VENEZIA: FACCIAMO UN “INCHINO” DALLA HOUSEBOAT

Un’idea originale e diversa per trascorrere qualche giorno tra la natura e per ammirare Venezia da un’altra prospettiva.

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E’ l’houseboat il mezzo ideale per muoversi tra le acque insidiose della laguna. Grazie al fondo piatto come le tradizionali barche locali, le cabine confortevoli, il vasto ponte di coperta dove rilassarsi e prendere il sole.

Si noleggia a Jesolo e da lì si parte per questa insolita avventura. Si naviga placidamente in una natura silenziosa e spettacolare, lungo canali e tra isolette abitate solo da uccelli. Poi si fa tappa a Burano, Torcello, Sant’Erasmo, per gustare granchi, gamberi e vongole. Fino ad ormeggiare nella grandiosità del bacino di San Marco.

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Ma la grossa imbarcazione bianca è anche “ecologica”: la velocità 5-6 nodi, molto inferiore a quella dei vaporetti e dei motoscafi che sfrecciano a tutto gas, non crea le onde dannose che erodono le rive delle isolette.

Si naviga nel silenzio. Unici rumori, lo sciabordio dell’acqua contro la barca, l’affondare del remo, il fischio del beccaccino, il frullo d’ali delle folaghe che si levano in volo in formazione orizzontale.

Prima di imbarcarsi, vale la pena di fare una sosta a Jesolo, la città più movimentata della laguna, per una passeggiata nella zona pedonale e per le osterie e i ristoranti che preparano pesce appena pescato.

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Davanti al litorale del Cavallino, dove si salpa verso la laguna, una navigazione di circa 25 miglia, si apre una delle zone più selvagge, quella delle valli da pesca, la Liona, la Paleazza, la Falconera. Un paradiso faunistico, dedalo di barene, le terre emerse, attraversate dai ghebi, piccoli canali tortuosi, e specchi d’acqua, rifugio di uccelli palustri: eleganti garzette dalle piume candide, germani, aironi, setacciano la sabbia alla ricerca di cibo.

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E’ l’altra laguna, lontana dai circuiti e dai vaporetti, di frotte di turisti che sbarcano a ritmo incessante.

Si arriva a Treporti, riconoscibile dalla chiesa con due campanili. All’imbarcadero sono noleggiabili delle biciclette, si può imboccare una stradina che da Saccagnana, una delle tre isolette, porta a Lio Piccolo, quattro case, un palazzetto fine Ottocento, una chiesa fine settecento e a Mesole, un incanto di colori e di incontri, dagli aironi ai cavalieri d’Italia.

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Il tramonto ha le sfumature oro antico di pittori mentre ci si avvicina a Burano. Si attracca in prossimità del ponte di legno ed è d’obbligo una passeggiata tra i laboratori delle merlettaie: Burano è tutta qui.

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La notte sulla barca ha il sapore dell’avventura e il sonno arriva presto e presto ci si risveglia per ripartire.

Nelle prime ore del mattino, la nebbia, il caligo, l’acqua e il cielo creano miraggi spazzati via dalla bora. Si vedono le alpi a ridosso dei campanili i casoni e le reti a bilanciere, si incontrano le imbarcazioni del popolo della laguna. Bisogna tenersi al centro, la parte più profonda, magari con una vedetta a prua per scrutare i fondali. La torre campanaria di Torcello domina il paesaggio come un faro. L’ormeggio migliore è il canale del Torcello a nordest dell’isola. Poi altre due visite: Sant’Erasmo e San Lazzaro degli Armeni.

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Con l’house boat si avanza lentamente, si imbocca il canale verde azzurro della Giudecca tra le gondole e le lance in mogano, si scivola davanti all’incantevole riva delle Zattere. L’ormeggio è spettacolare: la piccola darsena dell’isola di San Giorgio, dall’altra parte di riva degli Schiavoni. Ci si insinua nei canali ombreggiati che attraversano le isole, si attracca a pochi metri da ristorantini.

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E qui finisce il weekend, che, nonostante il tempo poco propizio, ci ha regalato uno spettacolo di luci e ombre, nebbie e soli, vissuto con l’entusiasmo dei bambini.

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