Primavera alle Svalbard

Il sole a favore

Per organizzare un giro alle Svalbard bisogna tener conto di una cosa fondamentale: il sole. I lunghi mesi di buio limitano a due le stagioni buone: la primavera e l’inizio dell’estate, quando il sole praticamente non tramonta mai. La primavera alle Svalbard è magica, fredda ma non troppo, luminosa quanto basta per godersi i panorami. Con la luce si ha più tempo per vedere e fare cose, e rende possibili le escursioni tra i ghiacci.

Primavera sul ghiaccio

Da metà marzo a maggio il ghiaccio ricopre terra e mare, ma le temperature non sono più quelle proibitive dell’inverno. In questo periodo ci si sposta in sci o con le slitte trainate dai cani assaporando la magia dei luoghi fatta di silenzi assoluti, di natura incontaminata, di paesaggi grandiosi. Sono però mezzi lenti, che non consentono di percorre più di 30-40 chilometri al giorno e costringono a dormire in tenda, a meno che non ci si limiti ad escursioni giornaliere in partenza da Longyearbyen.

Un percorso entusiasmante

Uno degli itinerari più suggestivi percorre in quattro giorni alcune vallate, per poi seguire il Temple Fjord fino al fronte dell’imponente ghiacciaio Von Post, in uno dei paesaggi più spettacolari di tutto l’arcipelago. Si è sempre accompagnati da guide armate di fucile, pronte ad intervenire in caso di un incontro ravvicinato con l’orso polare. Il viaggio è lungo, non molto comodo ma incredibilmente emozionante.

Il percorso più rapido

Più facile e confortevole, ma altrettanto emozionante è il tour delle Svalbard con la motoslitta. Sempre sotto tutela di un rangera armato si viaggia verso la regione sudorientale. Su e giù tracciando la pista tra le immacolate dune di neve, si sfreccia veloci in un’alternanza di scenari davvero straordinari: vallate, bassi valichi di montagna e fiordi gelati. Poi, con una discesa mozzafiato, si vola verso il mare, sulla superficie ghiacciata del Mijenfjorden, fino a Sveagruva, piccolo centro minerario in fondo al fiordo.

Una piccola sosta e si riparte!

Qui c’è una semplice ma pulitissima rent-house, con le camere arredate in legno chiaro, affacciate sulla scogliera che domina una sconfinata distesa di mare ghiacciato. Il giorno successivo si prosegue nella Kjells Tromsdalen per poi raggiungere la costa orientale, nei cui immensi spazi vergini vivono la volpe polare e l’orso bianco. Si continua in motoslitta fino alle banchise ghiacciate della costa, regno incontrastato delle foche e degli orsi polari.

Tradizione o motore?

Con la motoslitta si dimezzano i tempi arrivando anche dove i cani faticano, per il ghiaccio e per il freddo. La velocità a discapito del silenzio, tra le vallate bianche, immobili da secoli. Ma forse, per vedere di più ne vale la pena…

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