata, generando stalattiti e stalagmiti di notevole grandezza e bellezza, colonne di calcite bianca, eccentriche di aragonite e calciti a “canne d’organo”.

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Non riesco ad immaginare il viso stupito del minatore che, negli anni 50, ha scoperto per puro caso questa cattedrale naturale: probabilmente, con il fiato corto, avrà pensato al lavoro di un architetto pazzo, guidato da un progetto celeste.

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Visitarla è semplice ma richiede un po’ di pazienza poiché necessita di prenotazione e non sempre ci sono disponibilità soprattutto in periodi di alta stagione. Ma il piccolo sacrificio viene ripagato abbondantemente una volta arrivati davanti alle meravigliose formazioni calcaree. Non dimenticate una felpa: all’interno non si superano i dieci/dodici gradi, una bella differenza di temperatura con la brezza tiepida dell’estate sarda.

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