Un weekend nell’Emilia sconosciuta

L’Emilia silenziosa

In Emilia ci sono zone silenti, assolate distese di verde all’ombra di colline tonde, ricche di storia e di tradizione, piene di gente cordiale e allegra, delle quali non sentiamo mai parlare. Ci sono zone dell’Emilia poco frequentate da turisti perchè le cose da vedere sono semplici o poco pubblicizzate, o perchè il passaparola di quanto sia rilassante un weekend emiliano si ferma in uno sbadiglio di chi ascolta, dando per scontato che silente sia sinonimo di noia.

Nella Valle dell’Enza

Una di queste zone è certamente una porzione di territorio divisa tra due province, quella di Parma e quella di Reggio Emilia, separate da una linea azzura turbolenta, un affluente del Taro, il torrente Enza. Le due sponde sono diverse, confusa e allegra quella reggiana, ordinata e sobria quella parmense. Il torrente taglia a metà la valle e da entrambe le parti salgono dolci colline, con strade e tornanti che portano a piccoli borghi medievali, vere chicche per pochi fortunati, quelli che amano le zone silenti.

Vi presento Matilde

Sono le famose zone Matildiche, spicchi di storia italiana troppo lontana per essere ricordata, troppo importante per essere dimenticata. Qui, nel primo secolo dell’anno 1000, Matilde di Canossa, donna di potere e di grande fede, entra nei giochi politici tra impero e chiesa, inducendo Enrico IV chiedere le famose scuse a Gregorio VII, proprio dove oggi i resti di del Castello di Canossa regalano un panorama mozzafiato e un ritorno ad un momento fondamentale della storia italiana.

Saliamo a Rossena

Dalla rocca di Canossa,che è stata è stata fonte d’ispirazione, come per Ludovico Ariosto che la descrisse nell’Orlando Furioso, la vista si perde fino ad altri castelli, fortini militari a protezione, come quello di Rossena, ancora in piedi e visitabile, compresa la sua torretta di avvistamento, Rossenella, collegata all’edificio principale da un passaggio segreto sotterraneo. Qui il tempo si è fermato tra le spesse mura di roccia, come si ferma il fiato percorrendo la lunga salita, arrancando verso il pesante portale, per entrare nella storia. E nella storia ci puoi anche dormire, perchè, proprio tra i fantasmi di questo maniero, in poche stanze di una porzione ristrutturata, è allestito un pittoresco bed & breakfast.

E’ storia tutto intorno

Attorno a queste due testimonianze matildiche, si possono visitare molteplici luoghi storici, come la chiesa della Madonna della Battaglia, eretta da Matilde nel 1092, o borghi medievali come Cavandola, Votigno (luogo di meditazione visitato anche dal Dalai Lama e splendida location per matrimoni), Rivaltella e i resti della villa di Rivalta. Scendendo verso valle non si ci può perdere il Castello di Bianello a Quattro castella, famoso per i suoi fantasmi e i suoi splendidi ricevimenti di nozze.

Dormire e mangiare da amici

Un incredibile angolo silente è un piccolo paese su una collina di fronte a Canossa, Selvapiana, famoso per aver ospitato Francesco Petrarca e per averlo ispirato nella prima parte del poema Africa. Dal paese si ha una incredibile vista sulla valle dell’Enza e dei Castelli di Rossena e Canossa. E’ il luogo ideale per trascorrere la notte, nel delizioso e ospitale Bed&Breakfast A casa nostra, ma non prima di aver cenato nella Trattoria Petrarca paradiso del tipico tortello emiliano.

Ci spostiamo verso Parma

Nella zona parmense non può mancare una visita al castello di Torrechiara, elegante maniero ancora totalmente visitabile dove fu ambientato il film Lady Hawke negli anni ’80. Affreschi e dipinti decorano stanze e corridoi e accompagnano colorando il percorso per le raffinate sale del castello.

Poco distante, a Mamiano di Traversetolo ci si ferma per una visita alla Fondazione Magnani Rocca, un antico casino di caccia che faceva parte delle riserve ducali farnesiane. Tra silenzi e alti soffitti si gustano le 50 opere di Giorgio Morandi, tra cui la Natura morta, La famiglia dell’infante don Luis di Francisco Goya e la Madonna col Bambino di Albrecht Dürer. La villa è circondata da un parco molto curato, prati all’inglese, piante monumentali ed eleganti pavoni. Considerata la straordinaria bellezza della location, è spesso usata per ricevimenti e matrimoni, tra arte, cultura, natura e soprattutto buon cibo.

Qui si mangia davvero bene…

Non dimentichiamoci che, oltre al grande valore storico, il merito turistico di questa zona è una incredibile tradizione culinaria, varia e ricca di prodotti a chilometro zero: paste ripiene, buon vino, salumi saporitissimi e formaggi straordinari, per riempire lo stomaco di delizie, dopo che lo spirito si è saziato di arte e di storia. E tutto all’ombra della Pietra di Bismantova che con la sua forma di nave impera sull’Appennino.

 

 

 

 

 

 

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