ZANZIBAR: L’ISOLA DEI PROFUMI

Zanzibar è un’isola volubile e versatile, colma di paesaggi diversi e profumi fortissimi. Da nord a sud, da est a ovest i profumi sono differenti, ma con la stessa caratteristica, sono forti, a volte anche sgradevoli ma davvero unici.  Andiamo verso il centro di Zanzibar: qui troviamo la Jozani Forest, una fitta distesa di mangrovie dove la luce filtra appena, trasformando il groviglio di radici popolate da piccoli granchi. Qui è facile avvistare i colobos, scimmie autoctone dalla pelliccia rossastra. L’odore e un misto di verde e salmastro, di fiori, paludi e fango.

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Il nord, invece, è tutta un’esplosione di profumate coltivazioni di zenzero, cannella e chiodi di garofano, principali risorse dell’isola, sotto forma di prodotto d’esportazione o come richiamo per lo “spice tour” sempre più di moda. La costa ovest di Zanzibar è rigogliosa e selvaggia, ricamata di mangrovie e forte di mare.

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Sulla costa est, dove il clima è più secco, sorge il ghotha dell’hotellerie internazionale, tra palme da cocco che dondolano dolcemente ombreggiando una spiaggia dopo l’altra, piste di conchiglie rosa e un oceano caldo e generosamente azzurro. Qui gli odori si mescolano ai nostri, dal mare all’olio solare e tutto viene soffocato dalla folla di turisti al sole. Ma con una così lussureggiante barriera corallina, che la bassa marea consente di raggiungere a piedi, una volta installati nella propria postazione vacanziera, è difficile non abbandonarsi al dolce far niente. E se non  bastano l’incanto dei paesaggi e l’intontonimento da caldo,  le strade isolane invitano alla pigrizia, perchè non sono sempre asfaltate e sono contorte in impensabili circonvoluzioni per raggiungere qualsiasi meta.

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E poi c’è la città e la sua parte vecchia Stone Town, campionario assoluto di odori diversi e fortissimi, come nella zona del pesce, dove non si riesce proprio a parlare di profumo. A dare sollievo al naso arrivano aromi di frutta e spezie, esposte nel Darajani Market, sosta obbligata nei tour turistici. Ma è tra questi odori che pulsa la vera Zanzibar, è qui che si conosce davvero la sua anima. Sicuramente non è possibile rimanendo fermi sulla spiaggia di un villaggio.

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Andare oltre lo stereotipo del paradiso tropicale in affitto, però, è meno difficile di quanto sembri. Sulla Chwaka Bay per esempio ci sono minuscoli ecovillaggi fatti di monolocali con i tetti di makuti con bagno, zanzariere e ventilatore a pale, davvero economici. Moltissimi altri in ogni parte dell’isola, a prezzi bassi e medi a seconda della posizione e degli optional.

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E si sta in mezzo alla gente, tra donne avvolte con naturale eleganza nei kanga colorati, tra i pescatori e i bambini. I bambini sono tantissimi, bellissimi, scalzi e vivaci. Imparano presto a chiedere ma anche a riconoscere il tipo che non cede. Comunque vada non smettono mai di sorridere. E lì i profumi sono veri.

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