A spasso sul vulcano

Un viaggio sul vulcano

Quando vedi un vulcano arrabbiato ti si ferma il respiro: colonne di fumo, fiamme, fiumi di fuoco, sputi incandescenti e sulfuree esalazioni. L’eruzione di un vulcano è uno degli show più incredibili della natura. Una specie di assaggio dell’apocalisse, perché tra le scosse del terreno, l’eco dei boati, l’odore di zolfo e il fumo è come gettare uno sguardo sulla fine del mondo. O sulla sua creazione.  Qualcosa di così forte da attirare sempre più amanti dell’estremo, turisti di un genere particolare, alla ricerca di un viaggio lontano dai luoghi comuni. Un viaggio che mescoli un po’ di adrenalina, di senso del pericolo e di stupore, ingredienti che non mancano mai se si decide di intraprendere un trekking sulle pendici di un vulcano.

l tour dei vulcani

Ci sono dei veri e propri tour, dei viaggi organizzati per gli appassionati di vulcani: ovunque nel mondo per sentire quella paura, per assistere all’Armageddon. Ci si deve sempre far accompagnare da guide esperte, in grado di farti provare il massimo dell’esperienza in piena sicurezza. Bisogna assaporare il momento senza rischi, perché i vulcani possono essere davvero molto pericolosi.

Andiamo in Indonesia

Uno dei tour più famosi è in Indonesia, il Paese con la più grande densità di vulcani attivi del mondo. Ci si arrampica fino al cratere del Krakatoa, si guarda la lava del Merapi ribollire, si passeggia sulle pendici del Papandayan del Bromu e del Semeru in una specie di pellegrinaggio vulcanico che dall’isola di Jakarta raggiunge quella di Bali.

Con orgoglio: un vulcano attivo europeo

Non c’è bisogno di attraversare l’oceano invece per arrivare alla “porta dell’inferno”, l’Hekla, il più famoso dei vulcani islandesi, un gigante che a intermittenza sputa lava, gas e ceneri. Per raggiungerlo si attraversano campi di cenere nera e colate di ossidiana vetrificata. Una lunga marcia in luoghi poco ospitali, con i bagagli in spalla e dormendo in tenda.

Arriviamo in Cile…

Meno impegnativo ma altrettanto spettacolare il viaggio alla scoperta dei vulcani, geyser e laghi termali del nord del Cile. Due settimane per arrivare al Salar de Agua Calientes, avvicinarsi al nervoso Lascar, uno dei più attivi delle Ande, ammirare lo spettacolo dei geyser e a El Tatio, salire verso la cima del Puruna, ai confini con la Bolivia.

…e poi in Nicaragua

Promette una vera indigestione di vulcani un viaggio in Nicaragua: dovunque ci si volti si vede un cratere. E i giganti infuocati qui sono prime donne che amano distinguersi; c’è chi si circonda di lagune, chi sfoggia splendidi coni di scorie, chi si nasconde tra le foreste tropicali.

L’Africa ha il suo perchè

Non sono soltanto i vulcani in eruzione a riservare forti emozioni. Anche la scalata alla conquista di un cratere ormai silente richiede spirito d’avventura. Come l’ascesa al Kilimangiaro in Tanzania, il gigante dalla cima innevata, isolato in mezzo alla savana dove corrono branchi di zebre ed elefanti. Per raggiungere la vetta d’Africa ci vogliono sei giorni di trekking impegnativo per la durata (si cammina dalle sei alle quindici ore al giorno) e per l’altitudine che arriva fino a 5895 metri.

Viaggi per temerari

Chi poi non si accontenta di fumarole e lava pietrificata ma vuole un posto in prima fila per vedere la natura esplodere può affidarsi a tour operator specializzati in viaggi durante le eruzioni: si parte con poco preavviso, si sta via dai due agli otto giorni e si raggiunge un punto qualsiasi del mondo dove il vulcano ha deciso di risvegliarsi. La spedizione è guidata da vulcanologi e geologi. I costi sono alti, ma il gioco vale la… colata.

Viaggi per poco temerari

Ma chi non si sente superman deve restare a casa? No di certo. Nella piccola isola di Réunion, in pieno Oceano Indiano, non bisogna fare poi molta strada per vedere uno dei vulcani più attivi al mondo, il Piton de La Fournaise: basta un’ora e mezza di trekking. Lo spettacolo è superbo con le grandi caldere, le sabbie vulcaniche, le colate di lava fluida.  Con un po’ di fortuna il Piton ha in media un’eruzione ogni 14 mesi ed è soprannominato il gigante buono perché quando si sveglia non fa danni, si può assistere alle fontane di lava e alle colate che raggiungono il mare. E ci vuole poco, dopo la fatica, per andare a rilassarsi su una delle bellissime spiagge dell’isola.

Vulcani antichi in Grecia

E poi c’è la greca Santorini, un presente da star del turismo ed un passato esplosivo. Qui, una lontana estate 1550 anni prima di Cristo, il vulcano esplose con una potenza pari a quattro milioni di bombe, s’inabissò, soffiò polvere nera per migliaia di chilometri, vomitò rocce, fuoco e squassò il mare. Alla fine rimase un arco di roccia arrostita precipitato in acqua ad abbracciare il cratere sommerso, la caldera.

I vulcani “de noantri

Per un trekking tra lava e zolfo però non è necessario andare fuori dall’Italia. Si può cominciare da un tranquillo signore in pensione: il Vesuvio. Appoggiato sul golfo di Napoli, tra vigneti e frutteti, con i suoi pendii che offrono facili passeggiate sembra un vecchio orco ormai buono per le foto ricordo. Per ricordarsi che il suo sonno non è eterno basta fare una chiacchierata con le guide alpine vulcanologiche o fare una visita all’osservatorio vesuviano. E non è nemmeno detto che per gettare uno sguardo nei crateri sia d’obbligo camminare. Per giro sui sentieri dell’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa, si può anche andare a cavallo: 100 chilometri di piste e mulattiere tra boschi e pietra lavica da fare con la guida dei centri ippici. Ancora meno faticoso è il tour in treno: i vagoni della Circumetnea, partono da Catania e si arrampicano, tra paesi e querceti, fino a mille metri di quota.

Vulcani sott’acqua

A coloro che preferiscono l’acqua alla terra i vulcani regalano la loro faccia più nascosta, quella sommersa alle Eolie, arcipelago vulcanico al largo della costa siciliana, le colate di lava si guardano con la maschera, bombole e pinne. Una delle immersioni più impressionanti è quella sulla sciara di fuoco dello Stromboli, il grande inquieto, uno che non sta mai zitto tanto che è riuscito a dare il suo nome a un tipo di attività esplosiva, la “stromboliana” appunto. Se la cima del vulcano sbuca fuori dall’acqua per un migliaio di metri, la parte sommersa ne vanta ben duemila, che si vedono subito, non appena ci si accinge a scendere sott’acqua per una decina di metri lungo la cigliata, un nero pianoro di pietra lavica che precipita in verticale verso l’abisso.

Vulcani in volo

Anche chi non vuole fare nessuna fatica può togliersi la soddisfazione di un tour vulcanico. Basta saltare a bordo di un piccolo aereo privato e sorvolare la zona del lago Turkana in Kenya: distese brulle attraversate da colate di lava nera, dove sbucano i coni di antichi vulcani.

La terra ci parla

Vulcani attivi, spenti o addormentati ci ricordano di quanto instabile sia il nostro ecosistema, di quando può cambiare la terra in pochi minuti e per ragioni completamente naturali. A questo dobbiamo aggiungere il nostro contributo negativo, fatto di emissioni e distruzione. E dobbiamo sperare nella pazienza della natura, per evitare una sua violenta reazione. E i vulcani sono forse il trailer di un film che sta per andare in onda.

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4 pensieri riguardo “A spasso sul vulcano

  1. Bello! Non sapevo che in Indonesia ci fossero così tanti vulcani. Ora mi ispira un pochino di più allora, magari un giorno ci andrò, i vulcani mi affascinano tantissimo!! 🙂

    1. Hai ragione. Dovrò farci un giro sopra (mai stata ahimè…) e poi integro il post. Buon consiglio e ottimo spunto per qualche giorno di camminata!

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