Gli arcipelaghi di Similan e Surin, isole nel vento

Sono solo un numero

I marinai thailandesi indicano gli arcipelaghi di Similan e Surin con un numero ma in realtà quelle isolette sparse per un raggio di 30 chilometri nel mare delle Andamane, sono nomi ben noti ai turisti. Ci si arriva da Phuket, navigando per circa 4 ore con traghetti a motore o a vela, spinti dal tawanao, il monsone del sole dell’est.

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Nessun disturbo

Negli arcipelaghi di Similan e Surin non ci sono grandi locali, alberghi, templi dell’abbronzatura, centri per lo shopping. In queste isole parco marino, disposte quasi in fila da sud a nord, ci sono solo spiagge silenziose e bungalow spartani (da prenotare con anticipo) dove trascorrere nottate altrettanto silenziose in compagnia di mare e stelle. Il prezzo è un po’ di spirito di adattamento per godersi uno degli ultimi paradisi di questa parte di mondo.

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Arcipelago di Similan

Gli arcipelaghi di Similan e Surin sono annunciati dal faro di Koh Similan, l’isola più grande, con spiagge di polvere corallina. Ci si ferma in una baia punteggiata di rocce scolpite da mare e dal vento: è la numero 1 Koh Huyong. E’ il primo approdo, circondata dal reef che affiora: è un acquario con visibilità di almeno 30 metri, abitato da tartarughe marine, murene, granchi giganti e anemoni di ogni colore. In cielo volano i piccioni delle Nicobare e aquile di mare. Durante la navigazione si può incontrare lo squalo balena, mostro biblico che accolse nelle sue fauci Giona: è il pesce più grande del mondo, 20 metri di lunghezza ma è innocuo.

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Un giro nella giungla

A , al centro dell’arcipelago, si può visitare la giungla tropicale accompagnati dalle guide. Nella foresta nidificano 39 specie di uccelli. Per provare una scossa di adrenalina con un incontro ravvicinato con gli squali neri, ci si immerge a Koh Payu, non lontana da Koh Tachai, Koh Bon, Richelieu Rock e Choksomboon, una costellazione di isolotti sulla rotta per le Surin.

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Ed ecco le Surin

Sono solo due le isole principali delle Surin, separate da un canale che si apre in una grande baia. Partono da qui le kebang, barche affusolate coperte da un tetto in paglia, usate dai moken, nomadi del mare, ormai ridotti a pochissime famiglie che catturano pesci di scogliera con lunghi arpioni.

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Pace e natura

Gli arcipelaghi di Similan e Surin sono vero paradiso a soli 60 chilometri dalle coste thailandesi, lontano da grandi alberghi e bancarelle di falsi e paccottiglia. E’ un ritorno alla natura, un relax fatto di silenzi interrotti dal vento e dal mare.

 

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3 Comments

Beautiful!

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Amo quando il verde delle foreste arriva così vicino alle spiagge e al mare, penso proprio che adorerei questi luoghi! Chissà di riuscire a programmare un viaggetto prima o poi 🙂

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Te lo auguro. La Thailandia non è poi così impossibile!

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