Perché visitare Arequipa: tra dei e vulcani del Perù

Nel sud del Perù

tanti motivi per visitare Arequipa

Arequipa è una vivace città nel sud del Perù, ricca di luoghi storici, antiche leggende e ameni hotel e ristoranti, dove puoi fare base per una visita al famoso Canyon del Colca, il secondo canyon più profondo al mondo. Ma ci sono altri motivi per visitare Arequipa: si trova a metà strada tra la storia di Cuzco e la modernità di Lima. Se visiti Arequipa ti gusterai il meglio di entrambi. Avrai storia antica, con pitture rupestri, musei con formidabili reperti Inca, antichi monasteri e soprattutto la possibilità di bellissime camminate sui vulcani che circondano Arequipa.

Come arrivare ad Arequipa

da Cuzco o Lima

Puoi arrivare ad Arequipa da Lima o Cuzco utilizzando un comodo volo di poco più di un’ora a prezzi contenuti. Tieni presente che l’aeroporto di Arequipa si trova a circa mezz’ora dalla città e quindi dovrai utilizzare un taxi o un trasporto privato. Puoi scegliere di viaggiare in autobus con partenza da entrambe le città, sicuramente più economico con partenze frequenti, affrontando un lungo viaggio di circa 18 ore da Lima e più di due giorni da Cuzco. Da Cuzco, inoltre, puoi utilizzare anche un treno che parte ogni giovedì mattina e arriva il sabato, con numerose soste, compreso il Lago Titicaca. Ovviamente pasti e alloggi sono compresi nel costo del biglietto.

Visitare Arequipa

città fiera e superba

Arequipa è dominata dai suoi vulcani, dal profilo conico del vulcano Misti, affiancato dai picchi del Chachani e del Pichu Pichu. Proprio la presenza di questi turbolenti amici ha segnato la geografia di questa città: una fertile vallata e un grande canyon. La storia di questa bellissima città la senti nell’aria: è una città fiera e superba, la seconda per dimensione in Perù segnata da grandi fremiti secessionisti. Ancora oggi la città sembra reclamare il diritto all’autonomia culturale e l’indipendenza, guidata da una classe intellettuale attiva e appassionata. L’orgoglio di Arequipa trabocca ovunque, persino nelle picañerie, dove si mangia la chanca (chicchi di mais saltati in padella e salati) e persino quando bevi l’Arequipeña, la birra locale.

Una storia importante

a partire dal nome

Si narra che il nome Arequipa abbia origini Inca, quando il re Mayta Capac, durante un viaggio verso la costa decise di fermarsi incantato dalla magia del posto dicendo alla sua corte: “Ari quipay” che in lingua quechua significa semplicemente “restiamo qui”. Probabilmente hanno pensato le stessa cosa gli spagnoli che ne rimasero incantati nel XVI secolo. Arequipa era inoltre in una posizione strategica, un transito obbligato per il traffico commerciale tra le miniere d’argento andine e il Pacifico. Il re di Spagna conferì alla città il titolo di Nobilissima Lealissima e Fedele Città dell’Ascensione della Nostra Signora delle Bella Valle di Arequipa, così colpito dalle bellezze di questa città. Gli spagnoli e la loro cultura sono rimasti ad Arequipa per secoli, nonostante vicissitudini e violenti terremoti.

Un museo a cielo aperto

in stile Churiggueresco

Oggi Arequipa rimane un perfetto museo a cielo aperto dell’architettura coloniale. Plaza de Armas, chiusa per un lato dalla mole imponente della cattedrale, al centro di un reticolo di vie ortogonali, è una delle piazze più belle di tutto il Perù. Attorno a questa ampia distesa non si sviluppa solo l’intero assetto urbanistico della città, ma gravita anche la vita sociale degli arequipeños. Tutto passa per la piazza: matrimoni, feste, fiere, manifestazioni, concerti, comizi e proteste politiche. Immoto testimone dello scorrere del tempo è lo stile Churiggueresco, una specie di barocco/latino-americano, fatto di portali intarsiati, di legno, decori, stucchi e gessi. La città è un susseguirsi di residenze patrizie in pietra bianca. La Chiesa della Compaña, nell’angolo della Plaza de Armas è un tripudio di colonne a spirale, fiori, uccelli, foglie di vite, corone di alloro che si mescolano ad angeli e figure sacre.

Santa Catalina

e le ricche suore

Il luogo più famoso della città però è quello che ha più fatto parlare di Arequipa nelle Americhe e in Europa: il Monastero de Santa Catalina, che, contrariamente a quanto potrebbe far sospettare il nome è stato per secoli fulcro della vita mondana. Fu fondato nel  1850 per accogliere le secondogenite delle più agiate famiglie spagnole, solo se con una grandissima dote. In compenso, lungi da rinunciare alle tentazioni del mondo, le suore vivevano nel lusso e nelle agiatezze. Il Monastero ormai è aperto al pubblico e ci si può perdere nel vasto complesso inseguendo i fantasmi della memoria che ancora aleggiano in un dedalo di stanze e di celle.

“Ari Quipay” disse il re inca, “restiamo qui”. E’ da allora che Arequipa, gioiello barocco all’ombra del vulcano, regna sull’altopiano. Dove volano i condor e gli sciamani costudiscono i segreti della Cordigliera.

Ti è piaciuto? Ti può servire? Pinnalo!

Share



Lascia un commento

Your e-mail will not be published. All required Fields are marked

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Share
Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: