Ad Hanoi, sulle orme del presidente Ho Chi Minh

Una storia romantica e dolorosa

tra guerre e contrasti

La storia del Presidente Ho Chi Minh è lunga e controversa, piena di dolore e guerre. Fu il primo presidente dello Stato Democratico del Vietnam (Vietnam del Nord) e contribuì a fondare il Partito Comunista Indocinese nel 1930 e nel 1941 la Lega per l’Indipendenza del Vietnam. Durante i suoi 25 anni di governo, divenne il simbolo della lotta per l’unificazione del Vietnam, soprattutto durante il cruento e costoso conflitto con il regime anticomunista del sud e il suo potente alleato, gli Stati Uniti.

Una guerra sanguinosa

con un finale tragico

Il conflitto in Vietnam, iniziato come una guerra civile tra nord e sud, terminò nel 1975 e fa parte della storia come uno dei conflitti più sanguinosi e cruenti, per i circa 58 mila soldati americani e un numero imprecisato tra il milione e i 4 milioni di soldati vietnamiti caduti. Nel 1976, Nord e Sud si riunirono nella Repubblica Socialista del Vietnam. La città di Saigon venne ribattezzata Ho Chi Minh, in onore del Presidente Ho Chi Minh, anche se “zio Ho“, così era chiamato dai suoi sostenitori, non riuscì mai a vedere il Vietnam unito.

Un tour ad Hanoi

tutto dedicato al Presidente Ho Chi Minh

Nessun vietnamita che capiti ad Hanoi si perde il classico tour dei luoghi santi del Presidente Ho Chi Minh, tuttora venerato da una percentuale significativa di abitanti del paese. Oggi come oggi non è più chiaro se tale tour sia ispirato da una genuina idolatria oppure si sia trasformato in un’escursione turistica, per quanto imprescindibile. Tuttavia nessuno si sognerebbe di snobbarlo. La sua storia è interessante, la sua vita è stata piena di abnegazione per il suo paese: ripercorrere il suo percorso è comunque istruttivo e interessante.

Si parte dal Mausoleo

con grande rispetto

La peregrinazione, ovviamente aperta anche a tutti gli stranieri, comincia nel Mausoleo dove è conservata la salma del Presidente Ho Chi Minh, perfettamente imbalsamata e conservata, come se non fosse mai deceduto, di fronte al quale si compie un rapido passaggio, sospinti dalle guardie in alta uniforme. Nella cripta è vietato portare macchine fotografiche, videocamere, telefoni cellulari e altri gadget elettronici, né è possibile reperire in commercio cartoline con l’immagine della teca di cristallo nella quale è racchiuso il corpo dello statista, quasi a volerne negare la morte.

La casa del Presidente Ho Chi Minh

dietro al Palazzo Presidenziale

Una volta usciti la visita prosegue nei giardini del Palazzo Presidenziale, costruito nel 1906 come residenza del governatore dell’Indocina e oggi utilizzato per le cerimonie ufficiali. Sul retro dell’edificio, si entra nella semplice dimora in stile contadino che il Presidente Ho Chi Minh si fece costruire nel 1958 ai bordi di un laghetto artificiale, e che utilizzò sporadicamente come abitazione fino alla morte. La casa, pulitissima e presidiata da guardie in uniforme candida, è in realtà una palafitta a due piani, con, al livello superiore, un piccolo studio e una camera da letto.

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Un grande museo

per conoscerlo meglio

La terza e ultima tappa del tour presidenziale è il museo del Presidente Ho Chi Minh, un imponente palazzo all’interno del quale architetti di grande inventiva (anche se di dubbio gusto) hanno creato un percorso ideale nella vita del leader, illustrando i momenti salienti della sua carriera, con diorami, giochi di luce, oggetti personali, e documenti esposti in modo tale da dare al visitatore l’impressione di trovarsi in un luogo a metà tra una discoteca degli anni ’70 e un padiglione di Disneyland.

Vale la pena, però, seguire il corteo di questo “pellegrinaggio”. Le radici di un popolo si conoscono partecipando alle loro tradizioni, respirando la stessa aria e le stesse emozioni, vedendo con gli stessi occhi, quelli del cuore.

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1 Comment

Wonderful architecture you’ve photographed!

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